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Prototipi e Concept

pubblicato il 25 ottobre 2017

Dossier Salone di Tokyo 2017

Mazda Vision Coupé, minimal è bello

Con questo prototipo al Salone di Tokyo prende forma il nuovo "manifesto stilistico" del marchio di Hiroshima

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“Manipolare la luce è la chiave per fare belle macchine”. Non lo dice un illusionista ma Ikuo Maeda, Capo del Design Mazda, uno che con le forme, i riflessi e le belle linee ha dimostrato di sapere il fatto suo come nessun altro giapponese. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: le ultime Mazda sono sempre più belle, vendono di più e i tempi sembrano maturi per alzare l’asticella. La Vision Coupé presentata al Salone di Tokyo, rappresenta il manifesto di questo riposizionamento stilistico che non vedremo fra 5 o 10 anni, ma già entro il 2018. Ed un gran bel vedere…

Minimalismo giapponese

A dispetto del nome questa concept ha le sembianze di una berlina quattro porte sportiva. Ma non bisogna tanto soffermarsi sul tipo di carrozzeria quanto sull’impronta stilistica che Maeda ha pensato per rinnovare il cosiddetto KODO design. Che dunque sarà ancora più pulito nelle forme, levigato e minimale. Nel rispetto della migliore tradizione giapponese di fare le cose. Notate allora come si sviluppano le fiancate che sembrano scavate dal pieno; l’andamento è volutamente convesso per riflettere in modo più incisivo la luce, fermo restando la pulizia della linea. Per ottenere questo particolare risultato, al centro stile hanno lavorato parallelamente sia sul modello di stile in clay che al computer, simulando in digitale l’intensità dei vari riflessi e trovare il punto di luce “giusto”. Un lavoro maniacale.

Contaminazioni positive

Quindi le proporzioni della Vision Coupé strizzano l’occhio al passato di Mazda e in particolare alla Luce Rotary coupé del 1969, un’auto sconosciuta a noi italiani che fa parte dell’heritage “classico” del marchio di Hiroshima. Ma in questa Vision c’è anche un po’ dell'MX-5 di oggi, in particolare nel posteriore, affusolato, sfuggente e comunque elegante. Da notare poi l'originale forma della terza luce di stop che si sviluppa verticalmente e prosegue lungo il tetto. L’abitacolo segue la stessa pulizia progettuale. Impossibile trovare un pulsante fisico, non c’è nulla che possa in qualche modo disturbare la forma della plancia a sviluppo orizzontale mossa esclusivamente dalle cuciture dei rivestimenti in pelle e dalle finiture in legno naturale. E a proposito di “naturalezza”, l’impostazione dell’abitacolo immaginata dai designer dovrebbe consentire al pilota e i passeggeri di sentirsi un tutt’uno con l’auto. Perché secondo Maeda, va bene la tecnologia, va bene anche la guida autonoma, ma “non si possono togliere le emozioni fra noi e l’auto. Le auto devono essere intimamente legate a chi le possiede, come se facessero parte della famiglia”. Un pensiero ispirato, appassionato e appassionante difficile da non condividere. Ecco perchè non vediamo l’ora di vedere in cosa si trasformerà questa Mazda Vision Coupé.

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Autore: Redazione

Tag: Prototipi e Concept , Mazda , car design , tokyo


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