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Mercato

pubblicato il 26 marzo 2008

Premier Automotive Group

Con la cessione di Jaguar e Land Rover si chiude un ciclo

Premier Automotive Group

Il sipario è calato definitivamente sul Premier Automotive Group. O quasi. Con la vendita di Jaguar e Land Rover al colosso indiano Tata se ne sono andati gli ultimi pezzi di quel "polo del lusso" targato Ford nato negli anni novanta sotto la spinta dell'allora presidente Jac Nasser. In realtà questo è solo l'ultimo atto di uno sfaldamento suggellato dalla cessione di Aston Martin, venduta per 848 milioni di dollari lo scorso anno, dai conti perennamene in rosso del marchio del giaguaro, ma soprattutto dall'uscita di scena dell'ex numero uno di Ford che aveva puntato sull'aggregazione dei marchi premium, come Volvo e Lincoln per il mercato americano. Il progetto originario prevedeva un struttura unica che avrebbe portato ad un coordinamento della rete di distribuzione,all'unificazione delle attività di back office e amministrative con evidenti vantaggi economici. Quel piano, però, non andò mai in porto e nel 2002 l'abbandono Wolfgang Reitzle, responsabile del PAG ed ex top manager di BMW, ne accelerò il declino. Anno dopo anno i bilanci hanno segnato perdite record, salvo recuperare nell'ultimo anno di esercizio, il 2007.

E se Volvo, che è bene ricordare gode di ottima salute, conta per il 7% delle vendite complessive di Ford i due marchi inglesi, Land Rover e Jaguar appresentavano rispettivamente il 3 e l'1%. Lo shopping del giaguaro è costato carissimo alla casa americana: pagò 2.5 miliardi di dollari nel 1989, ai quali vanno aggiunti gli investimenti effettuati in questi anni. E il mercato ha punito duramente la perdita d'identità di una leggenda dell'automobilismo mondiale: basti pensare che la la vecchia generazione di X-Type aveva il motore e molte altre parti derivate dalla Mondeo. Per non parlare poi del fallimentare debutto della versione station wagon, un colpo al cuore per i puristi e non solo.
Discorso molto diverso per la Land Rover che in termini di vendite va e grazie all'innesto di nuovi prodotti ha completamente rinnovato la gamma. Nella galassia Ford il marchio inglese entra nel 2000, in seguito allo "spacchettamento" del gruppo Rover. Le cronache dell'epoca ci dicono che il gigante a stelle strisce sborsò qualcosa come 3 miliardi di dollari a BMW, che nel frattempo si tenne in dote il brand Mini.

Insomma di errori strategici a Detroit ne hanno fatti tantissimi in questi anni e forse per tutti gli appassionati l'ingresso del gruppo Tata è un sospiro di sollievo.

Autore: Davide Barcarelli

Tag: Mercato


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