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Curiosità

pubblicato il 19 settembre 2017

Aston Martin Valkyrie e Mercedes-AMG Project One, la sfida oltre i 2.000 (CV)


Per ora, il confronto è a ruote ferme. Protagoniste, le due auto “stradali” più vicine di sempre alla F1

Aston Martin Valkyrie e Mercedes-AMG Project One, la sfida oltre i 2.000 (CV)
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Sono più i cavalli dei loro motori (o Power Unit) che gli esemplari che ne verranno prodotti. Per questo, Aston Martin Valkyrie e Mercedes-AMG Project One fanno discutere e appassionano, esaltano e dividono, fanno nascere confronti “platonici”, a ruote ferme. Poco importa se i pochi, pochissimi fortunati che se le potranno comprare, facilmente se le prenderanno tutte e due, senza stare a perdere troppo tempo con l’analisi dei dati tecnici; e senza contare che magari nemmeno le useranno, queste meraviglie a quattro ruote. Sì, avete letto bene: spesso il destino di questi oggetti è quello di stare al chiuso, in (buona) compagnia di auto e moto di pari livello, ma a motore spento. Accendiamo la fantasia dunque. E buon divertimento.

Il design

Project One (presentata al Salone di Francoforte) e Valkyrie, sono entrambe stradali, ma se la prima - per quanto estrema - conserva comunque un che di “civile”, la seconda sembra uscita da un film di fantascienza. Come sempre, i gusti sono gusti, ma se dovessimo scegliere quale delle due è più azzeccata, la risposta sarebbe sicuramente Aston Martin, perché il muso della Mercedes, oltre a essere un po’ troppo voluminoso, potrebbe anche sembrare quello di una Koenigsegg; il che non è un male, ma toglie personalità (stilistica) alla Project One. Inoltre, se “F1 stradale” dev’essere, che lo sia fino in fondo: la Valkyrie, con quel mega tunnel che passa sotto alla vettura (visibile sia da davanti sia da dietro), dà proprio l’idea di essere stata disegnata da un progettista della massima formula. Cosa peraltro vera, visto che ci ha messo lo zampino niente meno che Adrian Newey, il genio che ha partorito le Williams, le McLaren e le Red Bull vincenti degli ultimi 20 anni circa. Un elemento molto “F1 style” che invece può vantare la tedesca nei confronti dell’inglese è l’airbox posizionato sopra alla cellula dell’abitacolo.

La meccanica

I dettagli sulla Valkyrie sono ancora sconosciuti, ma da quello che è trapelato dovrebbe essere spinta da un V12 aspirato 6.5 da 800 CV, coadiuvato da un sistema di recupero dell’energia che porta il totale a circa 1.000. Risultato: un CV per ogni kg di peso. Musica per le orecchie degli appassionati, ma forse, trattandosi di oggetti che si spingono verso l’esasperazione, qui la Mercedes “vince”. Certamente il suo V6 1.6 turbo rischia di apparire afono rispetto al V12 della rivale, ma sapere di avere dietro le spalle la stessa Power Unit che ha portato Nico Rosberg alla conquista del Mondiale 2016 ha un fascino tutto suo, impareggiabile, al di là dei discorsi sull’efficienza dell’ibrido (e dei 25 km di autonomia elettrica), che in casi come questo lasciano il tempo che trovano. Esalta di più sapere che il V6 spinge fino a 11.000 giri e che ci sono quattro motori elettrici al suo servizio: uno collegato direttamente al motore, uno che alimenta la turbina e due (da 161 CV ciascuno) che muovono le ruote anteriori.

A bordo come veri piloti

Una volta dentro, sulla Mercedes è un attimo sentirsi Nico Rosberg, Lewis Hamilton o Waltteri Bottas; allo stesso modo, sull’Aston Martin ci si potrebbe calare nei panni di Max Verstappen o di Daniel Ricciardo. Un po’ per la fibra di carbonio sparsa ovunque, molto per i volanti che sono delle vere e proprie centrali di gestione dei complicatissimi sistemi di trazione, telaio e trasmissione. A differenza degli abitacoli delle monoposto, qui ci sono però diversi schermi (ovviamente touch), oltre ovviamente al sedile del passeggero.

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Tag: Curiosità , auto europee , auto inglesi , formula 1 , francoforte


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