dalla Home

Test

pubblicato il 9 novembre 2017

Lexus CT Hybrid 2018, cambia dove conta di più

Leggeri ritocchi al design e importanti aggiornamenti alla tecnologia per la compatta giapponese. Ecco come va

Lexus CT Hybrid 2018, cambia dove conta di più
Galleria fotografica - Lexus CT Hybrid restyling 2017Galleria fotografica - Lexus CT Hybrid restyling 2017
  • Lexus CT Hybrid restyling 2017 - anteprima 1
  • Lexus CT Hybrid restyling 2017 - anteprima 2
  • Lexus CT Hybrid restyling 2017 - anteprima 3
  • Lexus CT Hybrid restyling 2017 - anteprima 4
  • Lexus CT Hybrid restyling 2017 - anteprima 5
  • Lexus CT Hybrid restyling 2017 - anteprima 6

I volumi di mercato di Audi A3, BMW Serie 1 e Mercedes Classe A non li ha mai nemmeno avvicinati, ma come per ogni Lexus, anche per la CT il punto di riferimento - per immagine, qualità e tecnologia - sono i tre marchi premium tedeschi. Per mantenere alto il livello, i giapponesi mettono mano a questa macchina per la seconda volta. Cambia leggermente il look, aggiornamenti più importanti interessano l’high tech, mentre la meccanica rimane invariata.

Com’è

Come accade con ogni restyling degli ultimi anni, anche in questo caso non si poteva prescindere dalle luci diurne a led, che prima non c’erano e adesso sì. Le modifiche interessano anche il paraurti e la griglia frontale e la carrozzeria può essere, a richiesta, bicolore. Rivisto, e alleggerito con un inserto nero e argento, il paraurti posteriore. Le forme generali, ovviamente, restano quelle note, dunque abbastanza massicce in virtù della linea di cintura alta e del lunotto piccolo. Soprattutto davanti, dal mio punto di vista, la CT ringiovanisce tanto, allineandosi, grazie alla nuova griglia, al resto della gamma. Nell’abitacolo spicca immediatamente il nuovo schermo, da 10,3 pollici e non più da 7, anche se i comandi del sistema di infotainment “denunciano” l’età della macchina, perché i pulsanti sono piccoli e non così immediati da utilizzare, per non parlare del Remote Touch Interface per “navigare” all'interno delle funzioni; una sorta di joystick che non è il top dal punto di vista dell'ergonomia, soprattutto su un’auto in movimento. La giapponese, come tutte le ibride del Gruppo Toyota, sorprende dietro grazie all'assenza del tunnel per la trasmissione e alla capacità tutta giapponese di miniaturizzare e “impacchettare” la meccanica: ecco quindi che il pavimento è completamente piatto. Quanto al bagagliaio, in configurazione 5 posti ha una capacità nella media (375 litri), ma non è dei più facili da caricare per via di un'accessibilità non al top.

Come va

La meccanica della CT 200h è la stessa della vecchia Prius, da sempre famosa per le sue mille virtù ambientali e di parsimonia (soprattutto in città), di affidabilità e comfort. Ma se la Prius è perfetta per il genere di clientela a cui si rivolge - ma comunque l’ultima generazione è diventata più dinamica nelle risposte -la CT è fin troppo “pigra”, soprattutto rispetto alle rivali. Il tutto, con il solito e-CVT - un pacchetto di ingranaggi il cui funzionamento è simile a quello di un CVT - che restituisce il sempre poco piacevole effetto scooter: un fattore che di certo non attira la clientela più sportiva, ma non aiuta nemmeno in ottica comfort, soprattutto in salita e in fase di sorpasso. Peccato perché invece il telaio non è per niente male. L’assetto è rigido al punto giusto e dà una discreta agilità nel misto, accompagnato da uno sterzo che non solo è rapido, ma anche capace di trasmettere alle ruote i piccoli angoli. Detto questo, se si ama la guida rilassata, la CT è ancora un punto di riferimento. L'efficienza dell'Hybrid Synergy Drive permette di qualche km, in città, con il motore a benzina spento, mentre il consumo effettivo, nel traffico, è di circa 5 l/100 km. Una… parsimonia che va in calando nell'uso extraurbano e, ancor di più in quello autostradale, dove il computer di bordo segna un normalissimo 6,5 – 7 l/100 km, rispettivamente.

Curiosità

I restyling, anche i più leggeri, richiedono investimenti abbastanza importanti. E’ dunque “strana”, almeno vista dall’esterno, la scelta di Lexus di ritirare la CT dal mercato americano, a maggior ragione alla luce del fatto che sono ora disponibili i più avanzati sistemi di assistenza alla guida: è possibile infatti avere il Lexus Safety System +, che comprende il radar anti-tamponamento, gli abbaglianti ad attivazione automatica, il riconoscimento dei segnali stradali e il controllo del superamento involontario della corsia con correzione di sterzo automatica.

Quanto costa

Il listino parte da 31.900 euro: non pochissimo, per un’auto non più giovanissima e nonostante abbia l’ibrido dalla sua (e quindi tanta convenienza per chi guida soprattutto in città) e una dotazione molto completa. Su tutte le versioni, tra le altre cose, ci sono infatti: Lexus Safety System+, interfaccia Bluetooth e specchietti regolabili/ripiegabili elettricamente.

La scheda

Motore: 1.798cc 4 cilindri + un motore elettrico
Potenza: 136 CV
Consumo medio (ciclo NEDC): 3,8 l/100 km
Emissioni CO2: 88 g/km
Accelerazione 0-100 km/h: 10,3 secondi

 

Autore:

Tag: Test , Lexus , auto giapponesi , auto ibride


Top