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Curiosità

pubblicato il 16 aprile 2008

Bentley vuole ridurre le emissioni di Co2

L'obbiettivo da centrare? 120 g/km entro il 2012

Bentley vuole ridurre le emissioni di Co2

Il famoso British Racing Green, colore d'ordinanza per le sportive britanniche (come il rosso lo è per le italiane, l'Argento per le tedesche, il blu per le francesi) potrebbe finalmente acquisire un proprio senso logico, un vero e proprio status ambientale, almeno se utilizzato sulle vetture Bentley.

Il costruttore anglo-tedesco (oggi appartiene al Gruppo Vw-Audi) attualmente registra un emissione media di oltre 400 g/km di Co2 da parte delle sue vetture. Un valore non certo virtuoso ma d'altra parte testimone delle caratteristiche tecniche delle varie Continental GT, Continental GT Speed, Azure, Flying Spur e Arnage: motori molto potenti, auto molto pesanti.

Nonostante questo, i vertici hanno dichiarato l'obbiettivo di portare, entro il 2012, il livello delle emissioni ad appena 120 g/km, un valore davvero ambizioso e, del resto, non ancora adeguatamente illustrato nelle sue strategie operative. Bentley, infatti, non ha ancora fornito i dettagli di questo programma ma, secondo le voci più accreditate, sarebbe incentrato sull'utilizzo di bio-carburanti i quali, come noto, se analizzati solo in termini di mere emissioni di sostanze inquinanti dai tubi di scarico dell'auto, riescono a portare solo pochi reali benefici.

Ma se questa tematica viene analizzata in uno spettro più ampio, ovvero quello definito dal cosiddetto "Carbon footprint", concetto inglese nato nel 2006 che identifica l'impronta complessiva lasciata dalle attività umane sull'ambiente (ed è chiaro che, nel caso della produzione di automobili, l'argomento abbraccia una pluralità di attività e processi) allora il discorso muta di significato potendo così individuare non pochi benefici che i bio-carburanti riescono a realizzare per l'uomo.

Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Curiosità , Bentley , inquinamento


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