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pubblicato il 7 dicembre 2017

Mytaxi a Torino, il clima è pesante

I responsabili del servizio con App denunciano minacce, insulti e intimidazioni

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A Torino tiene banco la questione taxi. Tutto è nato a fine settembre quando mytaxi è sbarcata nel capoluogo piemontese, dopo il lancio a Milano e a Roma. Parliamo dell'App per i taxi "più popolare d’Europa", come si definisce la società: in pochi click, il cliente richiede il taxi via smartphone pagando con carta di credito. Un servizio che ha come principale proposito, dice mytaxi, sussidiaria di Daimler Mobility Services GmbH (parte del Gruppo Daimler), quello di "elevare la qualità del settore taxi, riavvicinandolo alle esigenze di un pubblico che diventa ogni giorno più smart, tecnologico e, soprattutto, esigente". Che rispetta "regolamenti e leggi: mytaxi è una società con sede in Italia, che crea nuovi posti di lavoro e paga le tasse nel nostro Paese, operando in maniera legale e trasparente all’interno della legge quadro 21/1992 dei trasporti pubblici non di linea". Ma c’è un ma. Mytaxi denuncia "la reazione, alquanto violenta e preoccupante, di chi ne osteggia l’operato a Torino. Sono molti i tassisti che, dopo aver aderito al servizio mytaxi sono diventati oggetto di condotte particolarmente ostili, che sono sfociate, per quanto a nostra conoscenza, in insulti e frasi intimidatorie".

Caso anomalo

Torino è un caso a sé. "Oggi - dice la società - sono 2.800 i tassisti che, in Italia, hanno scelto di lavorare insieme a mytaxi e che hanno visto, in quest’App, un innovativo mezzo in grado di avvicinarli agli utenti, procurandogli maggior lavoro e permettendo all’antico mestiere del tassista di competere con tutti gli altri sistemi e servizi tecnologici che sono nati e che stanno nascendo nel settore dei trasporti". E come loro, sono più di 120.000 i tassisti che, in 70 città di 11 Paesi d’Europa, utilizzano quotidianamente l’App per la chiamata taxi. Stando alla società, all’ombra della Mole l’amministrazione, i tassisti e i passeggeri hanno accolto l’arrivo di mytaxi. Tuttavia, nonostante le denunce presentate alle Forze dell’ordine, ancora i casi di minacce "si ripetono e non sembrano destinati a diminuire. Ciò che stupisce maggiormente è che le ostilità nei confronti dei mytaxisti arrivino proprio da parte di loro colleghi, solo perché i primi hanno scelto di affidarsi a un sistema di dispacciamento corse diverso dai secondi. A Torino, infatti, apparentemente vige un mercato del tutto chiuso, dove la libera concorrenza sembra non poter aver vita, schiacciata sotto il peso di clausole di esclusiva imposte dall’unico radiotaxi torinese".

Fatto grave

L’1 dicembre scorso, la direzione commerciale dell’Aeroporto Internazionale di Caselle, denuncia la società, si è trovata costretta a sospendere un contratto di promozione pubblicitaria, stipulato correttamente tra mytaxi e la concessionaria di pubblicità. Per il comportamento di alcuni tassisti (non iscritti a mytaxi) che hanno protestato e intimorito l’hostess mentre cercava di svolgere il proprio lavoro di promozione dell’App verso i passeggeri in aeroporto. Ma Barbara Covili, General Manager di mytaxi Italia, fa sapere: "Difenderemo i nostri tassisti e il nostro lavoro con ogni mezzo legale possibile e ci auspichiamo che anche le istituzioni intervengano per distendere il clima e per permetterci di lavorare come in qualunque altra città del mondo".

Quale futuro

La questione della mobilità alternativa era e resta sul tavolo del Governo, e include anche Uber: vedi infatti "Taxi vs Uber? Per Le Iene dietro c’è l’evasione fiscale". Ovviamente, una volta finita questa legislatura, anche del prossimo Esecutivo. Tanto che l’Antitrust a più riprese ha sollecitato Governo e Parlamento a intervenire. Sentiamo che cosa diceva a marzo 2017: "L’Autorità ritiene che la strada da perseguire per la riforma del settore debba innanzitutto passare da un alleggerimento della regolazione esistente". Dovrebbe essere garantita "una maggiore flessibilità operativa ai soggetti dotati di licenza taxi" e "dovrebbero essere eliminate le disposizioni che limitano su base territoriale l’attività degli operatori NCC", ossia Noleggio Con Conducente. "Queste riforme garantirebbero una piena equiparazione dal lato dell’offerta tra gli operatori dotati di licenza taxi e quelli dotati di autorizzazione NCC e faciliterebbe lo sviluppo presso il pubblico di forme di servizio più innovative e benefiche per i consumatori". Il Garante della concorrenza faceva espresso riferimento a mytaxy e Uber black (autisti con licenza) e auspicava "una rapida riforma". A oggi, invece, solo tante parole e nessuna novità, che avrebbe potuto anche essere introdotta con la riforma del Codice della Strada.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , taxi , torino


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