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Retrospettive

pubblicato il 20 aprile 2008

BMW Z8

A otto anni dalla sua nascita, è già "classica"

BMW Z8
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Ci sono auto che nascono perfette, uniche, già classiche prima ancora di diventare usate. A questa nobile e rara stirpe di automobili appartiene sicuramente la BMW Z8, la roadster prodotta per soli quattro anni (fra il 2000 e il 2003) in soli 5.703 esemplari.
Stilisticamente e meccanicamente superdotata, la BMW Z8 è frutto di un progetto che vede designer ed ingegneri lavorare fianco a fianco con il minimo di limitazioni e compromessi, tanto da tradurre in realtà uno dei sogni automobilistici più classici e puri: una vettura scoperta dalle linee superbe e dal motore potente, capace di ammaliare sia da ferma che in movimento.

LE ORIGINI
I primi "passi" della Z8 risalgono addirittura al 1992, quando un gruppo di rappresentati del consiglio di amministrazione BMW si ritrovarono assieme per valutare il reale posizionamento sul mercato delle vetture di Monaco, soprattutto in rapporto alla concorrenza Mercedes; per fare questo raggrupparono una serie di vetture moderne, fra cui la Mercedes SL e, quasi per sfizio, una BMW 507 degli anni Cinquanta. Fu in questo momento che nacque l'idea di riproporre una scoperta dalla forte personalità come quella 507 presentata nel '55 su disegno del conte Albrecht von Goertz e divenuta simbolo del più raffinato stile BMW.

Il progetto rimase nel cassetto fino quando il "passionale" e innovativo designer Christopher Bangle, a capo del Centro Stile BMW non decise che era venuto il momento di preparare una spider concept in stile retró. Il compito fu affidato a Henrik Fisker che, in un anno di tempo rubato ai week-end, al sonno e alle pause pranzo, arrivò a presentare nel '94 i disegni di un prototipo chiamato Z07, quasi un gioco di parole che rievoca la 507 e riprende la Z delle ultime spider BMW.
La Z07 debutta la Salone di Tokyo del 1997 e fa subito parlare di sé: piace per il design prepotente ed elegante. Lo stesso Fisker dichiara di aver in realtà osservato solo inizialmente la 507 e di aver preso da questa solo parte del design della calandra e i fregi laterali sui parafanghi anteriori e che è stato per lui un onore lavorare su una simile vettura: "per nulla al mondo avrei rinunciato a disegnarla, l'avrei fatto anche gratis. É stato come realizzare un sogno". Le linee muscolose, filanti e vagamente classicheggianti della Z07 convincono e seducono la dirigenza BMW, che dimostrando grande passione, lungimiranza e un po' di coraggio danno l'ok per la produzione in serie: è nata la Z8!

SUPERDOTATA
Chris Bangle, Fisker e il piccolo team di ingegneri coinvolti nello sviluppo della Z8 puntano su forme semplici ma evocative di potenza e adattano la meccanica a questo scopo; scegliendo il meglio dal "magazzino parti" BMW, il gruppo si punta sul motore della M5, un 8 cilindri a V di 90° di 5 litri con 400 CV di potenza massima e 500 Nm di coppia già a partire dai 3.800 giri/minuto. Queste straordinarie caratteristiche abbinate ad un telaio leggero come quello della Z8 e all'agilità di una roadster due posti secchi consentono prestazioni davvero eccezionali: 4,7 secondi per scattare da 0 a 100 km/h, 4,3 per riprendere da 80 a 120 km/h in IV marcia e 250 km/h di velocità massima autolimitata.

Sono numeri da supercar che, questa volta, si ritrovano in una roadster raffinata, elegante, lussuosa e volutamente non esasperata dal punto di vista concettuale, quasi un gran turismo ad alte prestazioni per intenditori. Non per questo viene comunque tralasciato l'aspetto telaistico, che presenta una costruzione interamente in alluminio spaceframe, telaio autoportante leggero ma con livelli di rigidezza più che doppi rispetto alle spider tradizionali. Hans Rathgehber, ingegnere a capo del progetto Z8 dichiara che occorre una forza di 10.500 Nm per fare flettere il telaio di un solo grado. Le sospensioni di tipo McPherson in alluminio di nuova progettazione all'anteriore (riprese dalle Serie 5) ed il ponte posteriore multilink a cinque bracci, assicurano l'agilità e la prontezza di una sportiva purosangue.

La guida sportiva beneficia del portentoso motore "S62", dotato di acceleratore elettronico che comanda le 8 farfalle attraverso un motorino elettrico, che può essere programmato ed avere così un comportamento sportivo o confortevole. A seconda del tipo di guida scelto dal driver, l'acceleratore risponde impulsivamente e docilmente ai comandi impartiti al pedale.
L'elettronica governa gran parte dei sistemi di bordo ed è responsabile del funzionamento degli avanzati sistemi di sicurezza presenti sulla Z8. L'ABS con CBC (controllo della frenata in curva), il DSCIII (controllo dinamico della stabilità) che integra la funzione ASC+T (antipattinamento in accelerazione e controllo della trazione) ed il DBC (controllo dinamico della frenata).
La ricca dotazione di serie, oltre ai succitati sistemi di sicurezza, comprende alcune "chicche" piuttosto rare per il periodo come: pneumatici Run Flat Combination che consentono di viaggiare fino ad 80 km/h di velocità a ruote sgonfie; hard top in tinta con la carrozzeria; sedili sportivi in pelle Nappa a regolazione elettrica e riscaldabili; sistema di navigazione; autoradio con caricatore per 6 CD e sistema Hi-Fi da 10 altoparlanti. Altri segni distintivi esteriori sono gli specchietti ricoperti di una calotta di plastica cromata, luci posteriori e indicatori di direzione con luci al neon e i bei cerchi in lega da 18 pollici con gomme 245/45 WR18 e 275/40 WR18.

Una delle caratteristiche più esclusive della Z8 è l'abitacolo, capace di offrire dettagli di design e finiture degne delle linee esterne. Un sapiente alternarsi di plastiche, gomme, alluminio e pelle danno agli interni un aspetto altamente raffinato e tecnologico, come la plancia e parte della console centrale in tinta con la carrozzeria, la strumentazione raccolta al centro, il volante a tre razze (composte a loro volta da quattro piccole razze d'acciaio), i comandi realizzati in alluminio dal pieno abitacolo, il pulsante per l'avvio del motore e gli spettacolari roll bar di sicurezza, pure questi rivestiti in pelle. Riguardo alla strumentazione centrale, da qualcuno criticata perché poco visibile, Bangle dichiara di averla voluta lì proprio "per fare in modo che il guidatore possa concentrarsi esclusivamente sulla strada ed essere un tutt'uno con l'auto".

INSTANT CLASSIC, DA SUBITO
Il debutto al Salone di Francoforte del 1999 è presto seguito dall'apparizione della Z8 accanto a Pierce Brosnan/James Bond nel film "Agent 007 - il mondo non basta" e il pubblico degli appassionati capisce di trovarsi di fronte ad una instant classic, auto di culto già sul nascere.
La prima cosa che la rende unica e irraggiungibile è il prezzo esorbitante di 240 milioni di lire (128.000 euro nel 2003), seguita da una produzione limitata a circa 1.500 esemplari l'anno e poi da un comportamento stradale che la rende unica: la distribuzione dei pesi 51/49 % fra avantreno e retrotreno (1.585 kg a vuoto), il baricentro sul ginocchio del guidatore e una coppia esuberante fanno della Z8 una delle roadster più veloci e sicure del mercato, con possibilità di divertirsi in pista (la casa dichiara 8 minuti e 15 secondi al Nürburgring per un buon guidatore) e di rilassarsi sui lungomare alla moda. La Z8 è stata prodotta in un totale di 5.703 esemplari, suddivisi in 3.160 per l'Europa e 2.543 per gli Stati Uniti. Una curiosità riguarda le ultime Z8 prodotte da Alpina con il nome di V8 Roadster e caratterizzate da cilindrata e potenza ridotta (4.8 litri per 394 CV), cambio automatico Steptronic a 5 marce e ruote da 20 pollici. La produzione delle Alpina (ricompreso nel totale di 5.703 Z8) ha raggiunto un totale di 555 esemplari, di cui 450 per il mercato nordamericano e 105 per quello europeo.

I NUMERI DELLA BMW Z8
telaio:
EUROPA
MY 1998: AF77000-AF77001 (auto di presentazione)
MY 1999: AF77002-AF77083 (auto di presentazione e stampa)
MY 2000: AF77084-AF78538
MY 2001: AF78538-AF79753
MY 2002: AF79753-AF80017
MY 2003: AF80018-AF80159
USA
MY 1999: AH60000-AH60017 (auto di presentazione e stampa)
MY 2000: AH60018-AH60508
MY 2001: AH60509-AH61606
MY 2002: AH61607-AH62254
MY 2003: AH62255-AH62542

Cinque sono le colorazioni standard per la carrozzeria: due pastello (nero e rosso) e tre metallizzate (argento, grigio stratus e blu topazio). A queste vanno aggiunte le numerose possibilità offerte dal programma Individual, che prevede una vasta scelta di tinte diverse, comprese le combinazioni bicolore.

PRODUZIONE TOTALE PER COLORI:
Argento: 3.182
Nero: 1.572
Rosso: 291
Blu Topazio: 319
Grigio Stratus: 196
Individual: 124
Individual bicolore Grigio Stratus/Crema: 11
Individual bicolore Nero/Argento: 7
Individual bicolore Nero Carbon/Argento: 1

Z8 IN ITALIA
Come ultima curiosità possiamo ricordare l'esiguo numero di Z8 immatricolate in Italia, pari a 116 vetture, così suddivise per anno: 38 nel 2000, 39 nel 2001, 27 nel 2002 e 12 nel 2003.
Per chiunque di voi, dopo aver letto questa breve retrospettiva sulla Z8, fosse intenzionato ad acquistarne una, segnaliamo che attualmente la quotazione di una di queste instant classic si attesta fra i 90.000 e i 150.000 euro, a seconda dell'anno, del chilometraggio e del livello di personalizzazione.

In definitiva possiamo concludere che la BMW Z8, quasi una meteora nello sterminato firmamento dell'automobile, si è ritagliata una fetta di popolarità e un'aura di mito che la rendono unica e inimitabile nel panorama della grande produzione automobilistica degli ultimi anni.

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Autore: Ettore Degli Isidori

Tag: Retrospettive , Bmw


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