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Retrospettive

pubblicato il 5 novembre 2017

Land Rover Freelander: il primo SUV, vent'anni fa

E’ la prima auto del marchio con telaio monoscocca e il primo segnale di “apertura” alla modernità

Land Rover Freelander: il primo SUV, vent'anni fa
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Nome in codice: Lifestyle. Roba che gli appassionati si metterebbero le mani nei capelli ancora oggi. Immaginatevi oltre 28 anni fa, quando Land Rover significava solo ed esclusivamente offroad duro e puro, ma il top management decide che è il momento di investire in qualcosa di diverso, più accessibile economicamente e più “facile” per i gusti di un automobilista a cui l’offroad interessa, ma fino a un certo punto. Col senno di poi, non si può non ammettere che la decisione di mettersi al lavoro su quella che poi sarebbe diventata la Freelander è la migliore che potesse essere deliberata. Primo, perché permette al marchio britannico di uscire dalla nicchia di mercato in cui si trova, per la natura dei suoi prodotti, fino a quel momento. Secondo, perché prepara il terreno a quella che poi sarebbe diventata la regola di Land Rover negli anni a seguire: innovare, cercare nuovi clienti mettendosi in gioco ogni volta: Range Rover Sport, Evoque e, di recente, Velar, sono alcuni esempi di ciò. Esempi riusciti, peraltro, come testimoniano i numeri di mercato.

Cruciale la vicinanza con Rover

Il legame tra Rover (marchio automobilistico inglese ora nelle mani di Tata, ma momentaneamente nel “congelatore”) e Land Rover è sempre stato abbastanza turbolento. Alla fine degli anni Ottanta, in ogni caso, il rapporto gode di ottima salute e le due aziende collaborano in maniera stretta sotto il “cappello” del Rover Group, comandato da Graham Day. Una vicinanza che permette a entrambi i marchi di avere accesso a economie di scala prima sconosciute e che, di fatto, dà il via al progetto Freelander anche dal punto di vista della fattibilità economica. Detto questo, i contrasti, soprattutto all’interno di Land Rover, sono fortissimi: come si può immaginare, infatti, sono molti gli scettici, quelli che pensano che una macchina del genere possa affossare l’azienda, anche perché tra i punti fermi c’è l’adozione della scocca portante; un vero “affronto” per chi vorrebbe che le cose non cambiassero mai. Il passo per Land Rover è così significativo che, per un certo periodo di tempo, il progetto va avanti senza essere assegnato definitivamente a questo marchio: c’è chi vorrebbe riservarlo a Rover. Se si opta per Land Rover è anche per il maggior prestigio del marchio, che permette di tenere più alti i prezzi e, quindi, assicura margini di guadagno migliori.

Un Cyclone su base Honda

I lavori sul primo SUV Land Rover procedono, ma non esattamente a ritmo spedito, anzi. Da una parte, una situazione finanziaria che non è delle migliori, dall’altra i persistenti dubbi del top management rallentano i processi. La svolta è a opera di Rover Special Products, coinvolta nello sviluppo di quello che da Lifestyle, nel frattempo, è diventato Pathfinder: per dare forma alla loro idea di come dovrebbe essere il nuovo SUV, prendono una Honda Civic Shuttle, ne “tagliano e incollano” pezzi a loro piacimento e si presentano dai grandi capi con quello che passerà alla storia (interna di Land Rover) come Cyclone. L’idea viene accolta con entusiasmo e a questo punto l’accelerazione verso la produzione è repentina. Produzione che viene affidata parzialmente all’esterno: la finlandese Valmet si occuperà infatti di realizzare le scocche, su cui poi assemblare la macchina negli stabilimenti di Solihull.

L’ingresso di BMW


Mentre il team di ingegneri procedeva con la Freelander e la sua industrializzazione, quello al timone del Gruppo concludeva la cessione di Rover e Land Rover a BMW: i tedeschi accolgono con estremo favore la Freelander, perché sono convinti che porterà a un significativo incremento dei volumi senza rovinare l’immagine del marchio. Ovviamente, in quanto nuovi “padroni”, non si astengono dall’apportare qualche modifica al progetto, che grazie anche all’utilizzo della tecnologia CAD/CAM viene decisamente accelerato. Non solo: l’accordo con Valmet salta perché in BMW ritengono più opportuno allestire una nuova linea di produzione a Solihull, con tanto di reparto verniciatura.

Nove anni di carriera per il primo modello

3 porte soft top, 3 porte hard top e 5 porte station wagon: sono queste le tre carrozzerie con cui è disponibile inizialmente la Freelander, mentre i motori sono un 1.8 benzina e un 2.0 a gasolio di origine Rover, con quest’ultimo che viene sostituito da un 2.0 BMW nel 2001. Nello stesso anno arriva anche un 2.5 V6 benzina by Rover con cambio automatico. Tra le soluzione tecniche proposte dal SUV inglese, la più interessante è senza dubbio l’Hill Descent Control: tramite l’utilizzo automatico dell’impianto frenante (dotato ovviamente di ABS) mantiene la velocità nelle discese più difficili in offroad; un dispositivo oggi molto diffuso anche tra i “SUV” a trazione anteriore. Dal punto di vista commerciale, la Freelander piace, i numeri danno ragione a chi l’ha fortemente voluta, ma per Land Rover si sta profilando un altro cambiamento importante: BMW, già nel 2001, decide di venderla - insieme a Rover - agli americani di Ford. Questa incertezza a livello societario, insieme al fatto che Ford non fa di Land Rover esattamente la sua prima preoccupazione, prolunga la vita della Freelander I fino al 2006, quando il modello è decisamente invecchiato rispetto alla sempre più agguerrita concorrenza europea, giapponese e coreana. Nel 2006 arriva dunque la seconda generazione di Freelander, la quale a sua volta è un grandissimo successo. Ma per Land Rover, manco a dirlo, l’incertezza non è finita: nel 2008 viene infatti ceduta da Ford al Gruppo indiano Tata. E qui (gli scongiuri da parte di vuole bene a Land Rover sono comprensibili, anzi condivisibili) inizia la parte più florida della storia del marchio inglese, che allarga la gamma e i volumi a dismisura, si pone sullo stesso livello dei brand premium tedeschi e, per quello che riguarda Freelander, la manda in pensione nel 2015, in favore del Discovery Sport.

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Tag: Retrospettive , Land Rover


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