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pubblicato il 16 gennaio 2018

Dossier Assicurazioni

Infortuni del guidatore, 3 cose da sapere

Una polizza accessoria davvero preziosa in caso di incidente: tutela il portafogli

Infortuni del guidatore, 3 cose da sapere

Ecco uno degli equivoci più frequenti in materia assicurativa: c’è chi causa un incidente, subisce ferite e chiede il risarcimento alla compagnia per le proprie lesioni fisiche. In realtà non ha diritto a un euro. È un errore così comune da spingere diverse assicurazioni a comunicarlo ai propri clienti a chiare lettere, mettendolo per iscritto: “La Rc auto non copre i danni fisici del guidatore”. Infatti garantisce solo per i danni ai terzi, ossia agli altri. E allora, il proprietario che cosa deve fare per tutelare anche se stesso? Semplice: deve aggiungere alla Rca obbligatoria per legge una polizza accessoria, facoltativa: la “Infortuni del guidatore”. Con prezzi che variano parecchio a seconda del tipo di conducente, della classe di merito del cliente, di quanti km percorre l’anno, in quali aree. Insomma, maggiore il rischio che l’automobilista si faccia male in un sinistro, più costosa la polizza “Infortuni del conducente”. È un meccanismo analogo alla Furto e incendio: più alto il rischio che l’auto venga rubata, più salata la garanzia.

Tris da ricordare

#1. Che cosa copre. Ogni compagnia è libera di includere le clausole che vuole; comunque, in genere la polizza aggiuntiva facoltativa “Infortuni del guidatore” copre gli infortuni che determinano un’invalidità permanente o la morte del conducente verificatisi in occasione della guida del veicolo. Occhio però: si attiva quando il conducente sale a bordo e termina nel momento in cui ne è disceso. In più, opera per gli infortuni subiti in caso di fermata, durante le operazioni necessarie per la ripresa della marcia. Può coprire i danni solo al proprietario/guidatore o a qualsiasi persona si ponga al volante di quella determinata maccina.

#2. Gli eventi inclusi. La polizza “Infortuni del guidatore” include, a seconda della compagnia, gli infortuni sofferti in conseguenza di malore o in stato di incoscienza. Ma occhio: il malore non deve essere determinato da abuso di alcolici, di psicofarmaci oppure da uso di stupefacenti o di allucinogeni. E se un guidatore si infortuna durante atti compiuti per dovere di solidarietà umana o per legittima difesa? La polizza scatta. Idem se ci sono stati tumulti popolari, aggressioni o atti violenti, se il conducente ne resta coinvolto involontariamente. C’è copertura anche per altre sfortune, quali l’inspirazione di gas o vapori, l’annegamento a seguito di incidente, gli infortuni dovuti all’azione di un fulmine o alla caduta di rocce, alberi e valanghe. Sempreché il guidatore avesse, al momento del sinistro, la cintura di sicurezza.

#3. Che cosa non è incluso. In base alla compagnia, la polizza “Infortuni del guidatore” non copre gli incidenti durante una gara di velocità non autorizzata, o in conseguenza della partecipazione a gare e competizioni sportive (potrebbe esserci un’eccezione per le gare automobilistiche di regolarità pura). Niente rimborso per infortuni quando il guidatore è sotto l’effetto di alcol o droga. Escluso il risarcimento per gli infortuni dovuti ad azioni delittuose o a partecipazione ad imprese temerarie.

Quali vincoli

Perché scatti il risarcimento, la lesione permanente deve essere di una certa gravità: c’è una specie di franchigia, al di sopra della quale si ha l’indennizzo. A seconda della compagnia, in caso di ricovero conseguente a un infortunio, c’è un rimborso a partire dal quarto giorno di degenza che comporti pernottamento. E fino a un massimo di 300 giorni per l’annualità assicurativa della polizza “Infortuni del guidatore”: in genere, coincide con l’annualità della Rc auto, ma può anche essere stipulata in una data diversa, e perfino con un’altra assicurazione.

Autore: Redazione

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