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Retrospettive

pubblicato il 26 novembre 2017

Toyota 2000GT, la giapponese sexy

A 50 anni è, se possibile, più intrigante che mai, oltre a essere la prima supercar giapponese

Toyota 2000GT, la giapponese sexy
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Immaginatela per un momento senza il marchio. E fate finta di non aver letto che si tratta di una Toyota. Insomma, calatevi per un attimo nei panni di uno dei protagonisti dei nostri blind test. Ecco, adesso mettetele un marchio italiano, scegliete voi quale, ma io suggerisco uno di Modena, col Tridente. Oppure uno inglese con il giaguaro come protagonista. No, ok, non si arrabbino gli appassionati di Maserati e Jaguar, ma la 2000GT è oggettivamente un capolavoro. Di design, prima di tutto. E la cosa quasi incredibile è che nasce in Giappone in un periodo in cui, nel Vecchio Continente, le auto del Sol Levante erano poco più che degli oggetti misteriosi. Se poi ci aggiungete il fatto che si tratta di una Toyota, marchio che non si associa propriamente a oggetti come questo, beh, si capisce perché, qualche anno fa, negli Stati Uniti, un esemplare è stato battuto all'asta alla bellezza di 1,16 milioni di dollari: mai una Toyota aveva toccato una quotazione simile.

Solo 351 esemplari

A rendere un vero pezzo pregiato questa macchina contribuisce non poco il fatto che ne siano state fatte 351, di cui appena 62 con la guida a sinistra. A proposito: della sua costruzione non si occupa direttamente Toyota, bensì Yamaha. Ma questi sono dettagli. Le cose che contano sono sotto gli occhi. Il cofano lungo per esempio, in pieno stile Jaguar E-Type: perdonate il paragone pesante, ma non è possibile non cogliere delle affinità tra queste due macchine, tra le altre cose per l'andamento della linea del tetto, che dai montanti anteriori scende fino alla coda. Un po', anche, come la Maserati Ghibli: la prima, quella del 1967, guarda caso. Cofano, si diceva: lì sotto c'è un avanzatissimo, per l'epoca, 2.0 con doppio albero a camme in testa, per 150 CV di potenza a 7.000 giri; il che, insieme al fatto che i cilindri sono 6 (in linea), regala un sound davvero coinvolgente.

Agente 007 - Si vive solo due volte


Non siamo al corrente di eventuali aste per aggiudicarsi la versione cabriolet della 2000GT, ma di una cosa potete stare certi: qualora ne venisse mai indetta una, si toccherebbero cifre folli. Perché? Facile: la cabrio non è mai stata commercializzata, ma è stata realizzata in soli due esemplari per la saga dii James Bond, precisamente "Agente 007 - Si vive solo due volte", anch'esso del 1967.

Un'auto, una dimostrazione di forza

Ci sono macchine - quasi tutte, a dir la verità - che hanno un solo scopo: essere vendute nel più alto numero possibile, aumentare il fatturato e, ancor meglio, gli utili. E poi ce ne sono altre che servono come "manifesto", come dimostrazione di ciò di cui è capace l'azienda che le produce. Auto il cui successo commerciale è una variabile trascurabile, come nel caso della GT86, coupé nata per volere di Akyo Toyoda, che voleva ridare una dimensione più passionale al marchio. Con la 2000GT Toyota va oltre, perché sa già fin dall'inizio che, trattandosi di una produzione limitatissima, nei suoi bilanci di fine anno non se ne sarebbe vista traccia.

"Renderla una della auto migliori al mondo"

Quelle nel virgolettato sono le parole di Shoichi Saito, il responsabile del progetto, che viene deliberato nel 1964 dopo il Gran Premio del Giappone di F1 di quell'anno. E se è vero che alle sue forme super sexy abbiamo già fatto riferimento, vale la pena comunque tornarci un attimo: l'abitacolo così arretrato da essere quasi sul retrotreno, i fari anteriori a scomparsa, la coda tanto raccolta da sembrare un muscolo nella massima espressione di forza, mettono voglia di guidare già dopo il primo, fugace sguardo. Il tutto, impreziosito dal fatto che la carrozzeria è realizzata in alluminio. Dentro, tutto è studiato attorno al guidatore, che davanti agli occhi ha due strumenti circolari con bordi cromati; sulla destra, nella parte alta della console, cinque indicatori più piccoli lo informano sulle temperature di olio, acqua, tensione della batteria, ecc.. Non manca, poco sotto, l'autoradio, mentre la corona del volante e la plancia stessa sono rivestiti in legno.

220 km/h di velocità massima, quattro freni a disco

I 150 CV del suo motore bialbero, grazie anche alla buona cura posta nell'aerodinamica, permettono alla GT 2000 di toccare i 220 km/h di velocità massima, mentre l'accelerazione da 0 a 100 km/h è completata in 8,6 secondi. Ancor più interessanti, per i "palati fini", sono i freni a disco servoassistiti su tutte e quattro le ruote, le sospensioni indipendenti, il differenziale a slittamento limitato e i cerchi in lega di magnesio, che vanno ad alleggerire le fondamentali (per l'handling) masse non sospese.

 

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Tag: Retrospettive , Toyota , auto giapponesi , auto storiche


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