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pubblicato il 26 ottobre 2017

Dossier Come si Fa

Ruota di scorta, quando c’è e come si usa

Vi spieghiamo tutti i casi in cui il quinto pneumatico è presente e in che modo utilizzarlo

Ruota di scorta, quando c’è e come si usa
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È sempre stata nascosta, trascurata, e in passato per tutte le auto era indispensabile in caso di foratura: parliamo della ruota di scorta, che è un po’ come un animale in via di estinzione, perché sta scomparendo dalle vetture. Assieme a crick e chiave a stella, destinati anche questi nei decenni addietro a restare nel bagagliaio della macchina senza essere utilizzati, se non in situazioni eccezionali. La mitica ruota di scorta è sempre più assente dai veicoli per diverse ragioni; solo per dirne alcune, il quinto pneumatico rappresenta un costo per la Casa automobilistica e per il proprietario della vettura, occupa uno spazio che potrebbe essere utilizzato diversamente ed essendo un peso fa consumare più carburante. Quindi, i Costruttori puntano sul ruotino o su pneumatici runflat, che consente di viaggiare per un tragitto di alcune decine di chilometri anche dopo una foratura. Tuttavia, se l’auto è un po’ datata o comunque ha ancora la ruota di scorta, ecco come si usa.

Tre punti da ricordare

#1. Operazioni da fare nella massima sicurezza. Fermarsi in un luogo il più sicuro possibile. È ovvio che, spesso, la sfortuna si accanisce in quelle situazioni: potrebbe esserci scarsa visibilità, condizioni meteo avverse, vento, freddo, poco spazio a bordo strada. Comunque, si cerchi di posizionare il veicolo su una superficie piana e di evitare i terreni morbidi, come lo sterrato: sotto il peso dell'auto, il cric potrebbe sprofondare. Tirare il freno a mano e inserire una marcia; per le automatiche, inserire la posizione “parking”. Prima di uscire dall’auto, meglio azionare le quattro frecce e indossare il giubbino di sicurezza; dopodiché, posizionare il triangolo.

#2. Svitare i bulloni. Togliere, se c’è, il coprimozzo. Facile a dirsi, non sempre a farsi: svitare i bulloni della ruota. Può darsi che facciano molta resistenza o che chi opera non abbia forza a sufficienza. Una sola certezza: vanno svitati in senso antiorario con l’auto ancora non sollevata da terra, sfruttando il peso del corpo. Utilizzare la chiave a croce o a bussola che c’è nel cofano insieme alla ruota di scorta. Solo dopo aver allentato, ma non estratto del tutto, i bulloni, sollevare la vettura con il cric, che va posizionato nell'apposito punto di appoggio. Il cric dev’essere ben dritto. Sono momenti delicati e oltretutto il guidatore è sotto stress: per tenere alla larga infortuni o altri guai (errori nello smontaggio), occorre consultare il libretto di uso e manutenzione.

#3. La ruota di scorta deve combaciare col mozzo. Lasciare 5 cm circa tra il battistrada e l'asfalto: la ruota di scorta potrà essere montata senza grossi problemi. Sostituire la gomma forata con quella di riserva, assicurandosi che questa sia perfettamente combaciante con il mozzo. Piazzare la ruota di scorta sull'asse. Una volta fissata, avvitare i bulloni a mano senza forzare troppo, fino al bloccaggio. Si segua l’ordine a croce per avvitare i dadi. Se questi sono quattro, si parte dal primo in alto a sinistra, poi il primo in basso a destra, quindi il primo in basso a sinistra, infine il primo in alto a destra. Se sono più di quattro, basta seguire un ordine a specchio: un dado, poi quello che sta di fronte e così via.

Questione di sensibilità

Occhio: se i bulloni sono sporchi, la polvere potrebbe incastrarsi nella sede delle viti. Il serraggio si può completare dopo aver riportato l'auto a contatto con il suolo aiutandosi, ma senza esagerare, ancora con il peso del corpo. Se si stringe troppo forte, si rischia di danneggiare il cerchione e l'asse. Inoltre, sarà difficile svitare i bulloni quando si cambierà nuovamente la ruota. Rimettete il coprimozzo se c’era. Piazzare la ruota bucata nel cofano, insieme al crick e alla chiave a bussola o quella a croce. Attenzione: una volta fissati i dadi, massima cautele e prudenza; meglio far controllare i dadi dopo massimo un centinaio di km. Si considerino le vibrazioni causate dalla circolazione e le voragini delle nostre strade. Comunque, quanto prima, meglio una verifica da un gommista.

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Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , come si fa , manutenzione


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