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Attualità

pubblicato il 10 novembre 2017

Tra 20 anni non guideremo più, parola di Bob Lutz

Il manager americano scrive che tra 20 anni finirà l’era dell’automobile così come la conosciamo. Ma non tutti sono d’accordo.

Tra 20 anni non guideremo più, parola di Bob Lutz
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Ogni tanto, da qualche parte, sorgono cassandre a decretare la fine di una qualche realtà. Con l’avvento del web, ad esempio, qualcuno già recitava il “de profundis” per la carta stampata. Nel passato, quando le TV iniziarono a invadere le sale delle nostre case, in molti dissero che la radio sarebbe morta. Eppure così non è stato. Ora, con il mondo sempre più impegnato alla lotta contro le emissioni nocive, qualcuno scrive che “È triste per me dirlo, ma ci stiamo avvicinando alla fine dell’era dell’automobile”. Questo “qualcuno” è un certo Bob Lutz, uno che negli anni ha ricoperto ruoli chiave in aziende come General Motors, BMW, Ford e Chrysler. L’uomo che ha deciso di portare nel mondo un oggetto iconico come la Dodge Viper, giusto per fare un esempio. Ennesimo caso di pessimismo ingiustificato, o previsione destinata ad avverarsi?

Si sale e si scende

Nel suo lungo articolo su AutomotiveNews Lutz continua “L’industria dell’auto sta attraversando una curva di cambiamento. Per centinaia di anni il principale mezzo di trasporto per l’uomo è stato il cavallo e per gli ultimi 120 anni è stata l’automobile”. Ora ci stiamo avvicinando sempre più a un nuovo passaggio di modalità di spostamento, dall’auto tradizionale a moduli autonomi che non daranno all’uomo la possibilità di prendere i comandi. Mezzi che verranno chiamati, si salirà a bordo, si imposterà la destinazione e si scenderà. Il trasporto privato scomparirà “Molti di questi moduli saranno di proprietà di Uber, di Lyft o di chissà quale altra azienda operante nel settore dei trasporti” dice Lutz. Solo poche persone possiederanno un’auto, che verrà utilizzata unicamente per lunghi viaggi.

Vietato guidare

Le auto, o meglio i moduli di trasporto immaginati da Lutz, viaggeranno in autostrada a circa 240 km/h, senza alcun problema perché a gestire il tutto ci saranno super cervelloni al silicio a prova di errore. Ecco perché l’ingresso in autostrada (e altre strade a grande scorrimento) sarà vietato alle poche auto guidate dall’uomo: troppo pericoloso introdurre una variabile non controllata da chip all’interno di un sistema computerizzato. Un passaggio fantascientifico che avverrà quando le auto a guida autonoma rappresenteranno il 20-30% del parco circolante. “Le nazioni guarderanno le statistiche degli incidenti e si renderanno conto che il 99,9% saranno causati dagli essere umani”.

La fine delle prestazioni

Il piacere di guida quindi morirà e con lui il concetto di prestazioni. Tutti i vari moduli di trasporto infatti viaggeranno alla stessa velocità, con al loro interno passeggeri intenti a guardare un film, navigare su internet, lavorare, dormire… come stessero viaggiando in treno. Ci saranno moduli più o meno lussuosi, ma a chi importeranno le prestazioni pure e il divertimento di guidare? “Quella sarà la morte per Case come Audi, BMW e Mercedes. Quel tipo di performance non conterà più” sentenzia Bob Lutz. “L’era delle auto guidate dagli essere umani, delle riparazioni, dei venditori, dei media che ne parlano… tutto scomparirà nel giro di 20 anni” conclude Lutz.

Visioni differenti

Il futuro previsto da Bob Lutz è quindi completamente diverso dal nostro presente, ma c’è chi non è d’accordo con questa visione. Si tratta di Luca de Meo, CEO di Seat e Carlos Ghosn, presidente dell’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. Secondo una ricerca di Seat nel 2025 l’auto sarà il mezzo primario di trasporto per il 60% della popolazione mondiale e solo 1 persona su 10 farà a meno dell’auto privata. Persino i millenials, categoria che secondo molti sarà a capo del movimento anti-auto, rappresenteranno il 40% degli acquirenti di auto nuove nei prossimi 10 anni. “Il classico modello di costruire auto, vendere auto e possedere auto è destinato a continuare” ha aggiunto Ghosn. Le vendite continueranno a crescere perché le persone vogliono potersi spostare in autonomia. I vari sistemi di car sharing (autonomi e non) saranno quindi una aggiunta al possesso di un’auto, non una sostituzione.

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Tag: Attualità , guida autonoma


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