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pubblicato il 7 novembre 2017

Porsche Cayenne, dove tutto è possibile

Grande, rassicurante e hi-tech, potentissima e agile come una sportiva: il suo limite sono le strade

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Ormai hanno fatto tutti pace con la Cayenne. Il primo SUV di Porsche, “sporco e cattivo” come diceva qualcuno, è una macchina che è stata comprata 700.000 volte dal 2002 a oggi e che non solo permette a Porsche di essere l’azienda solida che è, ma permette anche, a chi ha bisogno di spazio e ovviamente se lo può permettere, di avere il SUV più vicino di tutti a una 911. Questa è la terza generazione, completamente nuova rispetto alla seconda.

Com’è

Se ci si limita a guardarla, onestamente si fa fatica a credere che sia nuova al 100% rispetto a prima. Le differenze più grandi si concentrano dietro, dove i fari sono come prima orizzontali, ma sono meno “lavorati”: la parte superiore è praticamente rettilinea e una striscia rossa li unisce, come sulla Panamera. Nuova anche la forma del lunotto, più largo nella parte bassa, mentre la fascia nera nella parte bassa del paraurti si allarga e si alza. Guardandola di profilo e da davanti, invece, bisogna averne una vecchia lì accanto per capire dove i designer hanno messo mano; ciò che dà tutt’un altro aspetto è la riduzione degli sbalzi, ma anche i passaruota posteriori, più scolpiti, e il terzo montante, più spesso e inclinato, rende più muscolose le linee. Se fuori non ci sono rivoluzioni, dentro il cambiamento è più evidente. Il protagonista è ovviamente il sistema di infotainment e il rispettivo schermo, ora molto più grande e non più “schiacciato” tra le bocchette d’aerazione, che infatti sono state posizionate al di sotto di esso. L’abitacolo, riprogettato, cambia tanto anche nell’ergonomia, con i comandi touch che si portano via moltissimi (non tutti, per fortuna) tasti e levette della vecchia Cayenne. Rimangono, e non poteva che essere così, il contagiri al centro della strumentazione e il quadrante dello Sport Chrono nella parte superiore della plancia. Dal punto di vista tecnico, il pianale è l’MLB Evo del Gruppo VW, già utilizzato, tra le altre, per la Panamera.

Come va

Per risposta ai comandi e agilità tra le curve, questo è il SUV più vicino in assoluto a una macchina sportiva, insieme al fratello più piccolo Macan. Lo sterzo, tanto per cominciare, è rapido e capace di comunicare in modo sorprendente quello che sta succedendo sotto le ruote; non come quello di una 911 ovviamente, ma molto più della media dei SUV. E poi ogni minimo movimento delle mani arrivi alle ruote, dando una sensazione di controllo totale, nonostante le dimensioni. Che dire dell’assetto? Non è mai eccessivamente rigido, ma riesce a contenere tutti i movimenti della scocca anche tra le curve più strette, annullando le oltre 2 tonnellate di macchina, grazie anche alle barre antirollio attive, capaci di minimizzare i coricamenti laterali della scocca. Il tutto valorizzato dalla trazione, che è sì integrale ma ripartisce la potenza in modo che al posteriore ne vada un po’ di più e che quindi, la Cayenne, non cambi direzione solo con le ruote davanti ma anche con quelle dietro. A maggior ragione adesso che il retrotreno è a ruote sterzanti, come quello della Panamera. O della GT3 se preferite. Insomma, alle basse velocità e più in generale nel misto, le ruote dietro girano al contrario rispetto a quelle davanti, rendendo ancora più agile la macchina. Il tutto, mentre le sospensioni attive a tre camere danno la sensazione di essere su una vera e propria bolla, mentre il motore e il cambio danno tutta la spinta che serve. E anche molto di più.

Curiosità

Per la prima volta nella storia del modello, la terza generazione di Cayenne è disponibile con pneumatici posteriori più larghi di quelli anteriori. Una caratteristica che la avvicina ancora di più al concetto di macchina sportiva, pur conservando le sorprendenti doti offroad di sempre. Ecco, nel caso siate interessati, attenti appunto alla scelta delle gomme, che potrebbero essere il più grande limite al di fuori delle strade asfaltate.

Quanto costa

Tanto, tantissimo, come è giusto che costi un oggetto pieno zeppo di tecnologia, al top per quello che riguarda il motore e capace di offrire tre macchine in una. Oltre 143.000 euro sono una cifra alla portata di pochi, ma chi se la può permettere difficilmente rimarrà deluso. Per la cronaca, la V6 "base", quella da 340 CV, costa praticamente la metà: 80.550 euro.

La scheda

Motore: 3.996cc V8, biturbo
Coppia: 770 Nm a 1.960 giri-4.500 giri
Potenza: 550 CV a 5.750-6.000 giri
Peso: 2.175 kg
Accelerazione 0-100 km/h: 3,9 secondi (con Sport Plus)
Accelerazione 0-200 km/h: 14,6 secondi (con Sport Plus)
Velocità massima: 286 km/h
Consumo medio (ciclo NEDC): 11,7 l/100 km

 

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Tag: Test , Porsche , auto europee


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