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pubblicato il 21 settembre 2017

Telematica e flotte aziendali, coppia vincente

Pro e contro della diffusione sulle auto aziendali di scatole nere e altri dispositivi simili

Telematica e flotte aziendali, coppia vincente

Auto aziendali: come prevenire furti e appropriazione indebite? Come gestire rapidamente gli incidenti? E in che modo verificare i consumi di carburante? La risposta sta nella telematica, ossia nella scatola nera. Infatti, già ora quasi tutte le grandi aziende si affidano alle soluzioni offerte dai noleggiatori e il 60% sta valutando di aumentare la propria dotazione di intelligence sul parco auto. È quanto emerge dalla rcerca "La telematica sale a bordo delle flotte aziendali", promossa da Top Thousand, l’Osservatorio sulla mobilità aziendale composto da Fleet e Mobility Manager di grandi aziende. Il guaio è che, secondo gli ultimi dati Aniasa (Associazione nazionale industria dell’autonoleggio e servizi automobilistici), furti e sinistri causano al solo settore del noleggio a lungo termine perdite, rispettivamente, di 46,6 milioni e 285 milioni di euro. Che vengono limitati dalla telematica. In quanto alla verifica del carburante, si raggiunge il duplice obiettivo di promuovere una coscienza più ecologica e incrementare la sensibilità verso la sicurezza. Il 31% del campione, infine, ne apprezza i vantaggi in termini di saving sui premi assicurativi garantiti dalla dotazione di black box: Rc auto e polizze accessorie costano meno perché con la scatola nera le compagnie hanno maggiore controllo dello stile di guida del driver.

Oltre 50.000 veicoli sotto la lente

Lo studio ha preso in considerazione una flotta campione di 60 grandi aziende appartenenti a diversi settori (ascensori, cosmetici, chimica, servizi logistici) per un totale di oltre 53.000 veicoli, di cui l’84%, 44.500, gestiti con la formula del noleggio a lungo termine (il 7% del parco circolante in locazione in Italia); focalizza particolarmente l’attenzione sull’utilizzo delle scatola nera. Che registra non solo la dinamica degli incidenti (vedi qui), ma pure numerose altre informazioni preziose per i fleet manager. In accordo con i driver.

Quale futuro

Ma a quali altre funzionalità sono maggiormente interessati i gestori di flotte? Il 15% indica tra i servizi più attesi il controllo dello stile di guida del driver, mentre il 12% è interessato al monitoraggio dell’uso, della manutenzione e delle emissioni del veicolo. Degna di nota anche la percentuale di quanti segnalano come priorità del supporto telematico la possibilità di lanciare SOS in caso di allarme in caso di avarie tecniche, crash, ma anche in situazioni di pericolo.

Però occhio alla privacy

C’è tuttavia il rovescio della medaglia: il problema della tutela della privacy del dipendente o collaboratore con l’auto aziendale. Grazie alla "silenziosità" di gran parte delle black box che non trasmettono di continuo dati all’azienda, ma solo al provider dei servizi in determinate situazioni (incidente, emergenza), i driver non percepiscono negativamente la presenza della telematica a bordo della propria vettura (il 49% di loro ha anche un approccio positivo) e ne apprezzano i vantaggi in termini di sicurezza. Per vincere le diffidenze iniziali, nella maggior parte dei casi le aziende hanno fatto ricorso a una esaustiva informativa interna (39%), in altri casi hanno informato l’ispettorato del lavoro (10%), oppure raggiunto un accordo con le rappresentanze sindacali (22%).

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , flotte aziendali


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