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Attualità

pubblicato il 28 novembre 2017

Dossier Bollo e Tasse

Bollo auto, Berlusconi promette di abrogarlo

Il Cavaliere, come altri politici in passato, fa qualche promessa elettorale agli automobilisti

Bollo auto, Berlusconi promette di abrogarlo

Elezioni politiche 2018 in vista: è tempo di programmi elettorali e di promesse agli elettori. Con gli automobilisti che ricoprono un ruolo importante, visto che i loro voti possono spostare l’ago della bilancia: in Italia ci sono una quarantina di milioni di patenti attive, fra guidatori di vetture, di moto e di altri mezzi. Ed ecco che scendono in campo, esponendosi in prima persona, i leader politici. Fra i tanti, Silvio Berlusconi. Che si è appena espresso in questi termini, ribadendo quanto già affermato a metà ottobre: “La prossima volta, faremo un salto in avanti. Abrogheremo il bollo sulla prima auto. Quella con cui ogni famiglia va al lavoro. O accompagna e riprende i bambini dalla scuola”. Senza fare facili ironie e considerando che un po’ tutti i politici di qualsiasi schieramento annunciano i propri programmi, va detto che già in passato Berlusconi si era espresso in modo analogo...

Non è la prima volta

Nel 2008, parlò in tv, a “Matrix”, di abolizione del bollo su auto, moto e ciclomotori: “Sarà un intervento graduale”, disse. La stima del mancato gettito era di 4 miliardi di euro. “Certo, se ci fossero i 4 miliardi del tesoretto, ma io non ci credo, lo potremmo fare subito”. Il centrodestra vinse, però non se ne fece nulla. Forse perché mancava la copertura finanziaria, o perché i morsi della crisi si fecero più forti. Fatto sta che, per paradosso, arrivò invece il superbollo: una sovrattassa di 10 euro per vetture più potenti di 225 kW. Dopodiché, la mazzata arrivò col Governo dei tecnici di Mario Monti: 20 euro con soglia di 185 kW. Misura considerata da più parti inutile: si legga perché il superbollo andrebbe abolito.

E per le Regioni, che cosa cambierebbe?

Ma immaginiamo lo scenario: Berlusconi vince le elezioni e il suo Governo punta a eliminare il bollo auto (sulla prima vettura) tramite un disegno legge o magari un decreto. Sarebbe una perdita notevole per le Regioni, che al contrario sono così intenzionate a incassare tutti i bolli da chiedere perfino una prescrizione decennale: oggi è triennale (dopo 3 anni, le Regioni perdoni il diritto a incamerare il denaro per i bolli auto). Quegli stessi enti che in questi giorni sono così attente al disegno Legge di Bilancio 2018: “Le Regioni hanno proposto per la formazione del testo del ddl bilancio 2018 alcune soluzioni miranti a rendere gestibili i tagli e a realizzare comunque l'obiettivo di finanza pubblica richiesto dalla manovra, a salvaguardare integralmente i trasferimenti statali prevalentemente orientati alle politiche sociali, a rilanciare e accelerare gli investimenti pubblici scambiando una quota di avanzo di amministrazione delle Regioni con spesa in conto capitale che lo Stato ha programmato assegnandola alle Regioni medesime”. Sarebbe interessante capire che cosa pensino le Regioni dell’abrogazione del bollo auto…

Per par condicio

Per par condicio, al di là della promessa di Roberto Maroni (presidente Lombardia) sull’eliminazione della tassa di proprietà della macchina nella Regione, va ricordato un tweet di Matteo Renzi nel 2015, all’epoca presidente del Consiglio: “Non è una cattiva idea”, scrisse in risposta a un utente che gli chiedeva cosa ne pensasse della proposta di abolizione del bollo in cambio di un aumento delle accise sul carburante (vedi qui). Lo scambio di tweet avvenne nell’àmbito della diretta streaming #matteorisponde durante la quale Renzi aggiunse: “È un’idea intelligente, concreta” perché farebbe pagare di più chi inquina. Lo stesso Renzi che, per la cronaca, impose il pagamento del bollo sulle auto storiche over 20 e under 30, provvedimento che tuttora suscita polemiche.

Per saperne di più sulle promesse elettorali 2018 a tema auto continuate a seguirci!

Autore: Redazione

Tag: Attualità , bollo auto


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