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Attualità

pubblicato il 19 ottobre 2017

Dossier Multe e Ricorsi

Rottamazione vecchie multe, il bis per decreto

Verbali non pagati, c’è ancora tempo per gli sconti sulle cartelle esattoriali

Rottamazione vecchie multe, il bis per decreto

Ricordate la rottamazione delle multe? Funziona in modo semplice: protagonisti sono i verbali per infrazioni al Codice della Strada, che non sono stati pagati dagli automobilisti entro 60 giorni dalla notifica effettuata dal Comune. In casi del genere, l’amministrazione tenta di recuperare i crediti tramite l’ente riscossore (ieri era Equitalia, oggi l’Agenzia delle Entrate - Riscossione): il proprietario della vettura riceve una cartella esattoriale che include il doppio della contravvenzione, più sanzioni di diverso genere. Con la rottamazione del Governo non si pagano gli interessi e le maggiorazioni sulle cartelle esattoriali per vecchie multe da Codice della Strada e si rateizza il debito: una procedura che si chiama definizione agevolata e che però aveva un limite temporale. Adesso, è stata prorogata, come segnala Poliziamunicipale.it. E quindi chi ha debiti coi Comuni può ancora approfittarne.

C’è tempo fino al 30 novembre

Infatti, la rottamazione delle vecchie multe ha adesso il bis per legge: sulla Gazzetta Ufficiale del 16 ottobre scorso è stato pubblicato il decreto legge 148 “Disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili”. L’articolo 1, comma 1 dispone che i termini per il pagamento delle rate, in scadenza nei mesi di luglio e settembre di quest’anno sono fissati al prossimo 30 novembre. Così, viene consentito al debitore di effettuare entro quella data il pagamento delle rate della definizione agevolata dei carichi scadute a luglio e a settembre. In questo modo i contribuenti che per errori, disguidi o mancanza di liquidità non avevano potuto effettuare i versamenti vengono riammessi alla rottamazione senza addebiti.

Seconda buona notizia

Il decreto dà inoltre la possibilità di accedere alla definizione agevolata dei carichi ai debitori che in precedenza si erano visti respingere le istanze perché non in regola con il pagamento delle rate, in scadenza al 31 dicembre 2016, dei piani di dilazione in essere al 24 ottobre 2016. Basta presentare istanza all’agente della riscossione entro il 31 dicembre prossimo. I contribuenti interessati dovranno versare entro il 31 maggio 2018 le rate non corrisposte dei piani di dilazione. Occhio però: in caso di mancato versamento, si blocca tutto.

Raggio d’azione più ampio

E c’è una terza novità: si amplia il raggio d’azione della definizione agevolata che potrà essere applicata anche ai carichi affidati all’agente della riscossione dal primo gennaio al 30 settembre di quest’anno (la precedente rottamazione comprendeva i carichi fino al 31 dicembre 2016). Il contribuente dovrà presentare domanda entro il 15 maggio 2018 e il pagamento delle somme dovute dovrà essere effettuato in un numero massimo di 5 rate di pari importo nei mesi di luglio, settembre, ottobre e novembre 2018 e febbraio 2019.

Attenzione alle ganasce fiscali

È bene ricordare che, se la cartella esattoriale per una vecchia multa non viene pagata, scatta il fermo amministrativo dell’auto: si legga Ganasce fiscali, quando scattano e “come si tolgono”. Anzitutto, l’Agenzia delle Entrate - Riscossione invia a casa del cittadino un preavviso di fermo amministrativo. Dopodiché, l’automobilista ha 30 giorni per prendere una decisione: se non paga il vecchio debito, ecco il fermo. I motivi per opporsi alle ganasce fiscali sono essenzialmente due: il riscossore non ha inviato il preavviso di fermo oppure nessuna multa è mai stata inviata in modo corretto a casa del proprietario dell’auto entro 90 giorni dall’accertamento della violazione (si tratta delle multe tardive nulle).

Autore: Redazione

Tag: Attualità , multe


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