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pubblicato il 3 aprile 2008

EOLO, l'auto ad aria: una storia infinita

Malgrado i fallimenti, il progetto continua a far discutere

EOLO, l'auto ad aria: una storia infinita

Circola nuovamente in questi giorni su Internet una "catena di Sant'Antonio" relativa alle traversie del progetto "Eolo", auto ad aria concepita all'inizio degli anni 2000 da Guy Negre, ingegnere progettista di motori da Formula 1, per diversi anni alla Williams. Stavolta si denuncia un boicottaggio di questa rivoluzionaria iniziativa da parte di poteri forti, interessati al mantenimento di equilibri esistenti in fatto di combustibili tradizionali.

UN PO' DI STORIA
Negre presentò la Eolo nel 2001 al Motorshow di Bologna. La vettura era dotata di propulsore ad aria compressa, ed era realizzata in alluminio, fibra di canapa e resina. Stando alla presentazione, l'auto - il cui costo avrebbe dovuto attestarsi attorno ai 9.000 euro - era in grado di raggiungere una velocità massima di 110 Km/h e di costare solamente 0.77 euro ogni 100 Km; l'autonomia in ciclo urbano veniva dichiarata in oltre 10 ore consecutive mentre le emissioni erano pari a zero; infine, poiché la temperatura allo "scarico" corrispondeva all'incirca a venti gradi sottozero, l'aria stessa poteva essere utilizzata, nei periodi caldi, per l'impianto di condizionamento.
Altri punti qualificanti del progetto erano la ridottissima manutenzione e la ricarica delle bombole dell'aria compressa, effettuata in sei ore per mezzo di un compressore on-board attivato con una normale presa di corrente.

LA EOLO IN ITALIA
La presentazione al Motorshow suscitò notevole interesse e, benché lo stabilimento fosse ancora in costruzione, sarebbe stato raccolto un buon numero di prenotazioni; purtroppo gli impianti non sono mai entrati in funzione ed il sito - eoloauto.it - risulterebbe in vendita.

"NON DIMENTICARE..." ?
Poiché il messaggio si conclude con un incitamento a non far cadere nel dimenticatoio questa storia ed auspica l'organizzazione di un movimento di opinione a favore della Eolo, riteniamo opportuno esprimere alcune considerazioni, non senza aver prima sottolineato che qualunque tentativo della specie va in linea di principio sostenuto ed incoraggiato per il bene di tutti; ovviamente un progetto per essere realizzabile deve essere tecnicamente fattibile, economicamente praticabile e con effetti collaterali tali da non vanificare gli eventuali vantaggi intrinseci.
Nel caso del motore ad aria compressa, fermo restando il positivo impatto ambientale, va tuttavia ricordato che l'eventuale inquinamento deriverebbe anche, come per ogni tipo di auto, dai processi di produzione e smaltimento dell'auto stessa nonché dal ciclo di produzione dell'aria quotidianamente compressa per ricaricare le bombole; non dobbiamo infatti dimenticare che in Italia l'energia elettrica non importata viene prodotta con metodi non particolarmente rispettosi per l'ambiente.
Altro punto da non sottovalutare è che, a quanto è dato sapere, il progetto Eolo pur avendo superato alcune sperimentazioni, nella migliore delle ipotesi non è ancora a punto, cosa d'altronde comprensibile vista la complessità del problema.

COME FUNZIONA
Il funzionamento di questo motore è infatti basato sulla produzione di energia attraverso l'espansione dell'aria che viene compressa a 2-300 bar e successivamente riscaldata; la fase di riscaldamento, se da una parte "espande" il volume, dall'altra riduce la resa sino a portarla a livelli piuttosto bassi, paragonabili a quelli delle batterie al piombo nei veicoli elettrici.
Questo stato di cose ha due conseguenze: la bassa resa energetica obbliga all'adozione di una scocca forzatamente leggera, il che rende difficile rispettare le sempre più stringenti norme occidentali in tema di sicurezza ed omologazione; la seconda riguarda il problema della condensazione causata dal repentino variare della temperatura dell'aria che andrebbe regolata con masse radianti di dimensioni non facilmente conciliabili con le dimensioni della Eolo.
Quest'ultimo aspetto, secondo lo stesso progettista, sarebbe stato risolto adottando una trasformazione politropica dell'aria; tuttavia - secondo quanto riferito da Quattroruote che ha avuto modo di testare brevemente la vettura - questa si è fermata dopo pochi minuti a causa di una formazione di ghiaccio nel motore.

UN FUTURO MOLTO INCERTO
Rimane comunque il fatto, al di là di queste considerazioni, che la commercializzazione della Eolo sarebbe dovuta iniziare da noi proprio in questo periodo mentre la fabbrica italiana è stata chiusa nel 2005 e Negré è in trattativa con controparti in Venezuela, Brasile ed India, paesi nei quali le norme di omologazione sono meno stringenti rispetto all'Occidente.
In India sarebbe stato stipulato un accordo con Tata Group per lo sviluppo di un progetto congiunto di citycar che, rispetto ad Eolo - dotato di un solo motore ad aria - contempla l'utilizzo di una doppia propulsione, a scoppio e ad aria, da montarsi su una scocca realizzata quasi totalmente in fibra di vetro, quindi leggera ma fragile.
In questo modo si realizzerebbe il progetto, snaturato però rispetto alle dichiarazioni iniziali in assicurandosi però, in caso di successo, uno sbocco su mercati non fiscali in tema di omologazioni.

I primi esemplari della Eolo in versione Tata potrebbero essere commercializzati già nel 2008; vedremo se il progetto si realizzerà, perlomeno nell'altro emisfero.

Autore: Giovanni Notaro

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