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pubblicato il 15 settembre 2017

Ford F-150 Raptor, un sogno che resterà tale

Il pick-up per definizione nella sua versione più estrema: da noi non arriverà, ma l’abbiamo provato comunque

Ford F-150 Raptor, un sogno che resterà tale
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Da come si parla oggi di automobili sembrerebbe quasi che il motore a benzina e a gasolio sia pronto per la pensione, che la macchina del futuro sia solo condivisa, connessa, elettrica e a guida autonoma. Poi c'è il mondo reale, fatto di numeri, che fa capire come certe tendenze e previsioni abbiano sì un senso, ma solo nelle aree urbane: la F-Series di Ford, di cui l'F-150 è il modello più importante, vende quasi un milione di pezzi all'anno nei soli Stati Uniti.

Com'è

Lungo circa 5,5 metri, largo 2 e 45 e con un passo di 3 metri e 41, è semplicemente grande, anzi spropositatamente grande per le nostre strade e per i nostri parcheggi. Ma ha un fascino irresistibile. Un po' perché per noi, poco abituati al genere, il pick-up ha un che di esotico. Un po', anzi molto, perché in versione Raptor l'F-150 è indiscutibilmente di una cattiveria inquietante. Appoggiato su enormi pneumatici BFGoodrich KO2 (ma su cerchi relativamente piccoli, da 17"), ha carreggiate allargate di 11 cm e un'altezza maggiorata di 5 rispetto all'F-150 di base, ma soprattutto paraurti e passaruota ridisegnati per consentire la piena escursione alle ruote, che grazie agli ammortizzatori Fox hanno una corsa di 33 cm davanti e 35 dietro. Incute timore anche la scritta Ford a caratteri cubitali nella calandra, la quale a sua volta è a circa un metro e mezzo da terra. Non mancano ovviamente lo skid plate, né il doppio scarico posteriore. Apri la porta, e sei subito in America: innanzitutto il posto guida te lo devi guadagnare perché il sedile è molto in alto. Una volta dentro, però, l'F-150 ti ripaga con spazi immensi e regolazioni da supercar: non solo sedile e volante, ma anche la pedaliera si può spostare, ovviamente in modo elettrico. Lo spazio? Tantissimo per i due davanti, un po' meno per chi siede dietro.

Come va

Premessa: l'ho guidato solo ed esclusivamente su un percorso offroad. Ma tanto mi è bastato per capire che quando il gioco si fa duro l'F-150 Raptor ha appena iniziato a giocare. Lo spiegamento di forze in quanto a gomme e sospensioni rende ogni asperità, anche la più impegnativa, un piccolo rallentamento sulla tabella di marcia di questo gigante americano. Il lavoro di pneumatici e telaio impressiona per come riesce a isolare l'abitacolo dal fondo stradale. Ho percorso una pietraia (con i massi incastonati nel cemento, non appoggiati a terra come sul letto di un fiume) e l'F-150 ci ha "danzato" sopra senza troppi problemi. Ho messo le ruote in buche profonde 60 cm, disposte in modo da mettere l'auto in twist e lui è rimasto con tutte e quattro le ruote appoggiate a terra. Impressionante, come la motricità: persino su una rampa sterrata al 30% circa di pendenza, la ripartenza da fermo non ha avuto la minima esitazione. Il merito, in questo senso, è anche dei 690 Nm di coppia del motore V6 biturbo 3.5 (450 CV la potenza), che non fa rimpiangere nemmeno per un secondo il vecchio V8. Non posso non menzionare il cambio, automatico a 10 rapporti e dotato ovviamente di ridotte, che insieme al Terrain Management System permette a questo veicolo di non temere alcun tipo di fondo.

Quanto costa

In Italia non arriverà e questo lo sapete, ma uno sguardo al prezzo è interessante comunque darlo: meno di 50.000 dollari. Ford ha voluto tenere il Raptor al di sotto di questa soglia, cosa che con la tassazione italiana (ma anche di molti Paesi europei) non sarebbe possibile… L'american dream è (anche) questo.

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Tag: Test , Ford , auto americane


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