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pubblicato il 16 novembre 2017

Dossier Multe e Ricorsi

Legge Bilancio 2018: Decreto fiscale, sì alla rottamazione multe

Il Senato ha dato l’ok per rendere meno oneroso il pagamento dei vecchi verbali

Legge Bilancio 2018: Decreto fiscale, sì alla rottamazione multe

Per chi ha un debito col Comune per vecchie multe non pagate in Parlamento si gioca una partita importante. Il Senato ha detto sì al Decreto fiscale 148/2017 del Governo, collegato alla Legge di Bilancio 2018 (ddl 2960/2017). Se entro metà dicembre la Camera dirà sì, il decreto diverrà legge. Ovviamente il Decreto fiscale include diverse novità, ma quello che interessa gli automobilisti riguarda le multe da Codice della Strada: la rottamazione delle cosiddette multe stradali si potrebbe riaprire in tutti i Comuni. Gli enti locali avranno 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del Decreto fiscale. In che cosa consiste la rottamazione delle multe? Se il Comune aderisce e se il cittadino ne fa domanda, non pagherà gli interessi e le maggiorazioni semestrali.

Entro il 30 settembre

Già in passato il Governo aveva introdotto una Definizione agevolata sulle cartelle esattoriali delle multe stradali. Gli enti locali dovranno deliberare su modalità di adesione e numero di rate, ma i pagamenti dovranno chiudersi entro il 30 settembre prossimo, cioè il termine previsto un anno fa per la prima Definizione agevolata. Ricordiamo che il Comune tenta di recuperare i crediti tramite l’ente riscossore (ieri era Equitalia, oggi l’Agenzia delle Entrate-Riscossione): il proprietario della vettura riceve una cartella esattoriale che include il doppio della contravvenzione, più sanzioni di diverso genere. Con la rottamazione del Governo non si pagano gli interessi e le maggiorazioni sulle cartelle esattoriali e si rateizza il debito se il riscossore accetta.

Per le casse dei Comuni

Il sì del Senato è un primo traguardo per la sessione di Bilancio al Senato. Ovviamente, il Decreto fiscale che consente la rottamazione delle multe stradali non è un “regalo” agli automobilisti. L’obiettivo è anche consentire ai Comuni di incassare quattrini per dare ossigeno alle loro casse esauste. Tanto che, se la cartella esattoriale per una vecchia multa non viene pagata, esistono misure coercitive: in particolare, può scattare il fermo amministrativo dell’auto, meglio noto come ganasce fiscali.

Rate scadute? C’è tempo

Utile infine ricordare che, se già l’automobilista ha aderito alla Definizione agevolata, alla rottamazione delle cartelle e non ha pagato la prima (o unica) rata di luglio né la seconda di settembre, il decreto legge n. 148/2017 prevede la possibilità di pagare gli importi scaduti entro il prossimo 30 novembre: quella che veniva considerata la rottamazione bis.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , multe


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