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pubblicato il 29 gennaio 2018

BMW, Daimler e VW sotto accusa per i test su scimmie e cavie umane

Prolungate esposizioni agli scarichi dei Diesel. I gruppi coinvolti si dichiarano estranei a questi metodi di ricerca

BMW, Daimler e VW sotto accusa per i test su scimmie e cavie umane

Una doppia tegola cade sull’immagine dell’industria tedesca dell’auto, accusata di aver commissionato degli esperimenti sulle emissioni delle auto diesel che hanno coinvolto come "cavie" sia scimmie che esseri umani. La prima accusa arriva dagli Stati Uniti e come riporta il New York Times riguarda una ricerca avviata dall’European Research Group on Environment and Health in the Transport Sector (EUGT) nei laboratori di Albuquerque (Nuovo Messico) su richiesta e finanziamento, fra gli altri, dei gruppi BMW, Daimler e Volkswagen. Il quotidiano newyorkese riporta di esperimenti fatti dal 2014 su 10 scimmie della specie macaco cinomolgo costrette a respirare i fumi di scarico di auto diesel.

Esperimenti anche su esseri umani

La seconda tegola arriva proprio dalla Germania dove alcuni quotidiani, in particolare lo Stuttgarter Zeitung riportano di esperimenti simili effettuati all’università di Aquisgrana su 25 persone, tutte volontarie. Allo stesso modo le cavie umane hanno respirato i gas di scarico per diverse ore e con differenti concentrazioni di ossidi di azoto. Questi test, pensati soprattutto per confutare i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che nel 2012 ha dichiarato cancerogene le emissioni allo scarico dei motori diesel, sembrano non aver portato a risultati conclusivi e, anzi, si rivolgono come un boomerang verso le stesse Case committenti.

Lo sdegno della Merkel

L’ondata di indignazione suscitata da queste prime indiscrezioni parte da Berlino, dove la stessa cancelliera Angela Merkel parla di esperimenti su scimmie ed esseri umani che non trovano giustificazione etica e su cui bisogna fare chiarezza. Insomma, anche il governo tedesco prende le distanze da questo che pare configurarsi come l’ennesimo scandalo per le auto Made in Germany e per il motore a gasolio, dopo il Dieselgate. Pure il primo ministro della Bassa Sassonia, Stephan Weil, parla di pratiche "assurde e ripugnanti", a maggior ragione se sono coinvolte cavie umane.

Anche i Costruttori chiedono chiarezza

Le prime reazioni ufficiale delle Case coinvolte partono da Daimler i cui vertici si dissociano dagli studi dell’EUGT, condannano gli esperimenti dicendosi sconvolti da natura e portata degli studi e annunciano l’avvio di "un’indagine approfondita sulla questione". A condannare questo tipo di esperimenti è anche BMW che nega di aver mai avuto un coinvolgimento diretto in questo studio, né di aver mai influenzato i metodi di ricerca all’EUGT e, soprattutto, dichiara di non svolgere test su animali. Uguale tono di condanna è quello espresso da Volkswagen Group: il presidente del consiglio di sorveglianza, Hans Dieter Pötsch, dice infatti che una simile sperimentazione è "totalmente incomprensibile" e che la vicenda deve essere "esaminata a fondo e senza condizioni".

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