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pubblicato il 16 novembre 2017

Dallara Stradale, eccellenza italiana, spirito inglese

Sviluppata e realizzata in Italia, è leggerissima, essenziale e focalizzata sulla massima prestazione

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Un regalo di compleanno molto speciale per Giampaolo Dallara, un omaggio agli appassionati di automobili di tutto il mondo, anche a quella grandissima maggioranza che mai se la potrà comprare. Ecco cos’è, prima ancora che un oggetto tecnicamente eccezionale, la Dallara Stradale. Sì perché lui, il fondatore Giampaolo, coltivava il sogno di una sua macchina da tantissimo tempo, dove con sua si intende realizzata all’interno della sua azienda, quell’eccellenza italiana famosa nel mondo che non “solo” ha realizzato e realizza vetture da corsa di successo su tutte le piste del globo, ma fornisce consulenza tecnica preziosa a diversi Gruppi automobilistici. Per capire meglio il “sacro fuoco” che muove quest’uomo, ecco la prima cosa che ha detto di fronte alla Stradale: “Mi piace pensare che Colin Chapman, che ho incominciato ad ammirare fin dai tempi della sua Lotus Seven, approverebbe l’essenzialità e la semplicità di questa vettura”. Più sotto trovate tutti i dettagli, ma un accenno al peso - 855 kg - e alla potenza - 400 CV - non si può non fare e, soprattutto, non si può non parlare del rapporto peso potenza: 2,13 kg per CV. Una vera supercar come la nuovissima Porsche 911 GT2 RS, per esempio, è a quota 2,1; la Ferrari 488 GTB a 2,37.

Essenziale in tutto e per tutto

Leggendo le parole di Dallara, non stupisce che sulla Stradale tutto sia finalizzato alla massima prestazione: gli ingegneri garantiscono che tutto quello che si vede è squisitamente funzionale. E chi l’ha vista da vicino conferma: la cura posta in ogni dettaglio, l’utilizzo dei migliori materiali e l’abilità nel lavorarli fanno quasi venire il dubbio che la carrozzeria sia quasi un “di più”. Partiamo dal peso: 855 kg. Un valore estremamente basso reso possibile dall’utilizzo esteso della fibra di carbonio, lavorata in maniera differente in base alla zona di utilizzo: per la monoscocca i materiali sono preimpregnati in autoclave; per i componenti strutturali della carrozzeria si è scelto il long fiber compression moulding; per i pannelli esterni il body panel system; per le parti di rinforzo il carbon sheet moulding. La cinematica delle sospensioni (quadrilatero articolato a triangoli sovrapposti), la taratura di molle, barre e ammortizzatori (a 3 vie, regolabili in altezza con sistema elettrico EPA) sono state impostate, sviluppate e definite sfruttando il Simulatore di guida Dallara, in lunghe sessioni in cui collaudatori, tecnici e ingegneri hanno lavorato gomito a gomito.

Aerodinamica e gomme estremizzate

Come scritto sopra, tutto sulla Dallara Stradale è 100% funzionale: le forme estremamente rastremate e pulite, definite ovviamente in galleria del vento, generano oltre 820 kg di carico aerodinamico alla velocità massima (pari a 280 km/h). Il tutto, senza compromettere il coefficiente di penetrazione aerodinamica. L’estremizzazione del telaio e dell’aerodinamica non poteva non essere accompagnata da altrettanta sofisticazione nel comparto gomme: insieme a Pirelli si è lavorato prima al simulatore e poi nei collaudi su strada (affidati a Marco Apicella e a Loris Bicocchi). Due le linee guida principali nello sviluppo dei pneumatici: per quelli anteriori, l’impronta a terra del pneumatico anteriore è stata ottimizzata per far avvertire al pilota ogni informazione proveniente dalla strada; per quelli posteriori, si è cercata la massima prestazione laterale mantenendo un buon livello di comfort. Risultato: in curva si sviluppano accelerazioni che arrivano fino a 2G. Roba da macchine da corsa.

Quando l’elettronica massimizza la prestazione

Chi segue le corse lo sa: l’elettronica serve a migliorare le prestazioni. Se calibrata nel modo corretto, contribuisce al massimo sfruttamento delle potenzialità meccaniche e aerodinamiche del veicolo. Cosa che ovviamente è successa con la Dallara Stradale, sviluppata fin dall’inizio con Bosch, che tra le altre cose si è occupata della realizzazione e della messa a punto del controllo di stabilità, che include ABS, EBD, TCS e VDC. Bosch ha anche contribuito parecchio allo sviluppo del motore, certificandone l’affidabilità. Le prestazioni? I 400 CV a 6.200 giri e i 500 Nm di coppia fra 3.000 e 5.000 giri del 4 cilindri 2.3 turbo permettono di toccare i 280 km/h e di scattare da 0 a 100 km/h in 3,25 secondi. In 3,49 secondi si passa da 80 a 120 km/h in quinta marcia, mentre il 100-200 km/h in quinta richiede 8,5 secondi. La frenata? Da 100 km/h a 0 sono necessari 31 metri. Per il resto, la Stradale è lunga 4,19 metri, larga 1,88 e alta 1,04.

Da barchetta a coupé

Il suo esemplare, Dallara l’ha voluto in configurazione barchetta senza portiere e con cambio manuale (ma si può avere anche il robotizzato). La vettura si può però tarsformare in roadster aggiungendo il parabrezza. Se a questo si unisce poi il “T-Frame”, ecco la targa. Non vi basta? Con l’ulteriore aggiunta di due porte, che si aprono ad ala di gabbiano, si arriva alla configurazione coupé. Altri optional sono l’ala posteriore e le sospensioni regolabili. Il prezzo? Si parte da 183.000 euro, fino ai 250.000 della coupé, per una produzione di 600 esemplari.

45 anni di passione

Giampaolo Dallara ha realizzato molto probabilmente tutti i propri sogni professionali, nei 45 anni di storia della sua azienda; il tassello che gli mancava riesce a realizzarlo oggi, 16 novembre 2017, giorno del suo 81° compleanno. Un sogno che per essere concretizzato ha richiesto molto tempo, visto che il team dedicato a questo progetto (20 ingegneri e 5 meccanici, diretti da Dallara in persona) si è dovuto interrompere più volte per soddisfare le varie richieste delle Case automobilistiche. Poi, la decisione di Giampaolo: chi lavora sulla Stradale deve fare solo quello. Il risultato è che dal primo prototipo marciante, fatto provare a Dallara il giorno del suo 80° compleanno, in un solo anno si è arrivati al modello definitivo.

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Tag: Novità , auto italiane


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