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pubblicato il 9 gennaio 2018

FCA, i perché del record in Borsa

Il titolo arriva a quota 18 euro e il gruppo si prepara all’ultimo anno di Marchionne

FCA, i perché del record in Borsa
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Chi ben comincia è già a metà dell’opera. Se davvero questo detto vale qualcosa, in casa FCA staranno già mettendo in fresco lo champagne perché per il gruppo italo statunitense il 2018 è iniziato prendendosi lo scettro di Piazza Affari con più di 18 euro per azione, record di sempre. Un’impennata delle azioni che, almeno all’apparenza, non trova giustificazione nel mercato: le vendite non hanno registrato impennate colossali (+5,65% in Italia), la gamma non ha subito un drastico rinnovamento e, anzi, molti modelli sentono ormai il peso degli anni. Eppure…

Gallina vecchia fa buon brodo

Per esempio la Fiat Panda, auto più venduta in Italia nel 2017, ha qualche anno sulle spalle. Per non parlare della Lancia Ypsilon, sul secondo gradino del podio. Il fatto è che le misure sono quelle giuste e nonostante un calo di numeri rispetto al 2016, rimangono saldamente in cima ai desideri degli italiani assieme alla Fiat Tipo, terza per numero di vendite. Un modello ben più recente e disponibile in 3 differenti stili di carrozzeria. Per accontentare tutti. Ci sono poi Fiat 500, 500X, 500L e Jeep Renegade, modelli con qualche primavera sulle spalle e bisognosi di corposi restyling, comunque ancora in grado di dire la loro.

Alfa Romeo decolla?

C’è poi Alfa Romeo, protagonista di questi ultimi 2 anni coi lanci di Giulia prima e Stelvio poi. Modelli fondamentali per il rilancio del marchio, apprezzati da critica e pubblico, anche se per ora i numeri non sono certo da record. Forse il lancio della nuova Giulietta e, soprattutto, quello di 2 nuovi SUV, potrebbe aiutare le vendite a crescere ancora di più. Chissà poi che il ritorno in Formula 1, seppur come sponsor principale, non possa aiutare ulteriormente la crescita del marchio. L’appeal comunque c’è, come confermato anche dai buoni risultati ottenuti negli USA e chissà che il tanto sussurrato scorporo (assieme a Maserati) non possa accrescerne ulteriormente il valore. Alcuni dicono che nel futuro del Biscione possa esserci una Casa straniera, ma difficilmente un marchio che fa del made in Italy uno dei propri punti di forza potrebbe sventolare una bandiera che non sia il Tricolore. Stesso discorso per Maserati. L’impressione è che ci sia qualcosa all’orizzonte, ma che i pochi che conoscono la verità se ne stiano ben zitti. Intanto, sotto traccia, stanno continuando le operazioni per lo scorporo di Magneti Marelli, in programma per il 2018.

Parlare con tutti

Ma quindi cosa giustifica l’impennata del valore di FCA? Mistero, anche se le voci su un accordo di grandi proporzioni con un altro colosso dell’auto gioca sicuramente un ruolo importante. Da tempo infatti si dice che Marchionne si stia guardando intorno per capire quale potrebbe essere il partner giusto per crescere ulteriormente. C’è chi dice Hyundai, chi invece punta su General Motors, chi scommette su un accordo con Volkswagen, chi vorrebbe FCA assieme a PSA oppure a Ford. C’è poi chi continua a battere la pista cinese: Dongfeng, Geely e Great Wall sono solo alcuni dei nomi che circolano. Per ora di vero c’è che al Salone di Detroit Sergio Marchionne, al suo ultimo anno alla guida di FCA, potrebbe sbottonarsi e dare qualche anticipazione, rimandando tutto a giugno. Tra 6 mesi infatti il gruppo presenterà il nuovo piano quinquennale 2018-2022, nel quale finalmente potrebbero trovare spazio qualche ibrida o addirittura un’auto elettrica, assieme a modelli con guida autonoma di livello 2.

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Tag: Mercato , auto italiane


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