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pubblicato il 18 gennaio 2018

Dossier Codice della strada

Autovelox, tutto sul nome del guidatore da dare alla Polizia

Che cosa succede quando il verbale arriva a casa e bisogna comunicare i dati alla forze dell'ordine?

Autovelox, tutto sul nome del guidatore da dare alla Polizia

Dimenticatevi il banale divieto di sosta con multa sul parabrezza: si paga e via. Se c’è di mezzo un autovelox con notifica del verbale a casa, la questione di complica. Infatti, entrano in gioco due soggetti: chi ha commesso l’infrazione e il proprietario della macchina. Due individui che potrebbero anche non corrispondere: il caso più semplice è la vettura intestata al marito, con la moglie che la prende in prestito, corre troppo e il veicolo viene immortalato da una delle numerosissime telecamere sparse per le città, le extraurbane e le autostrade. Analizziamo i 3 passaggi chiave, per evitare stangate.

Un percorso di 3 tappe

#1. Multa per forte eccesso di velocità. Se il proprietario riceve a casa una multa per un eccesso di velocità, rilevato da autovelox, inferiore ai 10 km/h, paga solo l’ammenda in euro. Invece, per eccessi da 10 km/h in sù, ci sono anche provvedimenti a carico della patente: taglio di punti o sospensione. Assieme al verbale da pagare ci sarà una comunicazione da parte delle Forze dell’ordine: in genere, Polizia Municipale in città; Polizia Stradale o Carabinieri fuori dai centri urbani. In questo secondo foglio, il proprietario viene invitato a comunicare il nome del trasgressore entro 60 giorni, ossia di chi era al volante al momento della violazione.

#2. Obbligo di dare i dati. Per legge, il proprietario dell’auto è obbligato a dare alle Forze dell’ordine i dati del conducente. Lo dice l’articolo 126 bis del Codice della Strada: “Nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo deve fornire all'organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione”. Chi mente, comunicando i dati della patente di un soggetto che non guidava (e ben sapendo barare), commette il reato di falso in atto pubblico.

#3. Il bivio fra nome e multa supplementare. Se il proprietario fornisce il nome del guidatore, a questi verranno sottratti i punti della patente, o gli verrà sospesa la licenza. Se invece non dà i dati del conducente (perché non ricorda chi guidava al momento dell’infrazione), gli arriverà a casa la multa supplementare di circa 300 euro, spese di spedizione incluse. C’è chi trova questa norma ingiusta: favorisce chi ha grosse disponibilità economiche, e può sempre evitare la sottrazione di punti-patente pagando la multa supplementare; altri invece reputano la norma equa, in difesa di chi non ricorda i nomi dei guidatori.

Il mistero dell’eccezione

Attenzione: in base al Codice della Strada, il proprietario può non comunicare il nome se c'è un “giustificato e documentato motivo”. Tuttavia permane un problema: che cos’è un “giustificato e motivo”? Inoltre, anche ipotizzando che si abbia un giustificato motivo, come documentarlo? Ossia, come provare che si ha diritto a non sapere chi guidava la propria vettura mentre questa sfrecciava davanti all’autovelox?

Autore: Redazione

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