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pubblicato il 7 dicembre 2017

Sicurezza stradale, scende in campo Francesco Gabbani

C'è anche un contest rivolto prevalentemente a musicisti, cantanti e band emergenti. Funziona così

Sicurezza stradale, scende in campo Francesco Gabbani
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C'è una nuova campagna per la sicurezza stradale promossa da Anas e ministero dei Trasporti in collaborazione con la Polizia di Stato. Il claim? “Sulla strada non siamo mai da soli: c'è sempre un #buonmotivo per essere responsabili”. Dal 4 dicembre scorso, per far passare il messaggio soprattutto ai giovani, il testimonial dell’iniziativa è il cantante Francesco Gabbani. L'obiettivo è  sensibilizzare gli utenti della strada sulle situazioni di pericolo che possono venirsi a creare quando non si rispettano le regole, ma sono “gli altri” i protagonisti dell'iniziativa. Si tratta degli utenti più vulnerabili: ciclisti, motociclisti, ciclomotoristi, pedoni... Ecco perché, sottolinea l’Anas, è importante ricordare che, quando si è al volante, non si è mai soli. Infatti in Italia i numeri degli incidenti fanno ancora paura: nel 2016 ben 175.791 sinistri con lesioni hanno provocato 3.283 vittime e 249.175 feriti. In generale, i morti sono scesi del 4,2% rispetto al 2015, ma tra i deceduti sono in aumento i ciclisti (275, +9.6%) e i ciclomotoristi (116, +10,5%), mentre risultano in calo i motociclisti (657,- 15%). Delicatissima la fascia oraria tra le 22 e le 6: addirittura un quarto degli incidenti mortali avviene in quelle ore.

Spot e contest

Per la campagna sulla sicurezza stradale dell’Anas, “C’è sempre un #buonmotivo per essere responsabili”, Gabbani presta volto, voce e melodia allo spot che fino al 3 gennaio 2018 sarà trasmesso su tv, radio, web e sui canali social. Il suo brano “La mia versione dei ricordi”, contenuto nell’ultimo album “Magellano”, fa da colonna sonora al racconto di una strada popolata da automobilisti, pedoni, motociclisti. Gabbani veste i panni di un ciclista e ricorda: “Sulla strada non siamo mai da soli”. In parallelo, c’è un contest rivolto prevalentemente a musicisti, cantanti e band emergenti. Ai concorrenti viene chiesto di comporre un “buon motivo” per guidare/muoversi in sicurezza. Ci si candida tramite registrazione sul sito dedicato alla campagna www.buonmotivo.it. La selezione è affidata a una giuria e ogni fase del contest è promossa attraverso i canali social: il vincitore presenterà il proprio brano su alcune radio locali. Infine, tramite i social network e il sito dedicato, gli utenti della strada sono invitati a raccontare il proprio #buonmotivo con frasi o foto.

Le dichiarazioni ufficiali

“La sicurezza delle infrastrutture, e quindi delle persone, è una nostra priorità, per la quale siamo intervenuti con investimenti importanti nella cura e manutenzione dell’intera rete di mobilità - ha dichiarato il ministro dei Trasporti Graziano Delrio -. Ma il rispetto degli altri, attraverso il rispetto delle regole, è condizione irrinunciabile per prevenire il rischio”. Gli ha fatto eco il presidente Anas Gianni Vittorio Armani, che ha ricordato “il grande progetto di manutenzione avviato nel 2015 per mettere in sicurezza e potenziare il patrimonio esistente lungo tutto il territorio nazionale. Però la strada è uno spazio condiviso, per renderlo davvero sicuro serve l’impegno di tutti”. Concorde il direttore del Servizio Polizia Stradale Giuseppe Bisogno: “Fondamentale è l’impegno congiunto diretto a diffondere la cultura di una corretta mobilità stradale, perché la prevenzione è anche comprensione del rischio derivante da comportamenti irresponsabili”.

Un rebus terribile

Lodevole la campagna sulla sicurezza stradale dell’Anas, “C’è sempre un #buonmotivo per essere responsabili”, con Gabbani che può catturare l’attenzione dei neopatentati, dei guidatori meno esperti, di chi viaggia la notte, anche per prevenire le stragi dell sabato sera. Condivisibili le parole di tutti, incluse quelle del ministro dei Trasporti. Non possiamo tuttavia non evidenziare un paio di punti. Primo: al di là dell’introduzione del reato di omicidio stradale (legge che suscita perplessità) il nuovo Codice della Strada è rimasto un annuncio politico lungo 7 anni; è probabile che, pure in questa legislatura, tutto resti come prima, con regole antiquate (risalgono al 1993!). Secondo: si può fare sicurezza stradale se si conoscono con certezza le cause precise degli incidenti. Questo, in Italia, non avviene. Sotto la voce “distrazione” confluiscono genericamente la stanchezza, il colpo di sonno, la guida in stato alterato da alcol o droga, della quale nulla si sa, la guida con smartphone in mano. Nel nostro Paese, la sicurezza stradale resta un rebus terribile.

Sicurezza stradale, scende in campo Gabbani

Sulla strada non siamo mai da soli: c'è sempre un #buonmotivo per essere responsabili. È questo il claim della nuova campagna di sicurezza stradale promossa da Anas e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in collaborazione con la Polizia di Stato per sensibilizzare gli utenti della strada sulle situazioni di pericolo che possono venirsi a creare, per se stessi e per gli altri, quando non si rispettano le regole.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale , VIP


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