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pubblicato il 21 novembre 2017

Dossier Multe e Ricorsi

Cartelle esattoriali per vecchie multe, come non pagare gli interessi

Così può limitare la batosta chi ha debiti con il Comune

Cartelle esattoriali per vecchie multe, come non pagare gli interessi

Una multa per un semaforo rosso, un autovelox, un ingresso in una ZTL o altro può lievitare in fretta: se non si paga entro i termini, i Comuni si avvalgono spesso di un riscossore per ottenere i vecchi crediti. Il proprietario dell’auto riceve a casa la cartella esattoriale con la multa raddoppiata, più diverse sanzioni, più interessi e maggiorazioni: una stangata. Che però l’automobilista può rendere meno pesante: ha la possibilità di non pagare gli interessi e le maggiorazioni. In che modo? Lo spiega l’Agenzia delle entrate-Riscossione che a luglio ha preso il posto di Equitalia. Infatti, il decreto legge 148/2017 (all’articolo 1) prevede la Definizione agevolata, la “rottamazione”, per le somme affidate all’Agente della riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017.

Tre modi per evitare la stangata

#1. Prospetto informativo per sapere se le multe possono essere sanate. Per sapere quali sono le cartelle e gli avvisi che rientrano per legge nel perimetro della Definizione agevolata 2017 in base alla legge 148/2017 (affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017), l’automobilista può richiedere il Prospetto informativo: un documento in cui sono indicati i carichi “definibili” e quelli “non definibili”, in base alle informazioni fornite dagli enti creditori (i Comuni di solito) all’atto dell’affidamento all’Agente della riscossione.

#2. “Fai D.A. te”: si presenta la domanda online. Chi intende aderire alla Definizione agevolata può presentare la domanda di adesione entro il 15 maggio 2018 compilando un form online: vengono fra l’altro chiesti nome, cognome, codice fiscale, data e città di nascita; un’email; la cartella esattoriale che si desidera inserire nella Definizione agevolata. In alternativa al form online, è possibile presentare la domanda di adesione alla Definizione agevolata 2017 entro il 15 maggio 2018: alla casella pec della Direzione Regionale di Agenzia delle entrate-Riscossione di riferimento, inviando il Modello DA-2017, compilato, con la copia del documento di identità; la domanda va inoltrata tramite posta elettronica certificata (pec). Una terza soluzione è recarsi presso gli Sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione presenti su tutto il territorio nazionale (esclusa la regione Sicilia) consegnando il Modello DA-2017 compilato e firmato: la sconsigliamo, perché è possibile incontrare qualche coda.

#3. Non serve altro che attendere. Una volta inviata la richiesta, la palla passa all’Agenzia delle entrate-Riscossione, che invierà una comunicazione all’automobilista entro il 30 giugno 2018. Due le possibilità: uno, accoglimento della domanda contenente l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della Definizione agevolata 2017, la scadenza delle eventuali rate e i relativi bollettini di pagamento; due, il diniego. Nel primo caso, si paga senza interessi e maggiorazioni; nel secondo, si salda il debito per intero.

Come pagare

È possibile effettuare il pagamento in un’unica soluzione. In alternativa, gli importi dovuti possono essere ripartiti in un massimo di 5 rate di pari importo, la prima delle quali in scadenza il 31 luglio 2018 e l’ultima il 28 febbraio 2019. Occhio: chi non paga le rate, ma anche chi paga in misura ridotta o in ritardo, perde i benefici previsti della Definizione agevolata. Gli eventuali versamenti effettuati saranno, comunque, acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto. Chi ha un contenzioso può aderire a questa procedura, ma è necessario dichiarare espressamente di rinunciare a eventuali contenziosi relativi alle cartelle interessate dalla Definizione agevolata.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , multe


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