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Prototipi e Concept

pubblicato il 4 dicembre 2017

Dossier Concept Dimenticate

Lamborghini Cheetah, unica e irresistibile

Costruito nel 1977, il prototipo era equipaggiato con motore posteriore 5.9 da 180 CV con cambio a tre marce

Lamborghini Cheetah, unica e irresistibile
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Come ogni azienda anche la Lamborghini ha avuto il suo anno difficile. Era il 1978 quando andò in bancarotta nonostante poco tempo prima avesse rivoluzionato il mondo delle supercar. La crisi petrolifera del 1973 e la cessione dell'azienda agli imprenditori Georges-Henri Rossetti e René Leimer resero la vita difficile al costruttore bolognese, che aveva avuto un grande successo a metà degli Anni '60 con la Miura. Fu quello l'anno in cui debuttò la Lamborghini Cheetah, un fuoristrada costruito su licenza e destinata in teoria ad assicurare una parte dei fondi necessari alla ripresa, che però non ebbe il seguito sperato. Oggi i tempi sono molto diversi e a proposito di SUV sta per essere presentata la Urus, una novità molto importante anche a livello occupazionale (per produrla sono stati creati 400 posti di lavoro) che nasce in un momento in cui la domanda di SUV di lusso è alta e più di un costruttore ha completato la gamma in questo senso. Ma torniamo alla Cheetah...

Nasce in California, viene assemblata a Sant'Agata

Immaginiamo di essere tornati indietro nel tempo. Siamo a metà degli Anni '70 e la Lamborghini ha bisogno di risorse finanziarie e stringe due accordi industriali: uno con la BMW, finalizzato alla costruzione a Sant'Agata di una coupé a motore centrale (quella che poi diventerà la M1); l'altro con la Mobility Technology International (MTI), un'azienda che partecipa ad una gara indetta dal Ministero della Difesa statunitense per la nascita di un fuoristrada per l'esercito statunitense. La Lamborghini avrebbe dovuto occuparsi di allestire l'esemplare numero uno e abbinare la meccanica alla carrozzeria, stando agli accordi, perché tutte le altre fasi di sviluppo erano state affidate alla MIT: lo stile dell'auto è assegnato a un disegnatore specializzato in veicoli militari (Rodney Pharis) e la progettazione viene curata a San José (California), mentre i tecnici di Sant'Agata devono sistemare a bordo il motore posteriore 5.9 da 180 CV e il cambio a tre marce.

Fibra di vetro e altre innovazioni

La Ceetah ha una carrozzeria molto spartana e quasi del tutto aperta, realizzata in fibra di vetro e dotata di altre stranezze: gli archi passaruota sono apribili e facilitano così la manutenzione, anche se per accedere al motore bisogna aprire uno sportello fra i sedili posteriori. La Cheetah però ha uno stile che ricorda molto un'altra proposta di veicolo militare (non mancano le dispute legali a causa di questa somiglianza), una guidabilità molto scarsa e poca fortuna, visto che la Difesa statunitense cambia i requisiti del progetto e passa in corsa da veicoli HMV a mezzi HMMWV: questi ultimi sono più grandi e robusti (ad aggiudicarsi il bando è la Humvee, da cui nascerà la Hummer H1). Il progetto Ceetah viene ripreso dalla Lamborghini a distanza di qualche anno e dà origine alla LM002.

Autore: Redazione

Tag: Prototipi e Concept , Lamborghini , auto italiane , auto storiche


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