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pubblicato il 24 novembre 2017

Nuova Infiniti QX50, il motore a compressione variabile è realtà

Il SUV giapponese debutta al Salone di Los Angeles, riscrivendo un piccolo capitolo della storia dell'auto

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A pochi giorni dall'apertura del Salone di Los Angeles (1-10 diecembre 2017), Infiniti ha diffuso le prime informazioni sulla "all-new", come direbbero gli americani, QX50. Si tratta della seconda generazione del SUV medio della Casa giapponese che era stato anticipato due anni fa dalla omonima concept. Ancora prima di essere toccato con mano, questo SUV ha già stabilito un record, ovvero quello di essere la prima auto di serie ad essere spinta da un motore con rapporto di compressione variabile, un primato tecnologico firmato Infiniti e denominato VC-Turbo. Per il resto la QX50 è basata su una piattaforma inedita (più leggera e più rigida del 23% rispetto alla attuale), ha la trazione anteriore oppure integrale, ed è un modello cruciale per il mercato americano ma molto importante anche per quello cinese.

4,69 metri di lunghezza

Le misure sono quelle tradizionali del segmento D-SUV con una lunghezza di 4,69 metri, una larghezza di 1,90 e un'altezza di 1,67. All'interno non sono previsti i 7 posti ma Infiniti dichiara un bagagliaio enorme da ben 895 litri misurati con le norme SAE, quindi da verificare in un secondo momento, ma in ogni caso il passo di 2,8 metri li rende assolutamente veritieri. Molto interessante anche la suite di sistemi di assistenza avanzata alla guida che Infiniti chiama ProPilot Assist e che sulla QX50 riescono a gestire in modo semi-autonomo la guida in autostrada su corsia singola. Il SUV giapponese è dunque in grado di accelerare e frenare da solo e anche di correggere lo sterzo per seguire il veicolo che precede e l'andamento della carreggiata, ma non può effettuare manovre di sorpasso senza l'intervento del guidatore.

Un motore che è una rivoluzione

Infine il motore, che è sicuramente il pezzo più interessante di questa nuova Infiniti QX50 e che conferma ancora una volta come la scuola giapponese in termini di innovazione sui motori a benzina non sia seconda a nessuno. Questo quattro cilindri due litri è progettato per modificare il rapporto di compressione a seconda del carico a cui è sottoposto, per privilegiare di volta in volta la potenza o l'efficienza. Nella sostanza c'è un sistema meccanico che varia di continuo l'altezza dell'albero motore, diminuendo o aumentando la corsa del pistone. Così il rapporto di compressione può passare da 8:1 fino a 14:1, erogando 268 CV di potenza e 380 Nm di coppia ma soprattutto migliorando i consumi del 35% rispetto al vecchio 3.7 V6, garantendo un consumo medio di 10,5 litri per 100 km grazie anche al cambio X-Tronic a variazione continua.

Autore: Redazione

Tag: Novità , Infiniti , auto giapponesi


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