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pubblicato il 30 novembre 2017

Volkswagen Golf GTI TCR, com'è guidare una Golf da corsa

E’ la campionessa in carica del Touring Car Racing, l’abbiamo provata sul circuito di Vallelunga

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La Golf, per decine di milioni di automobilisti che l’hanno comprata, e anche per chi non l’ha mai avuta, è una certezza. Di qualità, di robustezza e di esserci sempre stata, in un certo senso. Golf è anche GTI, quindi sportività e prestazioni. Pochissimi la legano al motorsport. Eppure, una GTI molto speciale è campionessa in carica del TCR, il Touring Car Racing. Avete presente il Superturismo anni Novanta? Ecco, il TCR - almeno per ora - è infinitamente meno seguito, ma le macchine che ci corrono sono molto interessanti e noi abbiamo provato proprio lei, la Golf, vincitrice nel 2017.

Com’è

Inconfondibilmente Golf, ma innegabilmente cattiva: non solo lei, ma tutte le auto che corrono nel TCR, in virtù del regolamento che concede 40 cm aggiuntivi - rispetto al modello di base - di carreggiate. E siccome le ruote, per ovvie ragioni, non possono sporgere dalla carrozzeria, ecco spuntare immensi passaruota, fino a una larghezza massima totale di 1 metro e 95. Quanto basta per cambiare le proporzioni, e renderle più racing. Il regolamento concede anche l’applicazione del grandissimo alettone posteriore, a dir la verità non elegantissimo dal punto di vista estetico, ma queste sono auto da corsa e l’aerodinamica viene molto prima del design. A tal proposito anche la parte anteriore e inferiore della macchina, studiata in galleria del vento e omologata FIA, è specifica e pensata per “risucchiarla” verso l’asfalto. Detto questo, le parti in comune con la Golf GTI di base, nel dettaglio la Performance, sono davvero tante. La piattaforma MQB, il motore e lo schema delle sospensioni, che sono peraltro i medesimi (tra le altre) della Seat Leon, anch’essa impegnata nel TCR (di cui ha vinto l’edizione 2016) e non a caso, infatti, proprio Seat Motorsport si occupa della trasformazione delle Golf che arrivano direttamente da Wolfsburg. Quanto all’abitacolo, la TCR è spogliata di tutti i rivestimenti fonoassorbenti, dei sedili posteriori e dell’aria condizionata. Il volante, racing, nella parte centrale ha tutti i tasti che servono al pilota: avviamento del motore, tergicristallo, radio… E dietro, le due leve del cambio DSG.

Come va

Come una macchina da corsa. Il che può sembrare banale, ma non lo è: nonostante le molte parti in comune, rispetto alla Golf GTI, anche la più potente Performance, questa è tutto un altro mondo. Il motore, 2.0 turbo quattro cilindri a iniezione diretta come quello della stradale, passa però da 245 CV a 350 e da 370 a 420 Nm di coppia per la TCR. La spinta è forte e costante, anche perché qui dentro hanno tolto tutto il superfluo e il peso totale della macchina, me compreso, è di soli 1.285 kg, contro i 1.415 della Performance stradale. Eppure non è la spinta in sé a impressionare, perché per quanto la Golf TCR vada forte, ormai non solo le supercar, ma anche le dopatissime station wagon tedesche da 500/600 CV hanno un rapporto peso/potenza migliore di questo. No, è il modo in cui i 350 CV e 420 Nm di coppia ti arrivano addosso che fa la differenza. Immediato, secco, come solo su una macchina da corsa può succedere. Ma una macchina da corsa la differenza vera la fa in curva, grazie all’aerodinamica che la schiaccia verso il basso, alle carreggiate laghissime e alle sospensioni da gara, ma soprattutto per merito delle gomme. Il tutto, sviluppa un grip elevatissimo e non comparabile nemmeno con la più estrema delle supercar stradali. Non è da meno lo sterzo, grazie all’immediatezza con cui traduce in movimenti delle ruote ogni minimo comando delle mani.

Curiosità

I giri di pista a disposizione in queste occasioni sono sempre meno di quelli che si vorrebbero, ma ogni volta è la stessa storia: se il limite di aderenza in curva, in appoggio e in uscita, riesci se non altro a immaginare dove possa essere, il punto di staccata rimane sempre molto più in là di quello che puoi pensare. A ogni giro freni più avanti e ogni volta ti accorgi che c’era ancora del margine; è fantastico, anche e soprattutto per l’assenza del servofreno, che regala un feeling unico col pedale.

Quanto costa

Il motorsport non è per tutti: ci vogliono parecchi soldi. Volete sapere quanto costa una Golf TCR? 95.000 euro con cambio DSG, 115.000 con il sequenziale; in entrambi i casi, IVA esclusa. Ovviamente, non vi basta comprarla per competere nel TCR, ma il suo prezzo vi dà un’idea, molto grossolana, di quello che potrebbe costare mettere in pista (e quindi iscriversi, attraverso un team, a un campionato nazionale anche meno competitivo di questo) una macchina modificata sì a fondo, ma che comunque condivide molto con quella stradale.

La scheda

Motore: 4 cilindri in linea, turbo, iniezione diretta, 1.984cc
Potenza: 350 CV a 6.200 giri
Coppia: 420 Nm a 2.500 giri
Trasmissione: cambio DSG (o manuale sequenziale), differenziale autobloccante
Peso: 1.285 kg, pilota compreso
Velocità massima: 258 km/h
Accelerazione 0-100 km/h: 5,2 secondi

Scheda Versione

Volkswagen Golf GTI 5 porte
Nome
Golf GTI 5 porte
Anno
2013 (restyling del 2017)
Tipo
Normale
Segmento
compatte
Carrozzeria
2 volumi
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Volkswagen , auto europee


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