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pubblicato il 14 novembre 2017

Colonnine di ricarica, obbligatorie per legge nelle nuove case

Entro fine anno le amministrazioni locali dovranno inserire una norma vincolante nel regolamento edilizio

Colonnine di ricarica, obbligatorie per legge nelle nuove case
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Se è vero che tre indizi fanno un prova, allora ci siamo, la svolta è in atto: anche l’Italia pensa al futuro. Anche il nostro Paese sta pianificando il passaggio all’elettrico. Come? Con il piano Enel, con l'accordo tra Regione Lombardia e Q8 e attraverso il Testo Unico dell’Edilizia, che vincola le amministrazioni locali a inserire una norma - entro il 31 dicembre 2017 - nel proprio regolamento edilizio, in base alla quale gli edifici residenziali e non, più grandi di 500 metri quadrati e di nuova costruzione, sono obbligati alla predisposizione all’allaccio di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli. Peccato che poi ci siano, anche in casi “illuminati” come questo, storture all’italiana. La prima è che da questa norma sono esclusi gli edifici pubblici, che invece dovrebbero essere i primi a esserne dotati. La seconda è che, per ora, solo Milano, Torino, Bologna e Campobasso rispettano il Testo Unico. Si spera che tutte le altre città si adeguino in fretta, ma a fine anno non manca poi molto… E in caso di mancato adeguamento? Se i Comuni non si allineano, il Testo unico edilizia prevede che le Regioni facciano decadere le concessioni edilizie rilasciate per edifici non costruiti seguendo le regole, in base, appunto, alle leggi regionali.

Il dettaglio della norma

L’obbligo di predisporre l’installazione di colonnine di ricarica per automobili elettriche vige per tutti gli edifici non residenziali di nuova costruzione più grandi di 500 metri quadrati, per gli edifici residenziali di nuova costruzione (in questo caso la dimensione minima è pari a 10 unità abitative) e per gli edifici soggetti a una ristrutturazione di primo livello. Le colonnine devono consentire la ricarica di una machina per ogni piazzola coperta o scoperta o per ciascun box per auto presente nell’immobile. Per gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, il numero di spazi a parcheggio e box auto dotati di colonnina deve essere pari almeno al 20% del totale. Importante (per evitare “liti” condominiali): le colonnine si attivano tramite tessere magnetiche individuali che consentono la ripartizione delle spese sulla base dei consumi. Se invece la ricarica viene effettuata nel box, deve essere predisposta l’installazione di un contatore separato per la lettura del consumo dei singoli.

C’è già stata una proroga

Quella dell’obbligo di installare le colonnine di ricarica nelle case di nuova costruzione non è una novità e non è nemmeno un’iniziativa italiana, visto che si tratta dell’attuazione della direttiva europea 2014/94/UE, che In Italia era già stata recepita con il Dl 83/2012, il quale a sua volta aveva indicato nel 1° giugno 2014 la data entro cui i Comuni avrebbero dovuto inserire nei regolamenti edilizi la norma sulle colonnine di ricarica. Una scadenza prorogata appunto al 31/12 di quest’anno. Non che la “virata” verso l’elettrico sia per forza e sempre la scelta migliore, sia chiaro, perché le incognite sono ancora parecchie. Tralasciando per un attimo quelle strettamente legate all’auto elettrica e al suo sviluppo in termini di autonomia e tempi di ricarica, c’è anche una tematica ambientale: reperimento delle materie prime per costruire le batterie, impatto ambientale della costruzione delle batterie e smaltimento (o riciclaggio, ma in che modo?) delle stesse una volta che sono esauste, adeguamento della rete elettrica delle nostre città… Insomma, ci sono ancora diversi punti oscuri, ma la buona notizia è che qualcosa sta cambiando.

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Tag: Attualità , auto elettrica , infrastrutture


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