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pubblicato il 26 settembre 2017

Il CEO di Uber si scusa per gli errori commessi a Londra

Dopo il mancato rinnovo della licenza il boss del servizio di noleggio con conducente prova a ricucire lo strappo

Il CEO di Uber si scusa per gli errori commessi a Londra

“Cari londinesi, vogliamo ringraziare tutti quelli che usano Uber per il vostro sostegno nei giorni scorsi. È stato bello sentire le storie di come Uber vi abbia migliorato la vita in questa città: dagli autisti che usano la nostra app per mantenersi, agli utenti che si affidano a noi per rientrare a casa dopo una serata fuori”. Inizia così la lettera firmata con la quale Dara Khosrowshahi, CEO di Uber, si scusa con tutti i londinesi per gli errori commessi in passato e che hanno portato alla decisione da parte dell’amministrazione cittadina di non rinnovare la licenza alla società statunitense. Un tentativo per ricucire lo strappo e che, se non dovesse andare a buon fine, vedrà la cessazione del servizio Uber a Londra a partire dal prossimo 1° ottobre.

Scuse con ricorso

“Sebbene Uber abbia rivoluzionato il modo in cui le persone si spostano nelle città del mondo, è altrettanto vero che abbiamo fatto delle cose sbagliate, strada facendo. A nome di tutti quelli che lavorano a Uber nel mondo, voglio scusarmi per gli errori che abbiamo commesso”, continua la lettera firmata da Khosrowshahi e pubblicata oggi dal quotidiano britannico Evening Standard. “Faremo appello contro questa decisione in nome dei milioni di londinesi, ma lo faremo anche con la consapevolezza che dobbiamo cambiare. Come nuovo CEO di Uber, è mio compito aiutare Uber a scrivere il suo prossimo capitolo. Non saremo perfetti, ma vi ascolteremo, cercheremo di essere partner a lungo termine con le città che serviremo e gestiremo il nostro business con umiltà, integrità e passione”. C’è quindi la conferma di come Uber abbia intenzione di opporsi alla decisione della TFL (Transport for London, l’azienda dei trasporti della capitale inglese), aggiungendo un “mea culpa” per quanto riguarda le sue mancanze: mancata segnalazione di reati, pochi controlli sul passato degli autisti e mancanza dei certificati medici necessari.

Supporto dal basso

Intanto circa 750.000 persone hanno firmato una petizione con la quale si chiede al sindaco di Londra, Sadiq Khan, mentre metà dei 40.000 autisti Uber hanno scritto direttamente all’ufficio del primo cittadino. Dall’altra parte i tassisti hanno chiesto di modificare la legge, per evitare così che Uber possa trovare una scappatoia per continuare ad operare nonostante lo “stop” imposto pochi giorni fa. Da par sua il sindaco ha dichiarato alla radio della BBC: “Nella mia mente è chiaro che Londra debba essere un luogo adatto alle nuove tecnologie, un posto dove posso nascere nuove aziende, ma tutte devono giocare secondo le regole”.

[Foto: ft.com]

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Tag: Attualità , uber


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