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pubblicato il 12 gennaio 2018

La Dakar delle leggende, Carlos Sainz

Il pilota della Peugeot, 55 anni, è un esempio di passione e longevità

La Dakar delle leggende, Carlos Sainz
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“Basta, mi ritiro, non è giusto”: parola di Carlos Sainz, anno 1998, Rally d’Inghilterra. Oggi, vent’anni dopo, sta ancora lottando dietro a un volante, non in una gara di contorno ma in una delle più massacranti al mondo: la Dakar. E non, come in altri casi, da pilota pagante, bensì per lo squadrone ufficiale Peugeot. Per fortuna, verrebbe da dire, perché il pilota e ancora di più l’uomo Sainz è uno dei più apprezzati nel mondo delle corse, uno capace non solo di vincere due mondiali rally (meno, comunque, di quelli che avrebbe meritato), ma anche di chiudere davanti a tutti la Dakar nel 2010 con Volkswagen.

Una sfortuna da leggenda

Torniamo quindi alla dichiarazione iniziale. Sainz e il suo navigatore Luis Moya hanno quasi vinto il mondiale, il terzo per loro. Mancano circa 500 metri all’arrivo per stappare lo champagne, ma il motore della loro Toyota Corolla si ammutolisce. Sainz e Moya escono in un misto di rabbia e sconforto, aprono il cofano della macchina e se il motore non ha più fiato, ne hanno in abbondanza i due, che imprecano, urlano cose indicibili. Comprensibilmente. Moya, addirittura, sfonda il lunotto col casco e prende ripetutamente a calci la macchina. Sainz, invece, nelle interviste dopo gara butta lì l’idea del ritiro, ma fortunatamente si tratta di una dichiarazione rilasciata sull’onda dell’incredulità del momento. Anche questo, suo malgrado, contribuisce alla leggenda di Sainz.

Ha guidato per tutti e ha “regalato” talento anche al figlio

Se ce ne fosse bisogno, un’ulteriore conferma del talento, della professionalità e dello spessore umano di Sainz è dato da questi nomi: Peugeot, Volkswagen, Ford, Lancia, Subaru, Citroen. Sono le aziende che nel corso degli anni hanno dato e continuano a dargli fiducia come pilota professionista. Gli mancava - ma solo perché nei suoi anni non ha mai disputato il mondiale rally - Renault. Ci ha pensato però suo figlio, Carlos Sainz jr, a colmare la “lacuna”, visto che dal 2017 è pilota titolare Renault in F.1, dopo l’esperienza in Toro Rosso. Che “jr” abbia la stessa stoffa del padre è ancora tutto da dimostrare, ma nel paddock gode di un’ottima considerazione e potrebbe dare seguito al nome Sainz nel motorsport ancora per molti anni. Il che, allo stato delle cose e visto l’impegno che ci mette, non esclude che il padre possa continuare ancora fino e oltre i 60 anni.

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Tag: Motorsport , Peugeot , dakar , auto giapponesi , auto europee , rally


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