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pubblicato il 9 novembre 2017

Emissioni auto, l’Unione Europea fissa nuovi limiti

Entro il 2030 le emissioni dovranno essere inferiori del 30% rispetto ai 95 g/km fissati per il 2021

Emissioni auto, l’Unione Europea fissa nuovi limiti

Mentre Donald Trump si rifiuta di aderire all’accordo di Parigi sul clima, suscitando critiche da tutto il mondo, l’Unione Europea si prepara a dare un’ulteriore stretta sulle emissioni di CO2 delle auto, imponendo nuovi limiti da rispettare entro il 2030. Limiti fissati che vogliono le emissioni medie di CO2 inferiori del 30% rispetto ai 95 g/km imposti per il 2021. Limiti che già all’epoca avevano suscitato le ire dell’ACEA, l’associazione dei costruttori auto europei. "Voglio che l'Europa si ponga alla guida della lotta contro i cambiamenti climatici” ha dichiarato il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker “Di fronte al crollo delle ambizioni degli Stati Uniti, l'Europa deve fare in modo di rendere nuovamente grande il nostro pianeta. È patrimonio comune di tutta l'umanità”.

Passi intermedi

Prima di tutto bisogna specificare come il conto si baserà sulle emissioni di gamma: questo significa che continueranno ad esserci auto che emetteranno più CO2 rispetto al limite imposto, a patto che altri modelli abbiano valori più bassi. Per aiutare le diverse Case auto a raggiungere l’obiettivo, la Commissione Europea ha fissato una tappa intermedia per il 2025, quando le emissioni medie dovranno essere inferiori del 15% rispetto al limite fissato per il 2021. Naturalmente tutti i valori verranno calcolati non più secondo il protocollo NEDC (New European Driving Cycle) ma secondo il ciclo WLTP (Worldwide Harmonised Light Vehicle Test Procedure), introdotto nel settembre del 2017.

Elettriche e ibride

L’Unione Europea premierà inoltre le Case la cui produzione di auto elettriche e ibride raggiungerà o supererà il 15% (entro il 2025) e il 30% (entro il 2030) del totale. Una condizione non obbligatoria ma che verrà premiata con target emissioni meno severi. Dall’altra parte ci saranno sanzioni per chiunque non rispetterà i limiti di emissioni, ma con delle eccezioni per i piccoli costruttori. Le Case con una produzione annua di 1.000 unità saranno esentate, mentre quelle con meno di 10.000 auto vendute all’anno (come Ferrari) potranno chiedere una deroga. “Siamo entrati in un'epoca di trasformazione economica ecologica. L'insieme delle proposte di oggi definisce le condizioni che permetteranno ai produttori europei di condurre la transizione energetica mondiale anziché seguire gli altri. Li spronerà a fabbricare i veicoli migliori, più puliti e più competitivi riguadagnando così la fiducia dei consumatori” ha commentato il Vicepresidente Maroš Šefčovič “Si tratta di un importante passo nella giusta direzione: un'economia europea moderna e sostenibile, con aria più pulita nelle nostre città e una migliore integrazione delle risorse rinnovabili nei sistemi energetici di oggi e di domani”. A lui ha fatto eco Miguel Arias Cañete, Commissario responsabile per l'azione per il clima e l'energia “Abbiamo obiettivi ambiziosi, ma attuabili e con un ottimo rapporto costi-benefici. Gli investimenti partiranno già ora per gli obiettivi intermedi del 2025. Con gli obiettivi del 2030 daremo stabilità e guida per assicurarne il mantenimento. Oggi investiamo nell'Europa e tagliamo l'inquinamento per rispettare l'impegno preso con l'accordo di Parigi di ridurre le emissioni di almeno il 40% entro il 2030”.

La risposta dell’ACEA

Non si è fatta attendere la risposta dell’ACEA che, come ci si poteva aspettare, non ha preso bene i nuovi limiti imposti dall’Unione Europea. Secondo l’associazione dei costruttori auto europei “fissare un obiettivo intermedio per il 2025, pochi anni dopo il 2021, non lascia abbastanza tempo per apportare i necessari cambiamenti tecnici e di design per rispettare i nuovi limiti”. Anche la quota del 30% viene osteggiata e l’ACEA propone di abbassarla al 20%, un obiettivo che comporterà "alti, ma accettabili, costi" per le Case. C’è poi un altro punto sottolineato dal segretario generale dell’Associazione Erik Jonnaert e riguarda le auto elettriche e ibride. "Chiaramente, gli obiettivi di CO2 possono offrire un impulso all'innovazione nell'industria automobilistica, ma la proposta attuale è molto aggressiva quando consideriamo la bassa e frammentata penetrazione del mercato di veicoli con motorizzazioni alternative in tutta Europa". Il successo della strategia varata dall’Unione Europea infatti si basa sulla crescita delle vendite di auto elettriche e ibride. Una crescita che, come sottolineato da Jonnaert, passa attraverso investimenti per la creazione di infrastrutture di ricarica. “Un cambiamento radicale nel mercato dei veicoli a motore alternativo non avviene in una notte. Ecco perché concentrarsi su un obiettivo del 2030 è il modo migliore per andare avanti. Invece di fissare un obiettivo intermedio per il 2025, quell’anno dovrebbe essere considerato unicamente come un appuntamento per parlare dei progressi compiuti nella riduzione delle emissioni di CO2 verso il 2030”.

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Tag: Attualità , unione europea


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