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Retrospettive

pubblicato il 24 dicembre 2017

Volkswagen Corrado, la coupé GranTurismo

Coupé 2+2 su base Golf, in pochi la ricordano ma qualcuno la preferiva alla Golf GTI

Volkswagen Corrado, la coupé GranTurismo
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Il mito, il punto di riferimento, è e resterà la Golf GTI; non di tutti, certo, ma chi sogna una “hot hatch” un pensierino alla tedesca lo fa di sicuro. Alla fine degli anni Ottanta, però, a turbare i sogni dei 20/30enni c’è anche una macchina che nasce sì dalla Golf, ma si presenta in modo completamente diverso, senza compromessi. Si chiama Corrado e la sua carrozzeria è coupé, i posti sono 2+2 e, rispetto alla macchina da cui deriva, ha un baricentro più basso. Il che significa offrire un piacere di guida superiore e un handling più efficace. A costruirla è la Karmann Coachworks di Osnabruck, in Germania, un’azienda che già ben prima della Corrado si occupa di assemblare le Volkswagen speciali; tra queste, per esempio, c’è la Scirocco. A proposito: la Corrado sostituisce proprio la Scirocco ed è a sua volta sostituita - a distanza di qualche anno - dall’ultima, almeno per ora, Scirocco. Insomma, ci sono abbastanza elementi per farne un classico, eppure la Corrado non riesce mai a entrare fino in fondo nel cuore degli appassionati. Ecco la sua storia.

Un alettone che si alza a 120 km/h

Oggi ci sono i social. All’epoca della Corrado, il luogo della “chiacchiera” per eccellenza è il bar. Chissà quante volte i proprietari della coupé tedesca hanno vantato l’alettone che si alza, automaticamente, una volta raggiunti i 120 km/h; un’operazione che in ogni caso si può effettuare anche manualmente, tramite un bottone sulla plancia. Roba che in quegli anni si possono permettere la Porsche 911 e poche altre macchine al mondo. Effetto scenografico a parte, la soluzione serve a ridurre del 64% la portanza (la tendenza a sollevarsi, in velocità) del posteriore della macchina e rappresenta una bella polizza di assicurazione contro il sovrasterzo. Al top la dotazione: di serie o a richiesta si possono avere, tra le altre cose, aria condizionata, cruise control, impianto stereo con 6 casse, specchietti a regolazione elettrica e trip computer. Quello che non ti aspetti, da una Volkswagen, è invece un’affidabilità “incerta”: la Corrado accusa qualche problema di natura elettrica e, più raramente, qualche noia meccanica. Quanto basta, comunque, per macchiarne la reputazione.

Piccola ma ricca di personalità

Se siete tra quelli che alla Golf rimproverano un eccesso di “serietà” nell’immagine, beh, alla Corrado dovete riconoscere che è tutta un’altra storia. Non per forza è migliore, di sicuro è più coraggiosa. A darle una forte personalità sono soprattutto le proporzioni, che la vedono ben più schiacciata verso il basso, mentre la coda alta e raccolta, dominata dai montanti spessi, conferisce aggressività all’insieme. Molto deciso anche il frontale, grazie soprattutto ai fari schiacciati, “clonati” poco sotto da fendinebbia e indicatori di direzione; forse solo i gruppi ottici posteriori non sono un granché, per la loro innegabile somiglianza con quelli della Passat di terza generazione. Molto più “normale” l’interno, quanto meno la plancia, che è la stessa della Golf III: nulla di entusiasmante dal punto di vista del design, ma la qualità non si discute. Il bagagliaio ha una capacità di 300 litri, che diventano 838 abbattendo gli schienali dei sedili posteriori: non male, considerando i 4,05 metri di lunghezza e la larghezza di 1,68 metri.

G60 e VR6

G-Lader, compressore volumetrico: è così che si “dopa” il 4 cilindri 1.8 della Corrado G60. Collegato all’albero motore tramite cinghia, il compressore regala tanta coppia ai bassi regimi: il picco di 225 Nm viene raggiunto a 4.000 giri, ma già prima ce ne sono parecchi a garantire spinta, in uscita di curva per esempio. La potenza? 160 CV, che uniti al Cx di 0,32 consentono una velocità massima di ben 225 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 8,3 secondi. La “chicca”, nella gamma Corrado, è però la VR6. Sotto al cofano c’è un 2.9 da 190 CV, che appaga l’orecchio con il sound di cui solo un sei cilindri a V (molto stretta: 15°) è capace. Grazie anche ai 245 Nm di coppia, scatta da 0 a 100 km/h in soli 6,9 secondi e ferma il tachimetro a 235 km/h. Chi vuole risparmiare qualcosa, la Corrado la può prendere anche con motori più tranquilli: un 1.800 quattro cilindri 16 valvole aspirato da 133 CV e due 2.0 quattro cilindri, entrambi aspirati, il 16 valvole ha 136 CV, l’8 valvole 116.

Telaio rivisto per un maggior divertimento

Oltre al baricentro più basso, la Corrado è più sportiva della Golf grazie anche alla rivisitazione dell’assetto (non varia invece il McPherson anteriore): gli ammortizzatori, regolabili, sono della Koni e le barre antirollio sono da 18 mm. Con il restyling del 1993 arriva anche il cosiddetto “Plus-Axle”, una modifica alla geometria dell’avantreno studiata per ridurre la demoltiplicazione dello sterzo e il ritorno di coppia sul volante, mentre le barre antirollio crescono fino a 20 mm davanti a a 21 mm dietro.

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Tag: Retrospettive , Volkswagen


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