dalla Home

Prototipi e Concept

pubblicato il 23 ottobre 2017

Dossier Concept Dimenticate

Alfa Romeo MiTo GTA, un sogno rimasto tale

Ribassata e con un motore da 240 CV, la bombetta mandò in visibilio schiere di appassionati. E’ rimasta un esemplare unico

Alfa Romeo MiTo GTA, un sogno rimasto tale
Galleria fotografica - Alfa Romeo MiTo GTA ConceptGalleria fotografica - Alfa Romeo MiTo GTA Concept
  • Alfa Romeo MiTo GTA Concept - anteprima 1
  • Alfa Romeo MiTo GTA Concept - anteprima 2
  • Alfa Romeo MiTo GTA Concept - anteprima 3
  • Alfa Romeo MiTo GTA Concept - anteprima 4
  • Alfa Romeo MiTo GTA Concept - anteprima 5
  • Alfa Romeo MiTo GTA Concept - anteprima 6

Otto anni fa le comunità online sul tema delle quattro ruote non erano numerose e frequentate come quelle oggi. I forum stavano crescendo e con essi il numero di iscritti, alla ricerca di stanze virtuali in cui parlare di novità, tecnica e anteprime “rubate”. Gli amministratori di queste piazze online magari ricordano ancora una mattina del febbraio 2009, quando arrivarono senza preavviso da Valencia le immagini di una cattivissima Alfa Romeo MiTo, fotografata da un appassionato come tanti altri nel corso di una sessione fotografica: in quel momento i server vacillarono e migliaia di persone in tutta Italia fantasticarono senza freni sull’auto misteriosa. Quel modello era il prototipo della MiTo GTA, utilitaria da 240 CV che scatenò (inutilmente) tutti i simpatizzanti del costruttore milanese, da tempo in attesa di una rivale delle Mini Cooper S JCW e Renault Clio RS.

Assetto ribassato e tanta fibra di carbonio

L’Alfa Romeo MiTo GTA venne mostrata al grande pubblico alcune settimane più tardi, al Salone di Ginevra. La reazione del pubblico fu esplosiva: lo stand del Biscione venne prese d’assalto e tutti ne uscirono con la sicurezza di aver appena visto una bombetta dal sicuro avvenire, più bassa e cattiva della normale MiTo, criticata fin dall’esordio per colpa del frontale morbido e poco aggressivo. La GTA invece emana grinta da ogni lato: le prese d’aria maggiorate e il fascione più sagomato hanno il merito di incattivire il frontale, l’assetto ribassato di 2 cm rende più filante la sagoma laterale e il doppio terminale di scarico centrale dà ben altro slancio alla coda, dove si trova anche un piccolo alettone in fibra di carbonio, lo stesso materiale utilizzato per il tetto. Il colore bianco perla della carrozzeria non richiama le vecchie Alfa GTA (rosse come vuole la tradizione delle sportive italiane), ma è un dettaglio su cui nessuno ha avuto da obiettare.

Il motore arriva dalla 4C

Le novità per la carrozzeria e l’assetto erano meno profonde di quelle studiate per migliorare il comportamento di guida, area in cui le Alfa Romeo GTA hanno sempre spiccato. Non è un caso infatti che il Biscione abbia utilizzato la fibra di carbonio per tagliare i pesi e avvicinare il baricentro a terra, in maniera da rendere l’auto più agile e reattiva: GTA infatti vuole dire Gran Turismo Alleggerita e la MiTo non può tradire questa filosofia. I tecnici del Biscione hanno lavorato anche sulle sospensioni, dotando quelle anteriori di nuovi bracci in alluminio e quelle posteriori di boccole specifiche. Entrambe sono controllabili in maniera elettronica. Il motore è lo stesso quattro cilindri turbo da 1.750 cc e 240 CV della sportiva 4C, anche se l’Alfa Romeo non ha rivelato di quali prestazioni è capace. La MiTo GTA è rimasta purtroppo solo un modello di stile.

Scegli Versione

Autore: Redazione

Tag: Prototipi e Concept , Alfa Romeo , auto italiane , car design


Top