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pubblicato il 6 ottobre 2017

Anas, investimenti da 29,5 miliardi di euro per le strade

Il nuovo Piano attiva interventi sul 60% della rete stradale in gestione lunga 26.000 km

Anas, investimenti da 29,5 miliardi di euro per le strade

Un Piano investimenti da 29,5 miliardi di euro: lo ha appena presentato l'Anas. Gli interventi previsti nell'arco dei 5 anni riguardano per 23,4 miliardi la nuova appaltabilità e 6,1 miliardi per lavori in fase di attivazione e in corso di esecuzione. Si va dalla manutenzione straordinaria alla messa in sicurezza, passando per per nuove opere, fino al ripristino della viabilità statale e locale danneggiata dal sisma del 2016 del Centro Italia. Più della metà del denaro va a Sud e Isole, un quarto al Centro Italia e il restante al Nord. Gli interventi riguarderanno 16.000 km circa, pari al 60% della rete Anas che arriva a 26.000 km.

Fra gli obiettivi, meno incidenti

Le priorità di intervento delle nuove opere sono state individuate sulla base di criteri come la redditività dell'infrastruttura, calcolata sul risparmio in termini di incidentalità, di tempi di percorrenza e di costi connessi alla realizzazione dell'opera. Incide anche la rilevanza nel completamento degli itinerari stradali. Importanti pure i benefici sul fronte del collegamento intermodale con altri nodi trasportistici come porti, aeroporti e ferrovie. Invece, per quanto riguarda la manutenzione straordinaria, la programmazione tiene conto dei fabbisogni della rete: il piano interviene su tratte con volumi di traffico medio giornaliero superiori di oltre il 50% rispetto alla media nazionale e dove si concentra l'80% di sinistri.

In futuro

Questo consentirà significativi miglioramenti sulla sicurezza della circolazione e sui tempi di spostamento. Un risparmio stimato in 15 miliardi di euro per l'intera vita utile dell'infrastruttura. Senza contare i benefici a livello assicurativo: meno sinistri significa tariffe Rc auto più basse. E in futuro l'ingresso di Anas nel gruppo Ferrovie dello Stato Italiane farà nascere un polo di 75.000 dipendenti, con fatturato di 10 miliardi di euro, e una capacità di investimenti pari a 7 miliardi di euro. L'operazione genererà, spiegano in Anas, il "campione nazionale" nelle infrastrutture trasportistiche, e ridurrà il gap infrastrutturale del Paese.

Qualche criticità

Tuttavia, il M5S solleva qualche critica al Piano Anas, evidenziando i nodi ancora da sciogliere: il contenzioso gravante sull'Anas, un debito di 13 miliardi complessivi. Inoltre, ricordano i grillini, per perfezionare la fusione, manca la perizia del ministero dell'Economia che ne escluda un impatto negativo sulla finanza pubblica. In più, il presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, ha inviato una lettera al ministero dei Trasporti, ricordando che per gli accordi quadro valgono le regole generali del nuovo codice appalti: c'è l'obbligo di fare le progettazioni esecutive prima delle gare. "Per ora è solo una lettera. - ha osservato il presidente Anas, Gianni Vittorio Armani - Dobbiamo capire l'impatto sulle gare in corso e se il ministero recepirà questa interpretazione giuridica nei decreti attuativi. Ma è chiaro che se dobbiamo fare i progetti esecutivi prima, anche per rifare le pavimentazioni e gli impianti tecnologici, allora lo strumento dell'accordo quadro muore, non avrebbe più senso, perderebbe tutti i vantaggi che ci ha dato negli ultimi due anni in termini di flessibilità e velocità di intervento".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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