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pubblicato il 7 novembre 2017

Consumi auto, differenze record fra quelli dichiarati e reali

Il divario è cresciuto fino al 42%, stando all'ICCT che ha analizzato i dati di 1.1 milioni di auto in Europa

Consumi auto, differenze record fra quelli dichiarati e reali
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Il nuovo test di omologazione WLTP è destinato a far assottigliare le differenze fra i consumi delle auto misurati durante i test in laboratorio e quelli nell'utilizzo di tutti i giorni, che non combaciano (e nemmeno si avvicinano) per colpa delle misurazioni poco severe nel vecchio test NEDC. Non a caso la differenza fra le percorrenze sulla carta e quelle reali è schizzata fino al 42%, stando a una ricerca dell'International Council on Clean Transportation, una organizzazione senza fini di lucro che misura i livelli di inquinamento emesso da alcune sorgenti (come le auto, i mezzi da lavoro e le navi) in maniera indipendente dagli enti nazionali o comunitari. L'indagine mette in luce le enormi discrepanze fra i dati di consumo che i costruttori possono annunciare e quelli che i loro clienti ottengono guidando tutti i giorni: una differenza del 42% significare passare da 20 km/l dichiarati a 11,6 km/l reali.

Gli automobilisti ci rimettono 400 euro l'anno

La ICCT ha svolto un enorme lavoro di ricerca e analisi dei dati, se è vero che le auto prese in considerazione sono 1,1 milioni in otto paesi europei e le fonti per la raccolta dei dati 14. L'indagine è basata da una parte sui dati di consumo dichiarati dalle case automobilistiche (ottenuti al termine del poco impegnativo ciclo di omologazione NEDC) e dall'altra su quelli misurati nell'utilizzo reale, in condizioni cioè non di laboratorio, forniti da società di autonoleggio, da magazine specializzati, dal club automobilistico svizzero e da siti internet che raccolgono i dati di consumo registrati dai loro utenti. Dai risultati è emerso che la differenza fra i consumi dichiarati e quelli reali è passata dal 9% del 2001 al 42% del 2016, per un costo di 400 euro sulle tasche di ciascun automobilista: ciò significa che un'auto "fedele" ai dati di consumo dichiarati farebbe risparmiare al suo proprietario 400 euro l'anno in carburante.

L'Europa è il fanalino di coda

L'incremento è rimasto marcato fra il 2009 e il 2015, stando alla ICCT, perché nel 2016 l'aumento della discrepanza fra i dati dichiarati e quelli reali è cresciuto meno rispetto agli anni precedenti. La situazione migliorerà ulteriormente non appena sarà completato il passaggio al test di omologazione WLTP, anche se l'International Council on Clean Transportation non ritiene che il problema sia del tutto risolto: nelle prove sarebbero presenti dei coni d'ombra in grado di essere interpretati per "falsare" i dati come avvenuto finora. L'organizzazione fa notare inoltre che la differenza fra i valori di consumo è accentuata in particolare fra le auto ibride plug-in. Dai test raccolti è emerso infine che l'Europa ha visto aumentare maggiormente il gap rispetto ad altre aree del mondo, in particolare negli Stati Uniti, dove test molto più stringenti hanno impedito che venisse a crearsi una forbice così ampia fra i dati omologati e quelli reali.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , carburanti , statistiche


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