dalla Home

Motorsport

pubblicato il 23 ottobre 2017

Formula 1, perché Horner, Marko e Lauda difendono Verstappen

Il pilota olandese è stato penalizzato di 5 secondi per un sorpasso al di fuori dalle regole, ma...

Formula 1, perché Horner, Marko e Lauda difendono Verstappen

Il gioco delle parti è comprensibile, ma sorprende sempre un po’ assistere alle reazioni (interessate) degli addetti ai lavori della Formula 1, anche davanti all’evidenza. Passi per i piloti, che nel dopo gara impiegano del tempo a tornare su livelli normali di adrenalina, ma i rappresentanti dei team non hanno questa attenuante. Eppure capita di ascoltare commenti che cozzano con la logica che regolamenta un mondo complesso come quello della Formula 1. Il Caso Verstappen ne è un esempio chiaro. Il pilota olandese è stato penalizzato di 5 secondi al termine del Gran Premio degli Stati Uniti per aver superato nel corso dell’ultimo giro Kimi Raikkonen. Verstappen ha compiuto un sorpasso bellissimo, una perla per gli amanti del Motorsport, ma ha tagliato la curva 17 superando con le quattro ruote della sua monoposto la linea bianca che delimitava la pista sul lato interno. Il collegio dei commissari sportivi ha dovuto prendere una decisione scontata, applicando il regolamento sportivo articolo 27.3. “I piloti devono compiere ogni ragionevole sforzo per restare in pista – recita il codice - e non possono deliberatamente lasciarla senza un giustificato motivo.
I piloti saranno giudicati se nessuna parte della vettura rimane a contatto con essa e, a scanso di dubbi, le linee bianche che definiscono i bordi della pista sono considerate parte del tracciato, al contrario dei cordoli. Nel caso in cui una vettura esca dal perimetro della pista, il conducente può rientrare rispettando condizioni di sicurezza e senza ottenere alcun vantaggio”.

Non c’è molto da aggiungere, il regolamento parla chiaro. Se si trae vantaggio uscendo dalla sede stradale (come ha fatto Verstappen) scatta la sanzione. Non ci sono margini di discussioni sulla decisione dei commissari, mentre se ne potrebbe parlare ben di più sulla natura della regola. Per questo sono apparse fuori luogo le dichiarazioni della Red Bull, per bocca di Helmut Marko e Christian Horner: “Per tutto il weekend abbiamo visto monoposto fuori dal tracciato, ma hanno punito solo Max. E’ ingiusto”. “Questa decisione è la peggiore che abbia mai visto – ha aggiunto Niki Lauda – Max non ha fatto nulla di sbagliato. Siamo piloti da corsa, e non siamo in una strada normale, è ridicolo distruggere lo sport con questa decisione. Avevamo chiarito con Jean (Todt) e Charlie (Whiting) che ad esclusione di situazione di pericolo i commissari sportivi non avrebbero interferito. Al prossimo Strategy Group dovremo parlare, perché oggi è stato punito un normale sorpasso”. Il soprasso proprio normale non è stato, almeno secondo quanto recita un regolamento sportivo che sembra essere poco familiare anche a persone che occupano un ruolo di spicco nell’organigramma dei team.

Il punto è questo: i rappresentati di squadre, Federazione Internazionale e Promotori si incontrano regolarmente, nelle sedi dello Strategy Group, della F1 Commission e del Consiglio Mondiale FIA. Si parla sempre di soldi, calendari e regole tecniche, ma non c’è la stessa attenzione per il regolamento sportivo. Così ci vuole un sorpasso nell’ultimo giro del Gran Premio di Austin per scoprire che l’articolo 27.3 vieta quanto fatto da Verstappen, anche se la normativa esiste da molto tempo. Con il risultato che sull’onda emotiva del momento vengono messi sotto processo commissari sportivi che poco hanno a che fare con l’accaduto, perché a far testo è il regolamento. E paradossalmente a lamentarsi sono persone che siedono nella stanza dei bottoni, ovvero coloro che il regolamento possono cambiarlo suggerendo le correzioni alla Federazione Internazionale...

Questa e altre notizie su Motorsport.com.

Autore:

Tag: Motorsport , formula 1


Top