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pubblicato il 22 settembre 2017

Dossier Assicurazioni

Tariffe Rc auto in aumento... anzi in calo

Polemiche e voci discordanti sui prezzi delle assicurazioni per le vetture

Tariffe Rc auto in aumento... anzi in calo

È polemica sulle tariffe Rc auto. A gettare benzina sul fuoco è il portale Facile.it secondo cui negli ultimi 12 mesi, da agosto 2016 allo stesso mese del 2017, i prezzi Rca hanno subìto un rincaro medio del 13%, arrivando a una media di 578 euro l’anno. In particolare, sono come sempre gli automobilisti residenti in Campania a pagare polizze care come il fuoco: 989,91 euro annui, con un’impennata record del 21%. A livello provinciale, maglia nera a Caserta (1.065 euro) e Napoli (1.041 euro), da sempre problematiche in fatto di incidenti e truffe Rca (vedi qui la questione meridionale), con ripercussioni negative anche per il noleggio auto. Fortissime le Rca anche a Prato (960 euro). Chi invece spende meno è il guidatore a Pordenone, con 386 euro. Stando a Diego Palano, responsabile business unit assicurazioni Facile.it, "una delle cause dei rincari è l’aumento complessivo del numero di sinistri: secondo i dati ufficiali nel 2016, gli incidenti con lesioni a persone sono cresciuti dello 0,7% e anche i primi dati 2017 parlano di una preoccupante impennata dei sinistri mortali".

Ania: prezzi Rca in discesa su dati Ivass

Ma l’Associazione delle assicurazioni Ania la pensa diversamente. Negli ultimi 4 anni, evidenzia, i prezzi Rca hanno beneficiato di una riduzione del 25%. Nel 2016, inoltre, il prezzo medio per contratto è stato di 423 euro con un calo del 6% rispetto al 2015. L’Ania non nomina Facile.it né altri, tuttavia la "risposta" dell’Associazione arriva proprio mentre sul web si infiamma la discussione sui (presunti) rialzi tariffari. Proprio per questo, le compagnie fanno notare che le loro elaborazioni si basano su dati Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni). Il mercato Rca riguarda 40 milioni di italiani: la rilevazione dell’authority si basa su un campione di 8 milioni di contratti che vengono seguiti alle relative scadenze e rinnovi.

L’Ania sui propri dati

Inoltre, gli stessi dati in possesso dell’Ania sono in linea con quelli dell’Ivass: nel giugno 2017, il prezzo medio Rca è di 434 euro, in calo del 3% rispetto a giugno 2016. La rilevazione si riferisce a un campione dell'85% del mercato ed è in linea con quello dell’Istituto di vigilanza. Altra nota polemica dell’Ania: le rilevazioni, devono far riferimento a dati ufficiali e ai prezzi Rca puri, base, "escludendo altre eventuali clausole assicurative aggiuntive. A queste indagini ufficiali, si contrappongono ormai da tempo altre rilevazioni poco attendibili che si basano su un campione non rappresentativo e sui dati raccolti da preventivi effettuati online. Questi spesso non si concretizzano in contratti veri e propri rimanendo semplici simulazioni". Stoccata finale: "Queste rilevazioni, se pubblicate e divulgate attraverso i mezzi di comunicazione, generano disinformazione e destabilizzano il mercato".

Basta un nonnulla

Un problema di vecchia data, come potete leggere qui, e ci sono le premesse perché si ripetano in futuro. È che basta un niente a spostare l’ago della bilancia: un profilo di un assicurato ad alto rischio incidente a Napoli fa schizzare in alto il prezzo medio; quello di un automobilista in prima classe di merito a Bolzano raffredda la media. Rimane un dato inconfutabile: in Europa, eravamo e siamo gli automobilisti che pagano di più, nonostante una cascata di normative che cambiano in continuazione il mercato Rc auto, specie a livello di risarcimenti. Per non parlare della norma appena introdotta sui testimoni dalla legge Concorrenza, molto discutibile perché complica maledettamente le precedure: vedi qui.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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