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pubblicato il 17 aprile 2008

Mahindra: la nuova scommessa indiana

Parte dalla Capitale l'attacco al mercato europeo

Mahindra: la nuova scommessa indiana
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Il marchio Mahindra è ancora poco noto in Europa. Ben diverso è invece il discorso fra Bombay e Calcutta dove la Mahindra&Mahindra rappresenta il secondo costruttore nazionale di autoveicoli, subito dietro al Gigante Tata, recentemente protagonista mediatico del settore dopo l'acquisto di Jaguar e Land Rover. Del resto Mahindra è un'azienda indiana storica: è stata fondata nel 1945 per l'assemblaggio, su licenza Jeep, della mitica fuoristrada Willys e ed è cresciuta nei decenni divenendo oggi una multinazionale da 4 miliardi di dollari di fatturato, 4° costruttore automobilistico sul mercato indiano, 3° produttore mondiale di trattori e alleata con Renault per produrre la Logan in India. Non solo: al core business della produzione automobilistica, Mahindra affianca numerose attività nel campo dell'informatica, della tecnologia, della finanza e perfino del settore turistico.
L'obiettivo di oggi è quello di attaccare il mercato automobilistico del vecchio continente nel segmento di mercato di 4x4 e pick up destinati all'uso commerciale: la previsione per il 2008 è di importare e vendere 4.000 vetture.

UNA SCOMMESSA "MADE IN ITALY"
Le ambizioni di Mahindra sono importanti e il primo a crederci è stato Angelo Molfetta, un imprenditore italiano che dal quartier generale europeo aperto ad Ariccia, si è impegnato in questa scommessa. Da qui, a circa mezzora dalla Capitale nel cuore dei castelli romani, viene coordinata l'intera distribuzione delle auto, i servizi after market e le procedure di omologazioni per Italia, Francia, Spagna, Portogallo e nei mercati dell'est Europa di Ungheria, Serbia, Albania, Croazia, Macedonia e Bosnia.

L'ASSISTENZA INNANZI TUTTO
La rete italiana che punta a vendere quest'anno 1.200 veicoli è composta oggi da 52 concessionari per un totale di 70 punti vendita che comprendono sempre e comunque un centro di assistenza autorizzato. La qualità dei servizi aftermarket, prima ancora di quella delle vetture, è uno delle priorità alla base della politica commerciale Mahindra e in tal senso si giustifica l'offerta di un servizio di assistenza stradale gratuita per 24 mesi dall'acquisto con tanto di auto sostitutiva.

"NOI NON SIAMO CINESI"
E' una puntualizzazione che Mahindra ci tiene a fare sottolineando la differenza di mentalità industriale che c'è fra i due paesi: costruire veicoli robusti e affidabili da vendere possibilmente ad un prezzo competitivo e non viceversa. Del resto l'immagine delle auto cinesi è tutt'altro che positiva nelle menti degli automobilisti europei a causa dei pessimi risultati ottenuti dai crashtest di alcune (è bene non generalizzare) vetture. La paura che i potenziali clienti possano fare confusione è più che giustificata tanto che Mahindra Europe ha preferito non essere distribuita dai concessionari che già trattano un qualsiasi marchio cinese.

FUORISTRADA (VERI) E PICK-UP DA 15 MILA EURO
"Noi vendiamo fuoristrada destinati al mondo del lavoro; oggi saremmo perdenti a produrre auto rivolte ai privati". Queste parole pronunciate da Angelo Molfetta, riassumo perfettamente l'offerta commerciale di Mahindra. Veicoli 4x4 e pickup duri e puri, progettati per lavori pesanti e per questo funzionali e affidabili. La gamma per l'Italia è dunque esseziale e composta da due modelli, il Mahindra Goa con carrozzeria SUV o Pick-Up e il Bolero Pick-Up.
Il Goa è il veicolo più moderno in Casa Mahindra. In India è stato introdotto nel 2002 e per i mercati occidentali è stato declinato in ben 5 versioni omologate come autovettura a 6 posti, o come autocarro a 5 o 6 posti con trazione integrale o posteriore. La linea è squadrata e ricorda i fuoristrada di qualche anno fa, prima dell'invenzione dei SUV, ma tutto sommato piacevole nel suo genere, con un corpo vettura lungo appena 4,3 metri, ma molto alto (sfiora il metro e ottanta). Sotto al cofano è previsto un solo motore diesel Common Rail dell'austriaca AVL di 2,4 litri da 108 cavalli (250 Nm di coppia) che sulla carta promette un'ottima affidabilità per viaggiare a pieno carico e magari con rimorchio al seguito (fino a 2.500 kg).
Per chi ha esigenze di carico più importanti il Goa è disponibile anche in carrozzeria pick-up, decisamente più lunga (oltre 5 metri) per un cassone che sfiora i 2,3 metri di profondità. La cabina può essere singola e doppia da 2 a 5 posti.
I prezzi del Goa sono compresi tra 19 mila e i 23 mila Euro a fronte di un equipaggiamento di serie completo nella sua essenzialità (ABS, climatizzatore, antifurto, autoradio e cerchi in lega sono di serie - optional i sedili in pelle e la vernice metallizzata).

Bisogna badare veramente al sodo invece per scegliere il Bolero, un pick-up d'altri tempi (è un modello storico della Mahindra&Mahindra), lungo 4,9 metri e disponibile con cabina singola e doppia da 2 a 5 posti per un cassone con portata utile fino a 1025 Kg. La meccanica a trazione posteriore impiega lo stesso propulsore del Goa. Il "bello" del Bolero è invece il prezzo: la versione più economica costa meno di 16 mila Euro.

LE PROSPETTIVE
Il 2008-2009 sarà per Mahindra un biennio di rodaggio commerciale utile per conoscere e farsi conoscere dal mercato. I veri numeri si potranno fare a livello europeo dal 2011, quando sarà presentata la nuova generazione del Goa, completamente rivisitata a livello tecnico e stilistico in chiave Sport Utility. Ma di progetti nel cassetto ce ne sono altri, dal restyling dell'attuale Goa nel 2009, al remake della mitica Jeep Willis, passando per la commercializzazione di una Bolero ultra low cost a meno di 10 mila Euro.
Insomma, gli ingrendienti ci sono tutti per immaginare una crescita tutt'altro che in sordina. Del resto, vi ricordate com'erano Hyundai e Kia alla fine degli anni '90?

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  • Cristiano Aquili - Responsabile Commerciale Europa Mahindra Europe  - anteprima 3
  • Rossana Molfetta - Responsabile Comunicazione Mahindra Europe - anteprima 4

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Tag: Novità , Mahindra


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