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pubblicato il 7 novembre 2017

Dossier Come si Fa

Batteria scarica, come far ripartire l’auto in 3 mosse

Il motore si può riavviare seguendo semplici passi, occhio però a non sottovalutare o a dimenticare certi aspetti

Batteria scarica, come far ripartire l’auto in 3 mosse
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Sarà capitato a parecchi di “restare a terra”, ossia di cercare di avviare l’auto senza riuscirci. Un po’ come avere a che fare con una vettura spenta. A quel punto, la domanda è: batteria scarica? Si tratta di batteria scarica quando il quadro non si accende e il motorino di avviamento “tossisce”, senza che il motore parta. Uno degli inconvenienti classici, più frequenti con la brutta stagione, per via del freddo che fa brutti scherzi alla macchina, specie se questa è rimasta ferma per parecchio tempo oppure se l’ultimo guidatore ha dimenticato un qualche comando attivo che ha consumato energia elettrica. La soluzione migliore si chiama officina, e per la precisione meccatronico, figura che unisce meccanico ed elettrauto. Ma se non c’è nulla nelle vicinanze o se un carro attrezzi non lo si può o non lo si vuole chiamare, ecco allora il fai-da-te.

Tre passi per ravvivarla

#1. Un’altra auto. Requisito assolutamente necessario è un’altra auto che faccia da ricarica gratuita: una sorta di presa della corrente da cui attingere energia per ridare vita alla batteria scarica per far ripartire l’auto. Secondo requisito, la vettura deve avere capacità e tensione almeno pari o superiore a quella della vettura in panne.Terzo: servono i cavi d’emergenza che si vendono nei centri commerciali a circa 30 euro, e che devono essere di buona qualità e omologati a norma DIN.

#2. Quali sono i tempi. Se l’auto in panne è parcheggiata bene e non serve spostarla, allora servirà una mezz’oretta; se invece la macchina con la batteria scarica è parcheggiata male, serve altro tempo per operare la ricarica in modo adeguato. Inoltre se la batteria “rianimata” è molto scarica si devono aggiungere chilometri di guida per assicurarsi la completa ricarica.

#3. Come fare i collegamenti. Si collegano i cavi rossi ai poli positivi (con il segno +) delle due batterie e i cavi neri ai poli negativi (con il segno -). Dopodiché si avvia la macchina “sana” che soccorre quella "malata" da riavviare. Si attende un quarto d’ora e si accende la vettura che aveva la batteria scarica. Quindi, si lasciano i due veicoli accesi per 20 minuti. Nonostante questa operazione, l’auto “malata” non parte? La batteria è fuori uso: necessaria un’officina che la sostituisca.

Altre due dritte

Una volta ricaricata la batteria e avviata l’auto, non spegnere il motore fino a che non si arriva a destinazione: il livello di carica potrebbe non essere sufficiente per un altro avviamento. Una batteria che ha perso la carica va comunque fatta controllare ed eventualmente ricaricare in officina. In quanto al metodo dell’avviamento a spinta, non è consigliabile perché può creare danni al catalizzatore delle marmitte (ci riferiamo a quelle nate dopo il 1993). Viceversa, se è antecedente al 1993, come ultima soluzione l’avviamento a spinta può essere ok purché si spengano tutte le utenze (luci, radio, tergicristalli), e, una volta girata la chiave di accensione, si metta il cambio in seconda. La vettura va spinta finché non prende un minimo di velocità, poi si lascia il piede della frizione e si premete gradualmente quello del gas fino all’accensione. Un metodo però pericoloso per la sicurezza stradale, per l’incolumità di chi spinge e per il guidatore nonché i passeggeri: non lo suggeriamo.

[In collaborazione con la Carrozzeria Dammicco Srl di Buccinasco, Milano]

Come si fa a ripartire se la batteria è scarica?

Come far ripartire un'auto con la batteria scarica

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , manutenzione


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