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pubblicato il 6 novembre 2017

Dossier Pit Game

La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra, la recensione

Una Mordor così viva e coinvolgente non l'avevamo mai vista

La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra, la recensione
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Quando, nel 2014, abbiamo messo le mani su L'Ombra di Mordor, siamo rimasti sorpresi della profondità, dalla solidità e della ricchezza di un titolo che, in realtà, un po' tutta la community di giocatori aspettava con qualche dubbio o riserva. Con L'Ombra della Guerra, Monolith ha confezionato un sequel che supera addirittura il capitolo precedente, limando quelli che erano gli aspetti meno graditi ai fan.

Gameplay evoluto

L'impostazione generale del gameplay non si discosta da quella apprezzata in L'Ombra di Mordor. Il combat system, ad esempio, è un'evoluzione del precedente: il protagonista, Talion, alterna attacchi, schivate e contrattacchi per farsi spazio nella mischia, ma questa volta lo fa con molta più fluidità e animazioni più curate, che diventano più complesse quando si sbloccano nuove abilità andando avanti nel gioco. Tra queste, fanno capolino nuove skill dedicate allo stealth, al combattimento a distanza e al controllo dei vari animali selvatici. Un'ampia libertà di azione quindi, che va dall'approccio strategico a quello più brutale, e che garantisce varietà e longevità di gioco grazie anche a tutte le missioni secondarie.

Tra le fila nemiche

Fiore all'occhiello di questo L'Ombra della Guerra è però il Nemesis System, un meccanismo di consente di attaccare le gerarchie dell'esercito di Sauron. Grazie al nuovo anello, il protagonista può mettere i generali degli orchi l'uno contro l'altro, reclutare gli Uruk tra le proprie fila, infiltrarli negli squadroni avversari e, ancora, farne diventare uno la propria guardia del corpo. Più facile a dirsi che a farsi, visto che ogni orco di grado elevato ha i suoi punti di forza e debolezze e per soggigarli è fondamentale studiarli prima, pena soccombere ad una AI di ottimo livello. Una fase propedeutica, questa di sabotaggio, a quella dell'assalto alle fortezze, che regala sequenze spettacolari, divertenti ma anche impegnative. E il bello di questi assedi è che si possono giocare anche online, dove l'obiettivo diventa quello di conquistare le fortezze degli altri giocatori.

Ambientazioni come quelle dei film

Anche dal punto di vista grafico, Monolith ha fatto un lavoro eccezionale: il motore è stato rivisitato profondamente e questo si vede soprattutto per quanto riguarda la modellazione poligonale. Le texture sono più definite e l'illuminazione molto più curata. Questa cura si vede anche nelle ambientazioni, che per dettagli e design sono a dir poco mozzafiato. Insomma, La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra è un gioco maestoso e coinvolgente, adatto non solamente a chi ama il fantasy. Ecco, l'unico “difetto” che abbiamo riscontrato è che la trama del gioco non segue l'opera del Signore degli Anelli e qualche fan della saga di Tolkien potrebbe storcere il naso. Oppure apprezzare questa rivisitazione e godersi L'Ombra della Guerra considerandolo, semplicemente, come ispirato al Signore degli Anelli e non come “canonico”.

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