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pubblicato il 24 ottobre 2017

Hyundai Kona, il coraggio di osare

SUV compatto dal look a dir poco vistoso, ma anche hi-tech e dalle grandi ambizioni

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Avete in mente Tucson e la sua sobrietà nelle forme? Kona è l’esatto opposto, perché per debuttare nel segmento dei B-SUV (quelli, per intenderci, di lunghezza intorno ai 4,2 metri), i coreani non volevano un biglietto da visita banale. Non solo: Kona si basa su una piattaforma completamente nuova, che permette non solo di avere anche il 4x4 ma, in futuro, la variante elettrica dall’autonomia, promessa, di circa 500 km. Insomma, se l’immagine è forte, i contenuti lo sono persino di più.

Com’è

Hyundai, come tutti i grandi Gruppi automobilistici, ha diversi centri Stile sparsi per il mondo. Uno in Corea, uno in Europa e uno in California. Da quale dei tre proviene l’idea di un B-SUV così “esotico”? Ovviamente dall’ultimo. Non casuale anche la scelta del nome, perché Kona è una località della Hawaii famosa soprattutto per il surf. Nel dettaglio, il look forte di questa macchina prende la forma dei fari anteriori su due piani (un po' in stile Ctiroen, a dir la verità), del tetto a contrasto e delle grossissime protezioni nere che circondano tutta la macchina. Se le linee della carrozzeria sono forti, quelle dell’abitacolo non sono da meno. La plancia infatti è molto mossa e finiture attorno alle bocchette, al tasto di avviamento del motore e alla base della leva del cambio riprendono il colore della carrozzeria. Su tutto domina lo schermo, che può essere da 5 pollici, oppure, a colori, da 7 o 8 pollici: ovviamente la sua grandezza varia in base alle versioni. Per il resto, le plastiche sono abbastanza dure, ma nelle zone più di “contatto” sono stati messi rivestimenti più morbidi. Quanto ad abitabilità e capacità di carico, voci fondamentali per una macchina così, entrambe sono nella media. Se si parla di spazio per le persone, in 4 adulti si viaggia comodi e il quinto si deve “schiacciare” un po’. Quanto al bagagliaio, offre 361 litri. Non male, ma un’altra new entry come la C3 Aircross non solo parte da più di 400 litri, ma volendo ha anche il divano scorrevole.

Come va

Sportivamente bene: sì, per essere coerenti con l’immagine dinamica della carrozzeria, gli ingegneri hanno messo molta cura nella definizione di un telaio che sappia regalare un buon feeling di guida, nei limiti di quello che comunque è uno Sport Utility. Per la prova mi sono concentrato sulla 1.0 turbo benzina da 120 CV a trazione anteriore: un motore che ha davvero tutto quello che serve, nonostante la piccola cilindrata. La spinta non manca, fin dai bassi regimi, mentre le vibrazioni e il rumore metallico del tre cilindri si fanno sentire solo a bassi giri, se si schiaccia a fondo il gas, oppure al di sopra dei 4.500 giri, soglia che peraltro non serve superare, se non quando proprio si richiede il massimo della spinta. Il vero “limite” di questo motore è dunque il fatto che non si possa avere con il cambio automatico. Si tratta ovviamente di una scelta commerciale, non di un vincolo tecnico, in ogni caso è un peccato, perché una macchina così si usa soprattutto in città. Detto questo il manuale a 6 marce ha innesti abbastanza precisi e, insieme alla vivacità del motore, permette se non di divertirsi nel vero senso della parola, comunque di togliersi qualche piccola soddisfazione. Il merito è dell’assetto, che dà alla Kona una discreta agilità, ma anche dello sterzo, tra i più rapidi e precisi del segmento.

Curiosità

Kona è anche il luogo in cui si svolge il triathlon più famoso al mondo: l’Ironman della Hawaii. Una gara durissima, fatta di nuoto (3,8 km), bici (180 km) e corsa (42,197 km) in sequenza. Una disciplina che richiede capacità di adattamento, quelle che Kona propone con il 4x4, con i sedili (anteriori, a pagamento) riscaldabili oppure rinfrescati e, in futuro, con la trazione elettrica.

Quanto costa

I prezzi partono dai 18.450 euro della 1.0 turbo benzina da 120 CV a trazione anteriore e con cambio manuale. I quattro allestimenti disponibili sono proposti con un sovrapprezzo di 1.800 da uno all’altro, mentre il motore diesel (1.6 da 115 CV) costa 1.700 euro in più ed è già ordinabile, ma arriverà a giugno del 2018. Grazie alla promozione lancio, tutti i prezzi di cui sopra vengono “tagliati” di 3.500 euro. La garanzia? 5 anni a chilometraggio illimitato.

La scheda

Motore: 998cc, tre cilindri, turbo
Consumo medio dichiarato: 5,2 l/100 km
Emissioni di CO2 (dichiarate): 117 g/km
Accelerazione 0-100 km/h:12 secondi
Velocità massima: 181 km/h

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Tag: Test , Hyundai , auto coreane


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