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pubblicato il 7 aprile 2008

Gli automobilisti italiani bevono meno vino

La legge sulla sicurezza stradale cambia le abitudini degli enoappassionati

Gli automobilisti italiani bevono meno vino

Tempi duri per gli amanti del vino. Il consumo della bevanda alcolica più diffusa nel nostro paese - si pensi che il suo consumo pro capite nel corso del 2007 è stato pari a 48,2 litri - sta diminuendo sulle tavole italiane. Le abitudini degli enoappassionati sono cambiate drasticamente negli ultimi mesi: il 60% di loro ha mutato i consumi.

A monte di questo dato, emerso da un sondaggio lanciato da winenews.it insieme a Vinality (importante rassegna enologica veronese), la nuova legge sulla sicurezza stradale che ha inasprito le sanzioni per chi guida in stato d'ebbrezza e l'aumento dei controlli sulle strade da parte della polizia.
I cambiamenti emersi dall'inchiesta non sono di poco conto e coinvolgono tutti gli aspetti del lifestyle che ruota attorno ad un bicchiere di vino.

MENO BOTTIGLIE SULLE TAVOLE
Iniziamo dalle quantità: il 54% degli enonauti ha dichiarato di aver ridotto drasticamente il numero di bicchieri specialmente se c'è da guidare, il 26% del campione sondato ha dichiarato di concedersi qualche bicchiere soltanto a patto che sarà un'altra persona a guidare, mentre il 7% ha affermato di rinunciare completamente a bere quando esce e sa di doversi mettere al volante.

Secondo un altro sondaggio, realizzato intervistando i principali ristoratori italiani, il consumo di vino negli ultimi tempi, ha segnato una flessione, che varia dal 5% fino al più drastico 70%. Tutti ormai per regolarsi ricorrono al consumo al bicchiere: l'unico modo per evitare sgradite sorprese una volta alla guida. Da Nord a Sud il coro dei ristoratori è unanime, anche se, rispetto alle grandi città, è più forte nelle piccole località, veri e propri templi gourmand che però si possono raggiungere soltanto con mezzi propri.

RISTORANTE O CASA?
Anche la location dell'amante del vino è cambiata. Per concedersi un "altro" bicchiere o l'assaggio di un vino più corposo, la soluzione migliore sembra quella di restare a casa. Niente più enoteche, ristoranti o locali, dalla ricerca è emerso un 13% che ha dichiarato di bere vino soltanto al riparo tra le mura domestiche. Ma per non perdere il gusto di una buona bottiglia, tra le possibili soluzioni indicate dagli enoappassionati compare quella di cenare esclusivamente in locali dove si può andare a piedi.

ADDIO VINO "D'ANNATA"
A risentire di queste nuove tendenze, persino la qualità versata nel calice. Alta la percentuale di chi ha affermato di evitare di prendere bottiglie costose al ristorante come accadeva un tempo, "per non aggiungere alla stangata economica della bottiglia anche la possibile beffa della multa all'uscita". E' così che proprio l'italiano che da secoli è culturalmente ed economicamente legato alla vite - si pensi che la sua produzione rappresenta nel comparto agricoltura la prima voce dell'export agroalimentare italiano e la seconda voce per fatturato, equivalente al 9,7% sull'intero comparto agroalimentare (fonte: Federalimentare e Confagricoltura) - ha scelto di allentare questo nodo.

Che dire di distillati e superalcolici? "Abbiamo assistito in questo caso ad un vero e proprio crollo", come hanno detto due ristoratori (uno di Mantova ed uno di Potenza) che riassumono la maggior parte delle opinioni raccolte. "Ormai abbiamo persino perso il piacere di chiede ai clienti a fine pasto se ne hanno voglia...", hanno aggiunto.

I COMMENTI ALLA LEGGE
L'obiettivo della legge è comunque apprezzato dal 56% degli enoappassionati intervistati, perchè "utile a ridurre gli incidenti stradali dovuti all'abuso di alcool". Tuttavia, c'è chi crede che "i controlli devono essere frequenti, se no la nuova legge non coglie nel segno", e chi sostiene una posizione più antiproibizionista: "il proibizionismo non è mai giusto, come non è vero che tutti gli incidenti sono causati dall'alcool. Non è giusto trattare come un criminale una persona che supera lo 0,5 di alcool nel sangue in un paese dove c'è una cultura del bere e di tutte quelle relazioni sociali che circondano questa cultura".

Ciò che accomuna tutte le opinioni raccolte è il desiderio di una "maggiore educazione al bere, al consumo di alcol", ritenuto un fattore indispensabile per ridurre il tasso di incidentalità stradale legato alla guida in stato d'ebbrezza.

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Tag: Attualità , sicurezza stradale , lifestyle


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