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pubblicato il 12 gennaio 2018

Toyota C-HR e Mitsubishi Eclipse Cross, sfida tra "aliene"

Abbiamo messo a confronto i due SUV più originali del mercato, ecco le differenze

Toyota C-HR e Mitsubishi Eclipse Cross, sfida tra "aliene"
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Inutile girarci attorno; ormai non basta più avere un SUV nella gamma per vendere. Ad esclusione dei pochi marchi che resistono alla "tentazione", tutte le grandi Case hanno almeno una o più vetture nella categoria delle "rialzate". Come si fa allora ad emergere dalla massa? Semplice, si deve osare. E proprio così hanno fatto Toyota e Mitsubishi, rispettivamente con la C-HR e la Eclipse Cross, due macchine "fuori dalle righe" che difficilmente passano inosservate. L’intento dei due colossi giapponesi è quello di provocare quel famoso "effetto wow" che attiri non solo i giovani, ma anche quelle persone con una personalità forte che cercano qualcosa di diverso. Vediamo allora come se la cavano i due crossover in un confronto a colpi di numeri... e non solo.

Quello che conta

Partiamo dalla "sostanza": lo spazio a bordo e gli ingombri esterni. La Mitsubishi è quella con le dimensioni più generose: è lunga 4,4 metri e larga 1,8. Tra le due macchine passano solo 4 cm di differenza (la C-HR si ferma a 4,36) ma questo scarto, anche se ridotto, paga in termini di capacità di carico. La "partita" finisce infatti 485 a 377 litri (del bagagliaio) a favore della Eclipse Cross. Stesso discorso per l’altezza dove i cm di differenza sono 13,5 (1685 contro 1550 mm) e a beneficiarne sono i passeggeri dei sedili posteriori. La Toyota da questo punto di vista paga la linea più "estrema" che sacrifica, complice anche la linea di cintura alta, lo spazio per chi è seduto dietro. Il prezzo da pagare per il look da coupé la Mitsubishi lo sconta invece in visibilità posteriore. Già perché il suo azzardo stilistico riguarda proprio il retro, in particolare la zona del lunotto. I gruppi ottici al LED lo attraversano orizzontalmente da parte a parte con ovvie conseguenze in fase di manovra. Ma come si dice, chi bello vuole apparire...

L’occhio vuole la sua parte

Passiamo al capitolo design. Forse il più complesso da affrontare senza prendere una posizione. Quando si parla di estetica di un’auto che "già esisteva" si può discutere su interventi stilistici riusciti o meno ma, in questo caso, parliamo di auto che nascono da zero con l’intenzione di stravolgere gli stilemi classici. La Toyota è quella che ha osato di più in termini di stile: la linea del tetto scende quasi a "schiacciare" l’abitacolo e mancano le curve. Ogni angolo e dettaglio della macchina finisce con uno spigolo deciso. La Eclipse invece ha più superficie vetrata e questo la aiuta a mantenere un aspetto meno estremo. Senza dubbio al volante di entrambe ci si sente osservati.

Le prestazioni

In fatto di prestazioni il gioco si fa interessante. Sicuramente questa categoria di auto non è pensata per chi cerca la prestazione pura o il tempo sul giro, ma è giusto affrontare questo argomento con il giusto peso. Partiamo questa volta dalla Mitsubishi. Per ora l’unico motore disponibile è il 1.5 MIVEC, un propulsore turbo benzina che tira fuori 163 CV e si può accoppiare sia ad un cambio CVT a 8 rapporti che ad un manuale 6 marce. La Eclipse Cross è disponibile sia 2 che 4 ruote motrici. Il motore a gasolio arriverà a fine 2018 in Italia e al posto del cambio CVT ci sarà un automatico tradizionale (sempre ad 8 marce). Ed eccoci arrivati al punto in cui l’offerta delle motorizzazioni potrebbe giocare una carta a favore della Toyota. Già perchè il suo asso nella manica è proprio il motore ibrido. Stiamo parlando del 1.8 VVT-i da 122 CV, utile non solo a rallentare la corsa dell’asticella del carburante, ma anche a beneficiare di tutti i vantaggi pratici (e fiscali) della doppia alimentazione. Sul listino la C-HR è disponibile anche con un più classico turbo benzina 1.2 da 116 CV. Le 4 ruote motrici si possono avere solo con questo motore e negli allestimenti Trend e Lounge. Il diesel non c’è.

Facciamo i conti

Per poter fare un paragone "giusto" faremo qualche simulazione. Il primo esempio è quello di un automobilista che percorre poca strada e non ha pretese in termini di accessori. Entrambe le macchine hanno un prezzo di partenza leggermente inferiore ai 25.000 euro. Per entrare nel dettaglio una Eclipse Cross con allestimento Invite costa 24.950 euro, mentre per la C-HR ne servono 24.700 per la 1.2 Active. Per chi invece cerca qualcosa in più proviamo a salire di versione. Per chi vuole le 4 ruote motrici i prezzi partono dai 28.450 euro della Mitsubishi S-AWC e 29.400 per la Toyota in allestimento Trend. Chiudiamo la "guerra dei numeri" con l’esempio del top della gamma. La più costosa del listino della Casa dei tre diamanti è la "Diamond" con il 1.5 turbo, la trazione S-AWC e il cambio CVT. Prezzo? 36.750 euro. La C-HR di chi non ha problemi di spesa è la ibrida "Lounge" da 32.800 euro, per questa cifra si porta a casa il 1.8 con cambio E-CVT da 122 CV.

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Autore: Filippo Medusa

Tag: Mercato , auto giapponesi , auto ibride


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