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pubblicato il 10 ottobre 2017

Audi A8, l’ammiraglia che sorprende

E non con la tecnologia, perché quella ti aspetti che sia al top: la A8 sorprende su strada…

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Fra le ammiraglie tedesche, è la più giovane: la prima A8 è del 1994. Questa, la quarta generazione, conferma però di non avere nulla da invidiare alle rivali, perché il livello tecnologico, qualitativo e di lusso raggiunto dalla nuova Audi A8 lascia letteralmente a bocca aperta. Lunga ben 5,17 metri (5,3 quella a passo lungo), in Italia è una nicchia di mercato, ma al di là dei numeri di vendita macchine come queste sono interessanti perché racchiudono un po' di futuro.

Com'è

Dell'estetica vi ha già parlato Alessandro in occasione della presentazione statica. Per quello che mi riguarda, dico che vista su strada la A8 spicca davvero su tutte le altre macchine. Le dimensioni fanno la loro parte, certo, ma molto ce lo mettono anche alcuni elementi molto marcati, come per esempio l'enorme calandra. Può piacere o meno, ma di sicuro si fa notare. Molto appariscente, soprattutto di sera, anche la striscia luminosa posteriore, con luci LED e OLED che non solo catturano l'attenzione ma sono anche garanzia di essere visti da lontanissimo. Per il resto, la linea ricalca un po' la filosofia A8, con volumi ben definiti e tetto ad arco. La vera rivoluzione è dentro, dove gli schermi touch o comunque piatti, a colori e in alta definizione dominano tutto. Sull'esemplare in prova ne ho contati ben 6, tre davanti e tre dietro. In questo campo Audi ha dunque stravolto la sua filosofia, eliminando quasi completamente i tasti fisici in favore di comandi touch a tutta grandezza. Se penso alla vecchia A8 questa pare avanti di qualche decennio, ma forse non tutti si troveranno bene a dover togliere gli occhi dalla strada - anche se solo per qualche frazione di secondo - per passare da una funzione all'altra. E magari non a tutti piaceranno le ditate, ben visibili a schermi spenti. Non solo: non è detto che a tutti piaccia lo schermo stile smartphone al posto dei comandi fisici in metallo. Primo perché un pezzo di acciaio o alluminio, se ben lavorato, ha un fascino tutto suo. Secondo perché adesso questi schermi sono il top della tecnologia, ma non è detto che lo siano anche tra 4/5 anni.

Come va

Potrà anche sembrare una contraddizione, ma la A8 ve la voglio raccontare prima di tutto per come va in curva: sorprendentemente bene. Ovvio, si tratta di un'ammiraglia grande e grossa e progettata per il massimo comfort, per cui non bisogna aspettarsi reazioni da go-kart. Ma lo sterzo dinamico, molto diretto quando si va piano e più graduale al crescere della velocità, insieme alle ruote posteriori sterzanti, la fanno sembrare molto più piccola e leggera di quello che è. Come se non bastasse, il differenziale sportivo (optional), che ripartisce la coppia tra le ruote posteriori, agevola gli inserimenti in curva inviando più coppia alla ruota esterna. Insomma ci sono poche macchine così belle da guidare, dove con belle non si intende emozionanti ma capaci di regalare un appagamento totale dei sensi, grazie ai materiali di primissima qualità, all'isolamento da ogni fonte di disturbo e alla sensazione di controllo. Il tutto, come detto, accompagnato dalla piacevole sensazione che l'elettronica è sempre lì pronta, prontissima a correggere o prevenire ogni errore. La A8 riesce quindi a sembrare piccola e leggera, quasi sportiva nello stretto, offrendo il comfort totale di ogni ammiraglia quando si va più forte. Non è un miracolo ma il frutto lavoro combinato della sterzata integrale, di cui vi ho già parlato, e delle sospensioni attive AI che lavorano grazie alla rete elettrica a 48 Volt. In pratica, in base alle richieste del guidatore e delle condizioni di guida, alzano o abbassano ogni ruota separatamente tramite attuatori elettrici, oltre a offrire gradi di rigidità variabili.

Curiosità

L'handling della A8, ottimo, è qualcosa a cui in Audi tengono particolarmente, nonostante l'accento sia stato messo sulla tecnologia e sui sitemi di sicurezza. Lo dimostra il fatto che l'esemplare da me guidato, una 50 TDI, montasse niente meno che pneumatici Michelin Sport Cup 4, molto sportivi.

Quanto costa

Inevitabilmente tanto. Si parte da quasi 94.000 euro, ma la cifra è assolutamente proporzionata a quanto offerto, anche perché questa non è la classica ammiraglia da lasciare sempre e solo al proprio autista (o ai sistemi elettronici, quando la legge lo permetterà), ma una macchina che ama essere guidata. Almeno quando la strada merita.

La scheda

Motore: 3.0 turbodiesel
Consumo medio: 5,6 l/100 km
Emissioni CO2: 145 g/km
Accelerazione 0-100 km/h: 5,9 secondi
Velocità massima: 250 km/h

Scheda Versione

Audi A8
Nome
A8
Anno
2017
Tipo
Premium
Segmento
lusso
Carrozzeria
3 volumi
Porte
4 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Audi , auto europee


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