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pubblicato il 16 aprile 2008

Alghe marine: la nuova frontiera del biocarburante

Dal mare la risposta per produrre carburanti alternativi

Alghe marine: la nuova frontiera del biocarburante

La corsa alla ricerca di risorse energetiche alternative al petrolio sembra inarrestabile. Biometano, biodiesel e il controverso bioetanolo sono ricette per ridurre la dipendenza dal petrolio e l'inquinamento. Ma visti i recenti rincari alimentari, in parte generati dai biocarburanti, gli esperti concordano che per essere davvero sostenibili le "agrienergie" debbano derivare da prodotti non alimentari. Come le alghe.

Le ottime performance di questo tipo di biocarburante a basse temperature sono però venute a galla soltanto grazie ad un recente test effettuato su richiesta del Dipartimento della Difesa americano attraverso il Southwest Research Institute (SWRI). Dai dati diffusi in occasione della DESC Military Energy Conference, il biocarburante derivato dalle alghe marine ha di fatto dimostrato di essere capace di offrire le stesse prestazioni anche nei climi particolarmente freddi.

Si tratta di una svolta. Per farsi un'idea, si pensi che attualmente le basi militari statunitensi sparse sul territorio nazionale fanno largo uso di biocarburanti, eccetto quele localizzate nelle aree caratterizzate da climi rigidi. Il Soladiesel - così chiamato perché prodotto dalla Solazyme, Inc., compagnia che sta mettendo a punto la ricetta delle alghe come fonte per l'energia alternativa - potrebbe quindi rappresentare la soluzione ideale per le basi militari come quelle in Alaska e North Dakota.

Secondo specialisti militari questo tipo di carburante potrebbe rivelarsi utile non soltanto per il vantaggio economico. A sostegno di quest'opinione l'arrivo in conferenza di R. James Woolsey - a capo della Central Intelligence and sottosegretario alla Marina - a bordo di un Ford F450 testato dall'Univeristà del Maryland alimentato da B100, ovvero da una miscela composta da biodiesel derivato al 100% da alghe. "Questo ci aiuterà a diversificare e decentralizzare le risorse energetiche del pianeta", ha detto Woolsey. "Senza contare che il carburante è stato ottenuto senza avere alle spalle un'infrastruttura da milioni di dollari che lo produce".

Il combustibile prodotto dalla Solazyme, protagonista di un documentario/inchiesta - "Field of Fuel" - scritto e diretto da Josh Tickell, uno dei massimi esperti sui biocombustibili, che al Sundance Festival si è presentato a bordo di una Mercedes alimentata, potrebbe rappresentare una valida alternativa all'etanolo derivato dal granturco.

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Tag: Attualità , mobilità sostenibile , carburanti alternativi , inquinamento , statistiche


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