dalla Home

Curiosità

pubblicato il 19 gennaio 2018

E se fosse il metano l'alternativa al diesel?

La sfida di Audi: vendere 1 auto su 10 a gas naturale con A3, A4, A5 g-tron

E se fosse il metano l'alternativa al diesel?
Galleria fotografica - Audi e la gamma g-tron a metanoGalleria fotografica - Audi e la gamma g-tron a metano
  • Audi e la gamma g-tron a metano - anteprima 1
  • Audi e la gamma g-tron a metano - anteprima 2
  • Audi e la gamma g-tron a metano - anteprima 3
  • Audi e la gamma g-tron a metano - anteprima 4
  • Audi e la gamma g-tron a metano - anteprima 5
  • Audi e la gamma g-tron a metano - anteprima 6

Anche se il metano ti dà una mano, come recitava un celeberrimo spot, agli italiani non sembra interessare più di tanto quando si parla di automobili. Il gas naturale non gode di buona immagine e viene spesso visto come una scelta di ripiego o votata al risparmio, soprattutto nei periodi in cui il prezzo della benzina sale oltre alcune soglie psicologiche. Non a caso, negli ultimi due anni in cui la quotazione della “verde” è rimasta sostanzialmente stabile, le vendite di modelli a metano si sono addirittura dimezzate, scendendo dalle 62.935 alle 32.743 del 2017, con una quota passata dal 4 al 1,7%. Insomma, un mercato di nicchia dove l'impegno di pochi costruttori porta anche ad una scelta limitata di modelli. Tralasciando la marginale DR, le auto a gas naturale offerte sul mercato italiano sono del Gruppo FCA, di Opel e del Gruppo Volkswagen. Proprio all'interno del gruppo tedesco spicca l'impegno del marchio Audi, che certamente sfrutta le potenti sinergie che partono da Wolfsburg, ma ha comunque il merito di essere l'unico costruttore premium a credere nel metano.

Neutralità tecnologica

Fino a poco tempo fa c'era anche la Mercedes a fargli compagnia, ma con l'uscita di scena della penultima Classe B a Stoccarda hanno preferito desistere. A Ingolstadt, invece, dopo avere inaugurato la gamma g-tron con la A3, uscita tre anni fa, l'hanno completata con le A4 Avant e A5 Sportback, che non utilizzano la piattaforma MQB e hanno richiesto uno sviluppo esclusivo. Le motivazioni di questa scelta vanno ricercate in due aree, una concettuale e l'altra pragmatica. La prima è ben spiegata da Fabrizio Longo, numero uno di Audi Italia “Abbiamo volutamente scelto la neutralità tecnologia per non privilegiare una tecnologia rispetto all'altra”. Ovvero, il percorso vesto la sostenibilità definito a Ingolstadt passa tanto per l'elettrificazione, parziale o totale, quanto dall'utilizzo di una risorsa come il metano. Risorsa che è assai intelligente e porta a degli indubbi vantaggi - qui entriamo nelle motivazioni pragmatiche - in termini di consumi ed emissioni, senza chiedere troppi compromessi sul piacere di guida, la sfruttabilità dell'auto e la capacità di carico.

Vantaggi evidenti

All'interno della prova della A4 Avant g-tron spieghiamo questi aspetti nel dettaglio. Quello che invece sottolineiamo qui è come Audi sia riuscita a creare una gamma di modelli che sono lontani anni luce dall'idea tradizionale delle auto a metano, che nell'immaginario comune sono lente, pesanti e con capacità di carico ridotta, oltre a mancare di una certa dose di appeal. Le Audi della gamma g-tron, invece, sono state progettate con l'idea di coniugare ecologia, performance e stile, e il risultato sembra perfettamente riuscito. Una g-tron non comporta rinunce rispetto a una TDI, se non quella a una piccola parte di bagagliaio e alla trazione quattro, ma consente di percorrere la metà dei chilometri in più, di evitare qualsiasi blocco del traffico e di non spargere nell'atmosfera gli ossidi di azoto e il particolato. Non a caso, gli uomini Audi si aspettano che la gamma g-tron conquisti una quota di circa il 10% all'interno del mix, diventando una alternativa credibile rispetto al diesel.

Una rete da migliorare

Quello che manca per salire oltre questo 10% non dipende strettamente da Audi ma in parte anche dalle mancanze della rete di rifornimento. Sebbene l'Italia sia la nazione europea con più stazioni che erogano metano - 1.228 contro le 889 della Germania che è seconda - la loro diffusione sul territorio nazionale non è per nulla omogenea, con oltre metà delle stazioni concentrate in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto e alcune regioni che ne sono sprovviste (Sardegna) o ne hanno in quantità marginale (Friuli, Liguria, Molise e Val d'Aosta). A questo bisogna aggiungere la totale mancanza di self-service che non è, come spesso si crede, dovuta a un divieto legislativo definito, ma solo al mancato recepimento di una norma e a una scarsa volontà di investire. Va da sé che questa mancanza rappresenta una limitazione, soprattutto quando si usa l'auto nei fine-settimana, ma basterebbe poco per fare un passo in avanti.

 

Autore:

Tag: Curiosità , Audi


Top