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Motorsport

pubblicato il 2 aprile 2008

Mosley non molla e resta in carica

"La vita privata non c'entra con il lavoro"

Mosley non molla e resta in carica

Max Mosley non sarà a Sakhir per il GP del Bahrein, ma a lasciare la poltrona di presidente della Fia non ci pensa proprio. Dopo lo scandalo sessuale che lo ha visto protagonista nel fine settimana, sono iniziate a piovergli addosso una serie di richieste di dimissioni che al momento sono precipitate nel vuoto. Anzi, fonti vicine al presidente della Federazione internazionale dell'automobilismo confermerebbero la sua decisione di restare in carica aggiungendo che al momento si starebbe impegnando al massimo con gli avvocati per studiare la posizione di 'News of the World', il tabloid inglese che ha fatto scoppiare lo scandalo.

"Ho ricevuto un gran numero di messaggi di simpatia e sostegno provenienti dalla Fia e dal mondo dell'automobilismo sportivo in generale. Tutti mi dicono che la vita privata non c'entra con il lavoro e che non deve influire, e che quindi devo rimanere al mio posto. Ho deciso di seguire il consiglio", ha spiegato Mosley in una lettera aperta in possesso di 'Die Welt' in cui ha definito "imbarazzante" il video ed ha aggiunto che "il connotato nazista che il quotidiano britannico ha voluto dare alla vicenda è completamente falso". Poi ha attaccato: "fonti di alto livello della polizia britannica e dei servizi segreti mi avevano informato due settimane fa che un gruppo specializzato in gossip stava facendo un'inchiesta clandestina sulla mia vita privata. Ciò che ha fatto il News of the World è una invasione nella mia privacy e intendo procedere legalmente contro questo giornale".

Determinato a portare avanti la battaglia legale contro chi ha gettato la pietra dello scandalo, si è detto principalmente preoccupato per la propria famiglia. "Adesso dovrò dedicare del tempo a coloro che sono responsabili di aver reso tutto questo di pubblico dominio ma, prima di tutto, intendo riparare il danno fatto nei confronti della mia famiglia che è la vittima innocente di un deliberato e calcolato attacco personale".

Col fiato sospeso il mondo della Formula 1. Mentre da un lato Bernie Ecclestone ha spiegato al Times che "Mosley deve fare quello che ritiene più giusto perchè è lui ad essere in gioco, non la Fia", dall'altro ha anche rivelato di essere stato lui stesso ad invitarlo a non recarsi a Sakhir. "La famiglia reale del Bahrein non apprezzerebbe la sua presenza. Il problema è che attirerebbe tutta l'attenzione della corsa e la convoglierebbe su altri temi". Golfo Persico a parte, dal canto suo Mosley è stato chiaro: "non permetterò a nessuno di impedirmi di continuare il mio lavoro nella Fia".

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Tag: Motorsport , formula 1


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