dalla Home

Da Sapere

pubblicato il 12 dicembre 2017

Vecchie multe, come evitare la batosta degli interessi

Ci sono cavilli burocratici che bisogna sapere per evitare di pagare cifre stellari. Ecco quali

Vecchie multe, come evitare la batosta degli interessi

Una multa da circa 180 euro per passaggio con semaforo rosso in città può trasformarsi, nel giro di un anno, in una maxi-sanzione da 400 euro. Ragionamento analogo per qualsiasi altra infrazione: le più probabili sono l’eccesso di velocità rilevato da autovelox, il passaggio non autorizzato in una Zona a Traffico Limitato, ma anche il mancato rispetto del divieto di sosta. Nessun illecito, nessun “trucco” illegale da parte dei Comuni, né quando viene notificata la multa né quando questa cresce nel tempo: è tutto scritto nel Codice della Strada e quindi l’automobilista ha l’obbligo di stare attentissimo ai cavilli burocratici. Vediamo quali.

Tris di insidie

#1. Occhio alle date. La notifica della multa può avvenire in due modi. Può anzitutto esserci la contestazione immediata: il guidatore viene fermato dalle Forze dell’ordine e riceve in mano il verbale. Ma il secondo metodo è quello molto più frequente, per via della diffusione delle telecamere nelle nostre città, tanto da far parlare di Grande Fratello che osserva e controlla gli automobilisti italiani: la contestazione differita, col proprietario dell’auto che riceve a casa la multa, per un’infrazione rilevata da una telecamera. Dal momento della notifica, il cittadino ha 5 giorni per pagare con uno sconto del 30% (regola che non vale per le infrazioni gravi). In alternativa, dal 6° al 60°, deve pagare l’intero importo.

#2. Per chi non paga. Chi non versa l’ammenda nei tempi previsti rischia grosso. Il Comune si avvale di un esattore, che ha il compito di riscuotere i vecchi crediti per conto degli enti locali. Tanto più oggi che, con le casse comunali rese esauste anche per i costi esorbitanti della politica, le amministrazioni necessitano di incamerare denaro. A tale proposito, si veda il boom di multe per 1,7 miliardi di euro nel 2016, addirittura il 46% in più rispetto al 2015. Un tempo, l’esattore era Equitalia; ora è l’Agenzia delle entrate-Riscossione che invierà a casa del debitore una cartella esattoriale: questa include il doppio della multa, gli interessi di mora, le maggiorazioni, l’aggio per il lavoro svolto dall’esattore.

#3. Chi insiste a non pagare non ha scampo. Per un dissesto momentaneo delle proprie finanze (magari dovuto alla perdita di lavoro), chi non la liquidità sufficiente a far fronte alla cartella esattoriale può sempre cercare una soluzione di compromesso con l’esattore: il pagamento a rate, purché il riscossore dia il benestare. A quel punto, tuttavia, se si salta una rata mensile, l’esattore può adottare altre misure coercitive, come il fermo amministrativo dell’auto, le cosiddette ganasce fiscali http://www.omniauto.it/magazine/48981/ganasce-fiscali-quando-scattano-come-toglierle-da-sapere .

C’è la Definizione agevolata

Il decreto legge 148/2017 (convertito c dalla Legge 172/2017) prevede la Definizione agevolata, la cosiddetta rottamazione delle cartelle, per le somme affidate all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 settembre 2017. Per aderire, si può presentare la domanda online con “Fai D.A. te” entro il 15 maggio 2018. Per le multe stradali, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , multe


Top