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Curiosità

pubblicato il 28 settembre 2017

Dossier #sapevatelo

Playboy, per il nome della rivista Hugh Hefner si ispirò alle auto

La Playboy Automobile Company, fondata nel 1946, ebbe vita breve e costruì 97 prototipi di un'utilitaria mai nata

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Mercoledì notte è scomparso nella sua casa di Los Angeles il celebre editore Hugh Hefner, che fondò nel 1953 la rivista Playboy e ridefinì i canoni della cultura sessuale e dell’immaginario erotico in tutto il mondo. Playboy rimane ancora oggi un punto di riferimento per i servizi fotografici di nudo femminile, a cui affianca servizi su politica, moda, sport, fenomeni di costume e motori, compreso un sondaggio per eleggere l’auto più sexy dell’anno. In pochi sanno però che il nome Playboy è stato usato in precedenza da un costruttore di auto, la Playboy Automobile Company, una piccola azienda fondata a Buffalo che realizzò 97 vetture fra il 1946 e il 1949 (prima di dichiarare bancarotta nel 1951). La Playboy car non è quindi la Fiat 124 Spyder consegnata l’anno scorso alla Playmate of the Year, ma una vettura di cui oggi non si ricorda quasi più nessuno.

La Playboy Automobile Company venne fondata da Louis Horwitz, Charles D. Thomas e Norman Richardson, all’epoca venditore di auto, ingegnere alla Pontiac e meccanico, che avevano l’intenzione di creare una piccola e sfiziosa utilitaria per soddisfare l’enorme domanda di mezzi privati alla fine della Seconda Guerra Mondiale. L’auto era lunga 4,00 metri e aveva un motore a 4 cilindri da 40 CV, pesava circa 850 chili e poteva ospitare all’interno 3 passeggeri, ma aveva anche il plus del tettuccio ripiegabile: la carrozzeria poteva trasformarsi così da berlina a convertibile. L’obiettivo di Horwitz, Thomas e Richardson era mettere in vendita l’auto a 1.000 dollari, ma i tre non riuscirono a trovare le coperture finanziarie e alzarono bandiera bianca dopo aver provato a vendere l’azienda (senza riuscirsi). La Playboy costruì 97 prototipi dell’auto. Ne rimangono 49, stando al sito Playboy Motor Cars, anche se soltanto 15 sono in condizioni dignitose.

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , auto americane


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